ll Genoa si butta via, l’Udinese ringrazia

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La sconfitta della presunzione. Il Genoa si butta via e nel finale di partita lascia l’intera posta all’Udinese scesa al “Ferraris” in piena crisi tecnica, senza l’allenatore esonerato due giorni prima e con il secondo Gotti in panchina. Thiago Motta, dopo la bella vittoria in rimonta contro il Brescia e l’immeritata sconfitta di Torino in casa Juve propone un Grifone a trazione anteriore, con Agudelo arretrato a centrocampo a fianco a Schone e Kouamé, Saponara e Pandev alle spalle di Pinamonti, l’Udinese affianca Nestorovski ad Okaka lasciando in panchina Lasagna non al meglio.

L’avvio è favorevole ai padroni di casa che mettono le tende nella metà campo di una timida Udinese che già dopo dieci minuti denota una scarsa tecnica del pacchetto arretrato con un disimpegno errato non sfruttato da Pinamonti. Fa girare palla la squadra di Motta, con Schone che detta i tempi della manovra e Saponara che ricerca quelle verticalizzazioni che possono fare male ai bianconeri, l’ex doriano al 13’ pesca da destra Kouamé che si inserisce con i giri giusti ma manda alto di testa.

Si gioca ad una porta sola e dopo una punizione alta di Mandragora scaturita da una palla persa malamente da Agudelo a centrocampo arriva a metà tempo il meritato vantaggio: è da applausi e tecnicamente ineccepibile il doppio triangolo tra Pandev e Kouamé ed il macedone è chirurgico nella scaraventare alle spalle di Musso con un bel sinistro ad incrociare. Il gol sembra il viatico per un pomeriggio in discesa ma il Genoa fa l’errore di lasciare troppo spazio di manovra alle “zebrette” che centralmente si avvalgono della tecnica di De Paul e Mandragora, che al minuto 28 pesca Nestorovski tutto solo nella posizione di centro sinistra, l’ex Palermo si avvale della mancata opposizione del mal posizionato Romero ma “appoggia” la favorevole occasione tra le braccia di Radu. Ben più letale la ripartenza quattro minuti dopo: Okaka va via di forza sotto le tribune ad Ankersen e serve al limite Nestorovski che fa proseguire per De Paul che al limite dell’area ha tutto il tempo di prendere la mira ed infilare con un destro ciclonico che va a morire nel “sette” di Radu, con Ghiglione e Romero in colpevole ritardo sulla chiusura. Tutto da rifare ed il finale di tempo fa scorrere lunghi brividi alla platea genoana, la sponda di Okaka premia il sinistro di Mandragora che dal limite calcia a lato di un metro, ben più pericolose le due occasioni che chiudono la frazione, con Nestorovski che calcia al volo a lato dall’altezza del dischetto dopo sponda di De Paul, prendendosi i rimbrotti del compagno che chiedeva la chiusura del triangolo e con Mandragora che, in versione incursore, cestina a lato da ottima posizione.

