La Cavalcata ’91

I protagonisti Europei del ’91


Per le giovani leve rossoblu, ma non solo per loro, la stagione 1990-1991 costituisce senza dubbio il top della soddisfazione, in termini di tifo calcistico. Il palmares del Genoa è infatti ricco di trofei, ma come spesso “rinfacciato” dai cugini, troppo lontani nel tempo per essere ricordati e gustati a fondo.
Con l’avvento di Bagnoli e degli uomini che riproponiamo qui di seguito, il vecchio Grifo ha saputo raggiungere uno degli obiettivi più esaltanti del dopo guerra: il quarto posto in campionato e la conseguente qualificazione alla Coppa Uefa.
A caldo, subito dopo l’impresa compiuta, proprio mentre il Genoa si accingeva a partecipare ad una Coppa che si rivelerà esaltante, abbiamo tracciato i seguenti profili. Molti riferimenti risulteranno un po’ vecchi e, purtroppo, fuori dal contesto attuale, ma abbiamo voluto riproporli ugualmente per trasmettere (e soprattutto non dimenticare) quelle emozioni provate in una estate di entusiasmo e felicità. Molti di questi uomini non sono più nel Genoa e a Genova. Qualcuno ha deciso di cambiare vita, altri sono ancora nel mondo del calcio, ma in vesti differenti. “Geo” Craviotto, purtroppo, è mancato all’affetto dei suoi cari e di tutti i tifosi genoani che gli hanno tributato un saluto gonfio di lacrime e di nostalgia.
Insomma è cambiato quasi tutto: dalla società ai giocatori. Provate a salire, però, sulla macchina del tempo per ritornate all’agosto del 1991. Alle porte c’è il sorteggio di Coppa Uefa, il Genoa si appresta a disputare una stagione importantissima, ma soprattutto ha appena terminato un campionato eccezionale, coronato dal 2-1 di Branco ai “cugini”…. ALDO SPINELLI
Imprenditore di successo nel ramo dei trasporti, ha deciso nel 1985 di impegnarsi nel mondo del calcio, non tanto col proposito di trovare altri sbocchi alle sue fortune imprenditoriali, ma probabilmente per una tendenza alla ricerca di non facilmente raggiungibili orizzonti che e’ una delle sue caratteristiche umane.
Dal momento in cui, sotto i riflettori delle telecamere e i flashes dei fotografi, passo’ a Renzo Fossati la famosa busta – sigillata – contenente l’assegno (di cui nessuno mai ha conosciuto l’importo) per l’acquisto della gloriosa Societa’ rossoblu, Aldo Spinelli ha iniziato un cammino in salita che, per parecchi anni, gli ha riservato piu’ spine che rose.
Comunque, la sua tenacia, la sua capacita’ organizzativa, la stessa istintiva intuizione di cui si vale anche per le sue iniziative extracalcistiche, hanno costituito un supporto fondamentale per qualificarsi anche come dirigente di calcio ai massimi livelli.
Il percorso che ha compiuto dalla meta’ degli anni Ottanta come presidente del “Genoa 1893”, si e’ svolto attraverso non facili tappe, che hanno anche registrato violente contestazioni e critiche non sempre serene e motivate, alle quali ha saputo opporre insieme a un temperamento di combattente, un carattere forte e deciso, che gli ha permesso di non abbandonare il campo nei momenti piu’ difficili, quando era destina-
tario di non velate minacce alla sua persona e ai suoi familiari.
Puo’ essere giustamente orgoglioso, Aldo Spinelli, di aver riportato il Genoa, dopo tanti decenni di navigazione nella nebbia e dopo averlo salvato dal naufragio o, comunque, dal piccolo cabotaggio, alla ribalta prestigiosa del calcio europeo.

