Il tiki taka non paga, con il Toro è sconfitta pesante

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Negli anni settanta Corrado Viciani con la sua Ternana, promossa per la prima volta in serie A, con il suo “gioco corto” fu il precursore del tiki-taka tanto caro a Guardiola che Thiago Motta sta adottando con il Genoa. Il problema è che il sessantun per cento di possesso palla contro il rimaneggiato Torino non ha prodotto lo straccio di un gol ed anzi è arrivata la quarta sconfitta casalinga, seconda consecutiva dopo quella contro l’Udinese, la terza in sei partite da quando l’ex centrocampista è stato chiamato da Preziosi a sostituire Andreazzoli sulla panchina rossoblù.

“Ci sono ancora 72 punti a disposizione” ha risposto a metà tra lo stupefatto e lo stizzito Thiago ad una legittima domanda di un collega nel post partita; è vero mister però i punti bisogna cominciare a farli ed in tal senso diventa già quasi decisiva la prossima trasferta a Lecce, domenica all’ora di pranzo.

Dopo un primo tempo come quello visto contro gli spuntati granata i ventimila del “Ferraris” avrebbero giustamente potuto pretendere almeno la restituzione parziale del biglietto, considerato il periodo in cui impazza il “black Friday”: il coro finale e la contestazione dello stadio certificano che la pazienza ora è davvero finita per una piazza che, dopo i disastri della scorsa stagione, è accorsa in massa a sottoscrivere l’abbonamento sperando in un’inversione di tendenza che appare in questo momento utopico sperare.

Il Torino , reduce da cinque punti nelle ultime otto partite, con il successo di Brescia come unica vittoria, viene schierato da Mazzarri in assetto super prudente: Belotti non recupera e non va nemmeno in panchina, dove si siede Zaza, unica alternativa di ruolo del “Gallo” ed il tecnico di San Vincenzo si affida a Berenguer supportato da Lukic, due che di punta non hanno mai giocato. Thiago vuole stupire ancora, rientra Schone dopo l’accantonamento di Ferrara ma resta in panchina capitan Criscito, cui viene preferito Pajac, con Biraschi ad affiancare Romero considerato l’infortunio di Zapata ed il fedelissimo Cassata affiancato a centrocampo al danese e a Sturaro, con Pandev ed Agudelo a supportare Favilli, cui viene concessa fiducia dall’avvio.

La prima frazione scorre via noiosissima, con uno stucchevole possesso palla dei padroni di casa e Radu che diventa il giocatore che tocca più palloni nella lunga fase di costruzione del gioco dal basso; i ritmi sono lenti, i centrocampisti non verticalizzano mai il gioco ed i granata si adeguano ai ritmi soporiferi del match, con l’unico brivido vero che arriva a metà tempo, quando il cross di Pajac da sinistra, forse l’unico azzeccato dall’esterno nei novanta minuti, non trova all’appuntamento con l’incornata centrale solo per centimetri il lungo Favilli. Ben più pericolosa l’unica incursione ospite del primo tempo, Izzo da destra traversa e taglia l’area rossoblù dove Sturaro si fa bruciare sul tempo dall’arrembante Ansaldi che, all’altezza dell’area piccola, arriva scoordinato e cestina la buona opportunità, mettendo a lato sulla sinistra di Radu.

Il tempo si chiude con l’unico tentativo di conclusione del Genoa, Sturaro manda a vuoto appena entro l’area un avversario ed esplode il tiro, che Bremer rintuzza in corner con il corpo.

Si va all’intervallo con qualche fischio e parecchi brusii che arrivano dagli spalti, al rientro Ankersen rileva sulla destra difensiva Ghiglione e dopo quattro minuti proprio il danese scala male sul traversone da destra di De Silvestri e permette la battuta troppo comoda ancora all’ex Ansaldi, che strozza il tiro sul fondo da buona posizione; si scuote finalmente il Genoa, sfruttando un certo sbilanciamento degli ospiti, al 7’ il bello spunto da sinistra di Agudelo che guadagna il fondo pone Pandev in ottima posizione per calciare, a pochi metri da Sirigu, ma la debole conclusione del macedone viene sventata nei pressi della linea bianca da Bremer.

