Beffa atroce a Cagliari ma il peggio sembra alle spalle

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Per un’ora è stata, probabilmente, la migliore Samp della stagione. Poi il crollo verticale, però propiziato più dalla forza di un Cgliari mai domo e davvero meritevole del posto al sole occupato, che dalle carenze dei blucerchiati.

Certo, nessun tifoso doriano, sul 3-1, avrebbe soltanto immaginato una rimonta dei sardi: figuriamoci il sorpasso in extremis firmato da un’incornata tremenda di Cerri. Di sicuro è stata una partita strana, che ha visto la banda di Ranieri esprimersi alla pari di fronte alla compagine più in forma del campionato. Una Samp a lungo dimostratasi robusta in difesa e spietata in avanti, capace di soffrire sulle avanzate degli isolani ma anche di pungere ogni qualvolta è capitata l’occasione. Sino al 3-1, c’era da stropicciarsi gli occhi e da… benedire questa trasferta in Sardegna che, pur finita in modo inglorioso, ha restituito a Ranieri un Quagliarella sontuoso e mostrato un Ramirez convincente e ficcante come nei suoi migliori momenti genovesi. A lungo, insomma, si è ammirata una Samp… irriconoscibile al confronto delle ultime prove: equilibrata, compatta, priva di punti deboli. Una Samp da metà a sinistra della classifica.

Poi è successa la fine del mondo. Merito in buona parte di un Cagliari eccezionale per varietà di repertorioe per agonismo. Impossibile, in quel contesto negare le grandi qualità squadernate da Joao Pedro, autore di due prodezze pazzesche, ed è stata pure da applausi la girata vincente di Cerri, un rincalzo di lusso spedito in campo per sfruttare i suoi centimetri.

La gente doriana ha presa malissimo la sconfitta che – vale ribadirlo – il lunedì mattina era stata anche mssa in preventivo, dato il magic moment del Cagliari, che si è trovato tra le mani tre punti non rubati ma senz’altro esagerati: il pari, francamente, avrebbe più fedelmente rispecchiato i valori espressi dal campo.

Sul 3-1 Ranieri ha probabilmente sbagliato quache mossa. Vero che l’uscita di Ekdal è stata cagionata da infortunio, ma i cambi non hanno convinto granchè. Ramirez era stato fra i trascinatori e non meritava più di altri la sostituzione, che ha pure indebolito la fase d’attacco. Passi l’ingresso di Linetty, ma gli innesti in cortso d’opera di Caprari e dell’oggetto misterioso Rigoni sono parsi inadeguati al contesto ed esageratamente audaci. Soprattutto, il mister romano può essere criticato per l’insistenza nel confermare sulla fascia difensiva di destra Thorsby, schierato iniziamente solo per l’indosponibilità dei padroni del ruolo, Bereszynski e De Paoli. Dopo un primo tempo più che accettabile, il norvegese è letteralmente scomparso dal campo. Dalla sua zona sono partiti i cross dei tre ultimi gol del Cagliari, e non si è trattato di un caso. Il mister doriano, capita l’antifona, avrebbe dovuto intervenire inserendo Murillo in mezzo e spostando a destra Ferrari, che in quel ruolo si è dstinto nelle scorse annate.

Non concordiamo invece con una fetta non trascurabile di tifoseria che addita il portire Audero tra i colpevoli della resa. Il torinese non ha compiuto miracoli, ma in occasione del poker sardo non gli si possono addossare responsabilità pesanti. E non è dipeso da lui se il Cagliari, al di là dei quattro episodi desicivi, non lo ha mai seriamente impensierito.

E’ indubbio che il modo in cui è maturato questo verdetto negativo possa incidere a livello psicologico, ma non è proprio il caso di drammatizzare e di veder nero nel futuro dei blucerchiati, ad onta di una classifica che resta preoccupante. La resurrezione di Quagliarella e la recita lungamente esaltante del collettivo bastano ed avanzano a far germogliare un novello ottimismo. Dopo tutto, si è perso ad opera della rivelazione stagionale, non di una squadretta raccogliticcia. Con tutto il rispetto, né il Parma, prossimo avversario, né i “cugini” nel derby immediatamente successivo dispongono di armi così affilate. La beffa del monday night non cancella la sensazione che in casa Samp il peggio sia ormai alle spalle.

Pierluigi Gambino