SIMONE BRAGLIA

Nato a Ponte Chiasso (CO) il 22/7/1962, e’ entrato a far parte dell’organico rossoblu dal campionato 1989/1990 come riserva di Gregori, a cui subentro’ dopo le contestazioni subite dal portiere romano.
Nella formazione guidata da Bagnoli, e’ stato dall’inizio titolare, sempre gratificato dalla fiducia del Mister anche dopo qualche episodio sfortunato come quello di Cagliari. Nel corso del torneo e’ stato colpito da una grave malattia (broncopolmonite virale), ma per effetto delle terapie intensive del professor Gatto e impegnando grande forza di volonta’, e’ riuscito a limitare la sua assenza a due sole partite, fornendo al rientro ottime prestazioni nel derby. I tifosi non gli hanno fatto mancare affettuose attestazioni di
stima e di simpatia per il suo coscienzioso impegno. E’ sposato e iscritto come praticante commercialista nell’albo dei ragionieri.

VINCENZO TORRENTE

Nato a Cetara (SA) il 12/2/1966 e’ stato prelevato dalla Nocerina per il campionato 1985/1986. Dapprima un poco intimidito dagli avversari piu’ tecnici, si e’ gradatamente trasformato in un difensore implacabile, di grandissima resa nella marcatura a uomo, mai distratto nell’applicare le istruzioni dei vari allenatori. Ha disputato un eccellente torneo, talvolta risultando determinante nel porre rimedio a
qualche svarione del centrocampo. Sposato e padre, ha raggiunto un’alta quotazione ed e’ richiesto da varie Societa’.

BRANCO (VAZ LEAL CLAUDIO IBRAHIM)

Nato a Bage’ (Brasile) il 4/4/1964, ha determinato, col suo arrivo a novembre, l’inizio della scalata del Genoa verso il vertice della classifica. Preceduto da non proprio positive referenze per i campionati disputati nel Brescia (’86/’87 e ’87/’88), ha ben presto dimostrato che la sua negativa esperienza era stata causata, piu’ che da giovanile immaturita’, da incomprensioni con l’allenatore Giorgi. A parte il dono ai
tifosi rossoblu del determinante e ormai famoso gol decisivo per la vittoria nel derby di andata e di quello, altrettanto stupendo, segnato alla Juventus all’ultima di campionato, ha saputo evidenziare il suo grande valore di difensore puro e di cursore eccezionale, con ottimo dribbling e sempre pronta
percezione delle situazioni di gioco. Il suo sinistro alla dinamite ha fatto centro sei volte.

STEFANO ERANIO

Nato a Genova il 29/12/1966, sposato con Sabrina e padre di Stephanie. Ha vissuto il suo “momento magico” in questo torneo, giungendo ai fasti della maglia azzurra. Proveniente dal vivaio rossoblu, ha potuto regalarsi e regalare ai tifosi altre notevoli soddisfazioni, come quella di mettere a segno un gol nel derby di andata, per di piu’ con la fascia di capitano. Giunto alla prima squadra con Burgnich e Perotti, ha avu-
to a quell’epoca, per la posizione assegnatagli in campo, qualche difficolta’ a produrre il suo gioco, sempre esibito a testa alta e con dribbling divenuto sempre piu’ efficace.
Gia’ distintosi con Scoglio, ha disputato, in questo campionato, partite quasi sempre ad alto livello e i tifosi sperano che il suo proposito di voler rimanere in rossoblu a vita sia facilitato dai vertici societari.

NICOLA CARICOLA

Nato a Bari il 13/2/1963 e’ al Genoa dal campionato 1987/88. Ha iniziato questo torneo in modo non molto soddisfacente, a causa della posizione di terzino fluidificante che gli era stata assegnata e che non corrispondeva alle sue caratteristiche. L’arrivo di Branco ha coinciso con l’inizio della sua risalita nelle classifiche di rendimento, da cui raramente e’ sceso sotto il 7. Tornato al suo ruolo abituale, ha potuto
dare nuovamente prova della sua grinta, della sua classe e del suo carattere. Memorabili le sue prove nei derbies, contro la Fiorentina, contro l’Inter e, ultimamente, contro l’Atalanta. Celibe, ha un debole per le auto di gran marca ed e’ anche valido tennista.