Il talentino colombiano semina centralmente lo scompiglio pochi minuti dopo, quando salta in un fazzoletto un paio di avversari e piazza il sinistro che centra la traversa a Sirigu battuto, passano sessanta secondi quando in rapida ripartenza con difesa granata mal posizionata Pandev invita Favilli che entra da solo in area sul centro destra, calcia non benissimo ma il suo destro centra ancora il montante, questa volta quello sinistro. Al di là di una prestazione non eccelsa un Genoa anche sfortunato, un episodio di questi menzionati avrebbe potuto cambiare il corso di una partita in cui i granata non fanno davvero nulla per ottenere i tre punti, Mazzarri inserisce forze fresche, con Meité al posto dell’ammonito Baselli e Laxalt che rileva Ansaldi, il meno peggio dei suoi; Motta risponde inserendo Pinamonti al posto di un esausto Favilli , ancora Pandev, l’unico davvero dotato dal punto di vista tecnico insieme ad Agudelo della compagnia, ispira Cassata che da ottima posizione centra Sirigu, neanche fosse stato l’orsetto dei “baracconi”, invece di incrociare la conclusione.

Il centrocampo del Genoa comincia a finire la benzina, Schone fa il compitino e non incide, Cassata mostra i suoi limiti tecnici e Sturaro paga le due partite ravvicinate dopo il lungo stop ed al minuto 32 arriva l’episodio che decide la partita: Verdi calcia sapientemente da destra il corner della sua anonima partita, a centro area lo statuario Bremer prende il tempo a Sturaro ed infila imparabilmente Radu sulla sua destra. La reazione rossoblù sta tutta in una palla che Agudelo riceve all’altezza del dischetto ma sulla quale tergiversa troppo, invece di colpire con una puntata, permettendo la ribattuta del muro difensivo ospite, entra anche Gumus a sinistra per l’ammonito e sfinito Sturaro ma anche il turco, così come Pinamonti, risulterà spettatore non pagante in questo finale, in cui servirebbero  grinta e cattiveria agonistica, in cui ci si aspetterebbe anche un cambiamento rispetto allo stucchevole ed improduttivo possesso palla, cui il Torino in vantaggio si adegua ben volentieri, con il terzetto Izzo, Nkolou e Bremer mai messo sotto pressione nei sedici metri finali. E’ bravo e reattivo al minuto 36 Radu ad impedire che la partita finisca anzitempo, alzando in corner la velenosa battuta da 25 metri di Verdi, che in questo finale lascia intravvedere le doti per cui è stato acquistato dal Napoli, con l’investimento più oneroso di Urbano Cairo ma è praticamente l’ultimo squillo del match, con le ultime due punizioni da destra sotto le tribune calciate incredibilmente ed inspiegabilmente da Cassata, uno che non dispone di piedi sopraffini ( ma perché lui e non Schone?…), la prima direttamente sul fondo e l’altra comoda presa di Sirigu. E finisce tra i fischi , con Edera che nei pochi minuti in campo riesce a prendere due cartellini gialli che gli fanno guadagnare gli spogliatoi un minuto prima del triplice fischio di Massa.

Sconfitta pesantissima quella contro l’incompleto Toro che fa precipitare ancor di più la squadra di Motta al terzultimo posto, dopo i risultati della quattordicesima che hanno fatto registrare le vittorie in trasferta di Lecce e Bologna ed il pari del Sassuolo nella Torino bianconera; nella trasferta in Salento sarà vietato sbagliare, prima della settimana che introduce al derby della Lanterna. Nei novanta minuti di sabato salviamo i soli Radu, autore di un ottimo intervento ed incolpevole sul gol e Pandev ed Agudelo, gli unici che hanno provato ad accendere la luce nel calcio monocorde ed improduttivo di Thiago, con nota di particolare demerito per Schone, arrivato sulle sponde del Bisagno come uomo squadra e naufragato ancora una volta nella “melassa” della manovra genoana.

Marco Ferrera

GENOA-TORINO 0-1

Reti: Bremer al 32’ s.t.

GENOA (4-3-2-1): Radu 6 – Ghiglione 5,5 (1’ s.t. Ankersen 5) Romero 5,5 Biraschi 5,5 Pajac 5 – Cassata 5 Schone 5 Sturaro 5,5 (37’ s.t. Gumus n.c.) – Pandev 6 Agudelo 6 – Favilli 5,5 (21’ s.t. Pinamonti 5) All: Motta 5

TORINO (4-4-1-1): Sirigu 6,5 – De Silvestri 6 Izzo 6 Nkolou 6,5 Bremer 7 – Verdi 5,5 (42’ s.t. Edera 4) Baselli 5,5 (18’ s.t. Meité 5,5) Rincon 5 Ansaldi 6,5 (23’ s.t. Laxalt 6)- Lukic 5,5 Berenguer 5 All: Mazzarri 5,5

Arbitro: Massa di Imperia 6,5

Note: serata serena, terreno di gioco in discrete condizioni ma parecchio scivoloso.Ammoniti: s.t. Baselli(13’) Sturaro (30’) Edera (45’) Agudelo (45’) Espulso: Edera al 48’ s.t. per doppia ammonizione. Calci d’angolo 6 a 4 per il Genoa. Spettatori 20.000 circa