Genoa compatto, Thiago sceglie la formazione giusta

0
266

Stavolta a Thiago Motta non si può muovere alcun rimprovero, se non quello di aver buttato nel calderone del San Paolo, durante un finale convulso, un esordiente assoluto come Cleonise. Mossa ardita, avendo a disposizione un attaccante più navigato come Gumus, ma fortunatamente non pagata con la sconfitta.

Per il resto, il mister rossoblù ha dimostrato di aver capito la lezione impartitagli una settimana prima dall’Udinese. Forse per convinzione propria, forse perché catechizzato a dovere da qualcuno in società, ecco che finalmente il Genoa si è tatticamente schierato secondo le esigenze di una squadra che deve esclusivamente badare a salvarsi. Fatto salvo qualche minuto nella ripresa, quando i limiti contingenti di un Ciuccio allo sbando hanno procurato certe tentazioni, il Grifo non si è mai sbilanciato e raramente ha prestato il fianco agli attacchi avversari. Finalmente una prova di compattezza, non a caso propiziata da azzeccate scelte di formazione. Il rientro di Cassata ha permesso di impiegare un tridente di centrocampisti che comprende tecnica e visione di gioco in Schone, dinamismo in Lerager e spirito di sacrificio nel gregario Cassata. Intendiamoci, non un trio da favola, ma ben assortito, che ha saputo pure giovarsi della qualità di Agudelo, giovane talento che sta lievitando come una torta fragrante.

Finalmente la fase difensiva ha funzionato, anche se sarebbe ingeneroso sottovalutare  le pesantissime assenze lamentate dalla compagine ancelottiana, specialmente in prima linea. Scevra da errori gravi, comunque, la recita dei quattro gendarmi, protetti adeguatamente da un Radu tornato attento e scattante.

Non è stato un miracolo e neppure un’impresa questo pareggio al San Paolo, ma solo qualche giorno prima questa gara sarebbe stata data per persa da chiunque. Risultato inatteso, comunque, e utile a non perdere terreno di fronte a Samp e Spal, anch’esse andate a punto.

Detto dell’atteggiamento esemplare tenuto da tecnico e giocatori, è indubbio che il Genoa abbia perso un’occasione forse irripetibile di sbancare Fuorigrotta. No, non doveva rivelarsi più audace, ma semplicemente sfruttare a dovere gli spazi concessi dal Napoli ed approcciarsi con maggiore cinismo alla porta rivale. E qui ci si inoltra nel problemone sempre più grave e di ardua soluzione. Purtroppo, quando latita o addirittura è assente (come in questa circostanza) Kouamé, in avanscoperta scende un buio pesto. Secondo logica, dovrebbe toccare in primis al centravanti impensierire e quando possibile bucare il portiere antagonista, ma Pinamonti – il solo inquilino del ruolo, data la cronica presenza ini infermeria di Favilli – si è fermato a… Roma, nella giornata di esordio. Successivamente si è spesso distinto per generosità e animus pugnandi ma non ha mai adempiuto ai compiti precipui ricevuti: tener alta la squadra conservando il possesso palla e facendo così rspirare la difesa e, soprattutto, garantire un bottino accettabile di segnature. Intendiamoci, l’ex interista resta una “promessa” fulgida, ma il Genoa non può attenderne la deflagrazione senza porsi degli interrogativi. Di sicuro, un bomber appena presentabile, a Napoli, avrebbe infilato nell’angolo quella sesquipedale palla gol capitatagli a metà ripresa: invece, il tocco molle e scontato del puntero rossoblù – come di chi considera sicura la rete – ha consentito un clamoroso salvataggio sulla linea.

Se al black-out prolungato di Pinamonti si affianca l’idiosincrasia al gol di centrocampisti – centrali ed esterni – ecco che qualche preoccupazione è lecita. Ben vengano i pari come quelli di Napoli, ma per vincere un numero sufficiente di gare occorre buttarla dentro. Di sicuro Thiago spenderà tempo e attenzione per attenuare questa carenza, ma non dipende da lui il talento naturale dei suoi giocatori. Tocca alla società attivarsi sin d’ora non solo per respingere al mittente qualsiasi avanca per Kouamé, ma anche per reperire a gennaio un uomo d’area degno di nota: possibilmene un veterano che, chiamato in campo saltuariamente, riesca ad assicurare un numero dignitoso di segnature.

Sempre in tema di mercato, argomento di attualità data la sosta del campionato, è palese la necessità di offrire come cadeau natalizio a Thiago Motta anche un centrocampista capace di azzannare i polpacci degli avversari. Un razza estinta a Grifo City dal giorno in cui il Prez ha spedito Rincon alla Juventus.

Pierluigi Gambino