GIANLUCA SIGNORINI

Nato a Pisa il 17/3/1960 e’ al Genoa dal settembre 1988. Il “capitano coraggioso” dei tre ultimi campionati rossoblu, anche quest’anno combattente generoso e leader non solo del reparto difensivo da lui diretto e regolato in campo, e’ entrato nei sentimenti dei tifosi rossoblu come pochi nel recente passato. E’ colpitore di testa eccezionale, atleticamente dotatissimo e ricco per natura di quella personalita’ che gli consente in campo di urlare direttive appropriate e, soprattutto, ascoltate. Anche quest’anno ha riportato nelle
pagelline dei cronisti votazioni elevate, con la media di quasi 8 per le sue prestazioni a Torino con la Juve e nell’incontro casalingo con l’Inter. E’ sposato e padre di tre figli, dei quali l’ultimogenito e’ nato a Genova, mentre il primogenito da tre anni si distingue nei “pulcini” rossoblu.

GENNARO RUOTOLO

Nato a S.Maria a Vico (Caserta) il 20/3/1967, e’ al Genoa dalla stagione 1988/1989, proveniente dall’Arezzo. Cursore instancabile sulla fascia destra, ha notevolmente migliorato, sotto la sapiente guida di Bagnoli, il controllo tattico delle sue sgroppate, segnando anche gol di pregevole esecuzione all’Inter, al Pisa, al Cesena e alla Lazio. Con Eranio ha realizzato un movimento sincronico eccezionale, un’intesa che
funziona ottimamente anche a prescindere dal controllo reciproco delle posizioni e della progressione. Piu’ volte si e’ parlato e scritto della sua cessione, ma i tifosi auspicano una sua riconferma, anche per la grande simpatia che ispira. La convocazione in Nazionale per l’incontro con la Norvegia ha costituito una sorpresa e un prestigioso premio per le sue ottime prove nel campionato ’90/’91.

MARIO BORTOLAZZI

E’ nato a Verona il 10/1/1965 ed e’ stato questo il suo primo campionato in rossoblu, nonostante in passato varie volte sia stato in procinto di essere ingaggiato dal “Genoa”. Chi volesse giudicare a prima vista il suo valore tecnico ed atletico, potrebbe facilmente ingannarsi, anche considerando che Bortolazzi mai cede alle lusinghe della spettacolarita’ se questa va a scapito della concretezza. Ha obbedito sempre con grande intelligenza e senso tattico alle direttive di Bagnoli e spesso, senza far nulla per riscuotere applausi, ha
preso le redini delle situazioni di gioco, anche delle piu’ delicate, in modo mirabile per intelligenza e per continuita’. Piu’ volte ha riscosso dalla stampa il massimo voto e i tifosi, dopo qualche iniziale incomprensione, oggi hanno per lui soltanto stima ed ammirazione.

AGUILERA NOVA CARLOS ALBERTO

Nato a Montevideo (Uruguay) il 21/9/1964, e’ stato ingaggiato dal Genoa nell’estate del 1989. Nel suo secondo campionato rossoblu “Pato” Aguilera e’ rimasto l’unico superstite del trio uruguaiano che Scoglio aveva scelto per il Genoa. E non solo ha confermato le doti gia’ messe in luce nel precedente torneo e che gli avevano valso l’indelebile affetto dei tifosi genoani, ma le ha sublimate, rendendosi pressoche’ incon-
trollabile per difensori intenzionati a non ricorrere al fallo. Dotato di ottimo tiro con entrambi i piedi, sa difendere la palla con tenacia ed abilita’ da giocoliere, illuminando il gioco d’attacco anche per l’intesa con Skuhravy. Le sue lotte memorabili con difensori impietosi, alti anche dieci o quindici centimetri piu’ di lui, hanno entusiasmato i tifosi e riscosso le approvazioni dei critici.

TOMAS SKUHRAVY

Nato a Ceske Budejovice (Cecoslovacchia) il 7/9/1965, ha conquistato sin dalle sue prime apparizioni in rossoblu i sentimenti dei tifosi, mentre taluni pur non sprovveduti critici – ancora due mesi dopo l’inizio del torneo – giuravano sulla sua scarsa mobilita’: ma, ben presto, Skuhravy ha distrutto ogni dubbio sulle sue doti. Gia’ da sola entusiasma e stupisce, oltre ad essere ovviamente utile al gioco della squadra, la sua spettacolare capacita’ di elevazione, che gli consente di librarsi – con tutti i suoi 90 chili per 1.90 di altezza – al disopra di due o tre difensori che invano tentano di trattenerlo con ogni mezzo. Ma ad essa si aggiunge una facolta’ di progressione che, un po’ difficoltosa in partenza, porta Skuhravy a realizzare avanzamenti contrastabili solo con azioni fallose. Notevole anche la sua prontezza nel rientrare a dare aiuto alla difesa. Ed e’ infine da non sottovalutare il suo grande attaccamento ai colori rossoblu. Un campione vero e un atleta possente, destinato a dare ancora tante gioie ai tifosi genoani.

ROBERTO ONORATI

Nato a Roma il 5/2/1966 e’ rientrato al Genoa nell’estate dello scorso anno, dopo un’infelice esperienza ad Avellino: in Irpinia era stato dirottato dalla Fiorentina, alla quale era tornato alla fine del campionato ’88/’89, durante il quale aveva validamente contribuito al ritorno dei rossoblu in serie A. Osvaldo Bagnoli ha apportato qualche modifica ai compiti della posizione tattica ricoperta nella sua prima permanenza in rossoblu, lasciando libero sfogo alla sua intraprendenza, ma chiamandolo anche a compiti di interdizione,
resi spesso necessari dagli sganciamenti di Branco. Fra le sue piu’ belle partite, quelle contro l’Inter e contro la Juventus a Marassi.
Considerato dalle tifose “il bello” per eccellenza in una squadra che anche per doti estetiche si distingue, e’ per altro degno di apprezzamento anche sotto il profilo morale.

OTTORINO PIOTTI

Nato a Gallarate (VA) il 31/7/1954 e’ al Genoa dall’estate 1990, ingaggiato con le funzioni di numero 12. Dopo un’onorevole carriera culminata con la permanenza al Milan dal 1980 al 1984 (con una media di 30 presenze per campionato) e’ passato nell’ottobre del 1984 all’Atalanta, dove e’ stato utilizzato con sempre buona resa e col massimo di 38 presenze nel torneo dei serie B ’87/’88. Si e’ sempre scrupolosamente
allenato col preparatore Ghizzardi e in due occasioni ha degnamente sostituito l’infermo Braglia. E’ laureato in medicina.

ARMANDO FERRONI

Nato a Roma il 3/4/1961, e’ giunto al Genoa nel settembre del 1988, proveniente dall’Avellino: precedentemente aveva militato nella Fiorentina, disputando sei campionati di serie A con buon numero di presenze. Ha piu’ o meno le stesse doti del fratello maggiore, gia’ difensore della Sampdoria e del Verona, cioe’ temperamento e tenacia nei contrasti, capacita’ di adattamento a varie situazioni tattiche e prontezza nell’ accogliere le disposizioni del mister. Ha trovato poco spazio in squadra come titolare, durante il campionato, anche se Bagnoli, a novembre, si era opposto alla sua cessione, per la quale aveva fatto offerte l’Udinese.
In una delle sue rare apparizioni in squadra nel torneo ’90/’91, e’ riuscito a segnare un pregevole gol a Parma, purtroppo inutile ai fini del risultato.

VALERIANO FIORIN

Nato il 27/9/1966 ad Arzergrande (Padova). Dopo un anno al Cesena e quattro a Parma, e’ giunto al Genoa nella stagione 1989/1990. Mentre ha totalizzato 31 presenze nell’ultimo torneo gestito da Scoglio, non e’ stato molto utilizzato da Bagnoli, che per altro non ha mai mancato di esternare il suo apprezzamento per le doti atletiche e per la disciplina tattica di Fiorin. Sa giocare sulla fascia destra e su quella sinistra e nonostante sia stato chiamato in campo raramente come titolare, mentre varie volte ha disputato ritagli di
partita, non ha mai mancato di allenarsi con la massima serieta’ e con lo scrupolo di un vero professionista. Il suo vivo desiderio di rendersi utile alla squadra, dimostrato all’atto degli inserimenti in campo con pregevoli puntate in attacco e con rapidi rientri in copertura, rende ancor piu’ meritevole il suo spirito di rassegnazione per la permanenza in panchina.

FULVIO COLLOVATI

Nato a Teor (Udine) il 9/5/1957, campione del mondo nel 1982, e’ approdato ai lidi rossoblu dalla Roma per il campionato 1989/1990, con referenze ovviamente prestigiose anche per la sua non dimenticata milizia nel Milan e nell’Inter. Con l’umilta’ di un serio professionista, si e’ adattato, sia con Scoglio che con Bagnoli, al ruolo che vorremmo definire di “atleta complementare”, piu’ che di “panchinaro”, visto che il suo scrupolo nella preparazione e’ stato estremo, anche quando era cosciente di non aver spazio in squadra: per-
tanto, oltre che di valido esempio per i compagni piu’ giovani, e’ stato impeccabilmente pronto quando e’ stato chiamato a sostituire qualche indisponibile titolare.
Degna di nota anche la sua compartecipazione alle fasi di gioco, quando a Fulvio tocca la panchina: a chi possa e voglia osservare, non sfuggira’ la sua continua agitazione motoria, segno evidente di passione rossoblu.

MARCO PACIONE

Nato a Pescara il 27/7/1963, e’ stato ingaggiato dal Genoa nella passata campagna acquisti per espresso desiderio di Bagnoli, che voleva tutelarsi da imprevedibili delusioni o defezioni in attacco. Cosi’, dopo molti tornei disputati da titolare nell’Atalanta, nella Juventus, nel Verona e nel Torino, il valido e generoso Pacione ha dovuto adattarsi alla panchina.
E se e’ vero che e’ riuscito, nonostante le sue brevi apparizioni da comprimario, a convincere i critici del suo valore (segnando anche un bel gol da combattente coraggioso a Firenze), e’ altrettanto certo che la sua generosita’ nell’impegno, la sua velocita’ nella progressione, la sua capacita’ di imbarazzare i difensori svariando da destra a sinistra sulla linea d’attacco, lo avrebbero senz’altro reso degno di un maggior numero di presenze in prima squadra. Ma i due “mostri sacri” Aguilera e Skuhravy gli hanno implacabilmente chiuso la strada: cosi’ probabilmente, vorra’ essere ceduto. Ma restera’ nel migliore ricordo dei tifosi.

ELIO SIGNORELLI

Nato a Napoli il 7/3/1970. Calcisticamente cresciuto, insieme al fratello Ferdinando piu’ anziano di tre anni, nelle giovanili del Genoa, e’ stato ripreso nell’estate scorsa dal Barletta, cui era andato in prestito per il campionato 1989/1990 totalizzando 29 presenze e segnando 4 gol. Ha servito degnamente la causa rossoblu in panchina e giocando quache scampolo di partita. Gode la stima e la considerazione di Ba-
gnoli: e non solo quella del mister, visto che persino la Juventus pare abbia chiesto informazioni per un suo eventuale ingaggio.

OSVALDO BAGNOLI

All’atto della sua presentazione ufficiale alla stampa genovese (26/5/1990), Osvaldo Bagnoli rispose in modo piuttosto sconcertante ad un giornalista che gli chiedeva quali fossero le ragioni della costanza di un rapporto divenuto tanto cordiale ed armonioso coi tifosi veronesi, da non incrinarsi neppure quando la squadra non riusciva a lasciare l’ultimo posto in classifica, poi retrocedendo, durante il campionato ’89/’90.
“Quando si vinceva (promozione in A, diritto all’Uefa e poi scudetto nel 1985) – rispose Bagnoli – mi premuravo sempre di dire che sarebbero, prima o poi, giunti i momenti difficili. Cosi’, sono riuscito sempre a mantenere il mio interno equilibrio e, per nove anni, un ottimo rapporto con la gente, che mai si e’ sentita da me illusa”.
Dichiarazioni da uomo scrupoloso, che al momento non hanno ricevuto attenzione dalla stampa. Poi, gradatamente, tutti, addetti ai lavori e sostenitori, hanno capito che il Genoa – e i genoani e i genovesi – avevano finalmente trovato un uomo vero, burbero un poco al primo impatto, ma sincero ed estre-
mamente serio, mai alla ricerca del personale esibizionismo.
Certe sue dichiarazioni di aperta e anche aspra critica a certi tifosi – il mercoledi’ antecedente al derby di andata – avrebbero portato a chissa’ quale sconquasso, se i sostenitori rossoblu, da quel momento in poi, dopo la stupenda prestazione e la vittoria contro la Sampdoria, non avessero assistito ad un progresso incessante del gioco della squadra, al continuo ed evidente miglioramento di tanti atleti, sia nella
condizione fisica che nello stile e nella posizione di gioco, a vittorie anche esterne solo invano sognate per tanti anni, anzi decenni.
Cosi’, il serio e buon Osvaldo (“Zaso della Bovisa”, per tanti veronesi) e’ diventato un nuovo grande beniamino dei sostenitori genoani, anche dei meno passionali. E si sa che quando i genovesi donano (magari dopo molte riflessioni) stima e affetto, non e’ per breve tempo e in modo, per cosi’ dire, epidermico.

SERGIO MADDE’

Nato a Melegnano, e’ quindi milanese come Bagnoli, sotto la cui guida ha giocato nel Cesena e nel Verona. E’ stato particolarmente onorato di essere scelto come “secondo” da quello che lui considera uno tra i piu’ preparati e capaci allenatori d’Italia e, pur mantenendo anche lui residenza e famiglia a Verona, si e’ ben presto adeguato all’atmosfera e alle problematiche del Genoa, vivendo intensamente il rapporto con la squadra e con i tifosi. Ha allenato, negli anni passati, il Tempio Pausania e il Trento, ma non ha avuto remore nell’accettare la proposta di Bagnoli e le conseguenti funzioni a Genova come “secondo”, benche’ potesse puntare a qualche panchina di C1 o di C2.
Ovviamente lieto per la conquista del piazzamento che ha aperto ai rossoblu l’accesso all’Uefa, e’ convinto che, con questo salto di qualita’, il Genoa possa avvicinarsi nel miglior modo alla celebrazione del suo centenario con altre prestigiose affermazioni.

SILVANO SIRI

Commerciante affermato nel mondo dell’automobile, 43 anni, sposato con tre figli, genoano da sempre, si e’ avvicinato al Genoa con l’avvento di Spinelli alla presidenza. Inizialmente ha ricoperto la carica di presidente della scuola Nagc rossoblu, ma successivamente, l’amico Spinelli ha individuato in lui il carisma del dirigente responsabile e gli ha affidato il prestigioso ma delicato incarico di dirigente accompagnatore ufficiale della prima squadra (serie A).
Riservato, sempre pronto a gioire con i ragazzi come con i colleghi della dirigenza, disponibile verso la tifoseria e scevro dal mettersi in vista anche se non ha mai negato il peso della sua presenza quand’era necessario, Siri ha vissuto quest’ultima annata, in particolare, con il cuore in gola. Accompagnatore dei rossoblu in campo ma spesso e volentieri anche nelle loro presenze a conferenze e riunioni con la tifoseria, e’ uno dei punti di riferimento dell’immagine del Genoa, oggi “europeo”.

PIER LUIGI “PIGI” GATTO

“Una vita per gli acciacchi genoani”, fu intitolato una volta dalla rivista “I Rossoblu” un ampio servizio sul professor Pier Luigi Gatto (“Pigi”, confidenzialmente, per gli innumerevoli amici e per i tifosi genoani): ed e’ una sintetica definizione che corrisponde al vero.
“Grande genoano, di professione medico anche sportivo”, come suol definirsi, e’ libero docente, primario ospedaliero, direttore sanitario all'”Istituto Martinez”, direttore sanitario del “Genoa” e dell’Italimpianti, specialista in pneumologia, medicina dello sport e radiologia e autore di oltre cento pubblicazioni di alto contenuto scientifico. E’ anche libero professionista (spesso – valga a suo onore – senza fini di lucro): e nessuno degli innumerevoli incarichi – neppure quello, a cui tiene, di vice presidente dell’Associazione Medici Italiani Calcio – gli ha mai impedito di essere presente, con alta coscienza professionale e con entusiastico impegno, al servizio della Societa’ e sulla panchina del “Genoa”, pronto a correre sul campo per infortuni che, quest’anno, sono stati provvidenzialmente pochi e lievi. E’ sposato con la Signora Marcella, sostenitrice entusiastica fin dalla giovinezza – come, fin dall’infanzia, i tre figli e la figlia – degli amati colori rossoblu.

SPARTACO LANDINI

Giunto al Genoa come direttore sportivo in sostituzione di Giorgio Vitali nell’estate del 1984, Spartaco Landini, campione dell’Inter ai tempi del decimo scudetto nerazzurro e poi pervenuto anche alla maglia della Nazionale, non si puo’ dire abbia vissuto a Genova anni tranquilli. La prima fase della gestione Spinelli, infatti, lo ha coinvolto, insieme al Presidente, in periodiche contestazioni da parte dei tifosi che gli hanno imputato, specie nei tornei dal 1985 al 1988, scelte non proprio felici, per le quali, in realta’, non aveva colpe o aveva solo lievi responsabilita’.
Ha potuto comunque sempre contare sull’ampia fiducia di Spinelli e, alla fine, specie con la risalita in serie A, ha dato piena dimostrazione del suo oculato attivismo e della sua esperta e valida capacita’ di valutazione dei vari atleti sotto controllo per l’eventuale acquisto. Ha effettuato numerosissimi viaggi in Italia e all’estero, in questi ultimi due anni, e il suo produttivo “colpo d’occhio” ha avuto degno coronamento nell’estate del 1990, quando, con un blitz notturno nel ritiro pugliese della nazionale della Cecoslovacchia, e’ riuscito a sottrarre Skuhravy alla concorrenza del Bayern Monaco, i cui dirigenti avevano ben compreso il valore del gigante dell’Est. Basterebbe questo colpo (realizzato quando lo stesso Bagnoli, con meritoria prudenza, ancora esternava qualche riserva su Tomas, non avendolo anora visto all’opera se non in televisione), per consegnare Spartaco Landini alla grata memoria dei tifosi rossoblu di oggi e del futuro.

“GEO” CRAVIOTTO

Gerolamo Craviotto, il popolare “Geo”, e’ massaggiatore del Genoa dal 1973, ed e’ uomo di fiducia del professor Gatto, come di tutti gli innumerevoli giocatori del Genoa che hanno avuto modo di sperimentare di persona la sua esperta professionalita’. Ai tempi di Pruzzo e Damiani – ed ancor prima – era noto come “Carbunin”, per l’effetto dell’attivita’ del padre, commerciante in carbone a Varazze e, specie nel periodo primaverile della preparazione, massaggiatore di famosi ciclisti come Girardengo, Guerra, Coppi.
Anche “Geo”, prima di conoscere il “Genoa”, aveva iniziato con le gambe dei ciclisti, seguendo la tradizione e gli insegnamenti paterni: Gaul, Merckx, Adorni, Basso e Gimondi, fra i piu’ noti, sono fra quelli che hanno beneficiato delle sue mani sempre piu’ efficienti e capaci. Vive dalla panchina, con partecipe sensibilita’ le imprese dei “suoi” ragazzi rossoblu, pronto a correre in aiuto degli infortunati, dietro al professor Gatto, non appena l’arbitro accenna il suo consenso. E’ anche lui entusiasta di girar l’Europa, nel prossimo futuro.