Dopo pochi minuti della ripresa Motta opera il primo cambio: finisce la partita di Saponara quando forse sarebbe stata preferibile la sostituzione di Agudelo in palese difficoltà nel ruolo di centrocampista ed entra Radovanovic, con Schone che comincia a dare segnali di cedimento dopo una prima frazione giocata a discreti livelli. Forse si illude anche il tecnico genoano di poter arrivare ai tre punti quando Kouamé si fa murare il tiro da Musso in corner ( siamo all’11’) e sei minuti dopo quando deve uscire a valanga per arginare la fuga dell’ivoriano lanciato a rete. Gotti inserisce Becao per l’infortunato De Maio, applaudito dal pubblico al momento della sostituzione, a ricordare il suo passato, Ankersen, spesso a disagio sulla fascia che non è propriamente quella adatta ad un destro naturale, lascia il posto a Barreca ma dopo una conclusione sprecata dal limite a lato da De Paul ed una punizione alta di Schone, arriva il cambio che affossa inesorabilmente il già precario equilibrio della mediana genoana: Romero viene richiamato in panchina per far posto a Sanabria, con Radovanovic che arretra a fianco di Zapata davanti a Radu e con il solo e quasi in debito d’ossigeno Schone a cercare di arginare un’avversario che a centrocampo va spesso in doppia superiorità numerica, chiamando Pandev ad un lavoro sfiancante che non è nelle corde del macedone e con Agudelo che continua a latitare, rallentando la manovra, con tocchi fini a se stessi lontano dall’area avversaria. Gotti capisce che può cercare il colpaccio, inserendo il ben più rapido e pericoloso Lasagna per Nestorovski, alla mezz’ora Zapata perde una palla sanguinosa in uscita centrale permettendo la rapida ripartenza del nuovo entrato che serve Okaka che ha la sfortuna di scivolare quando avrebbe avuto un’autostrada davanti a Radu, tutte le volte che gli ospiti riescono a ripartire mettono a nudo i limiti di un undici dove è uscito l’unico rapido della difesa (Romero) , facendo crescere i rimpianti per il mancato ingresso di Biraschi in luogo dell’impalpabile Sanabria. E dopo un colpo di testa alto di Becao, a tre minuti dallo stop arriva la rete friulana, il tentativo da fuori di Becao si tramuta in un assist per Okaka che, spalle alle porta, difende la sfera ed appoggia all’indietro per l’arrembante Sema che da una decina di metri incrocia il sinistro che va a morire nell’angolo basso alla sinistra dell’incolpevole Radu, con Radovanovic e Ghiglione in opposizione troppo blanda nei confronti dell’ex centravanti blucerchiato.

Nel recupero il Genoa con il cuore cerca di riacchiappare il match, Pinamonti certifica la sua partita insufficiente e priva di spunti tergiversando troppo prima di tirare e facendosi murare dai difensori ospiti, sul corner di Schone la testa di Radovanovic termina sull’esterno della rete e sulla ripartenza gli ospiti chiudono la partita: sul lungo rilancio di Musso il nuovo entrato Teodorczyk spizza di testa per Lasagna che si beve con un sombrero Barreca lasciato solo nell’uno contro uno, si presenta davanti a Radu e lo inchioda inesorabilmente.

E finisce con i fischi della Nord al termine di una partita in cui il Genoa, con una maggiore attenzione e senza andare all’assalto scriteriatamente, avrebbe potuto  vincere o quantomeno non perdere, Thiago Motta ha pagato inesperienza e presunzione nella lettura di una partita in cui i friulani sono riusciti a rialzare la testa dopo un periodo molto negativo, ottenendo una vittoria sicuramente insperata per loro considerato l’avvio della partita. Tra i rossoblù salviamo il solo Pandev e parzialmente Schone , Kouamé e Ghiglione, per il resto molti bocciati con Pinamonti ed Agudelo peggiori in campo al termine di novanta minuti che fanno ripiombare il Grifo in una precaria posizione di classifica, con le dichiarazioni finali di Thiago che lasciano perplessi, visto che il tecnico ha parlato di strada giusta , incapace di ammettere la scelleratezza delle sue scelte. Altre tre reti subite, che portano il totale a ventisei, serve maggior filtro a centrocampo per impedire agli avversari di arrivare con troppa facilità nei sedici metri finali.

Respirano i friulani in attesa del nuovo tecnico, con note di merito per il sempre tecnico De Paul, per Okaka che spesso da solo ha tenuto in scacco la statica retroguardia genoana e per Sema, svedese di origini congolesi, deficitario in copertura ma arrembante nelle sue volate offensive, impreziosite dalla rete della vittoria, oltre a Lasagna molto presente e determinante dei venti minuti finali.

Marco Ferrera

GENOA-UDINESE 1-3

Reti: p.t. 22’ Pandev 32’ De Paul s.t. 42’ Sema 49’ Lasagna

GENOA(4-2-3-1): Radu 6 – Ghiglione 6 Romero 5,5 (25’ s.t. Sanabria 4,5) Zapata 5 Ankersen 5,5 (19’ s.t. Barreca 5) – Schone 6 Agudelo 4,5 – Pandev 6,5 Saponara 5,5 (6’ s.t. Radovanovic 5) Kouamé 6 – Pinamonti 4 All: Thiago Motta 4

UDINESE (3-5-2): Musso 6,5 – De Maio 5,5 (19’ s.t. Becao 6,5) Ekong 6 Nuytinck 6,5 – Opoku 6 Mandragora 6 Walace 4,5 De Paul 7 Sema 7 – Nestorovski 5,5 (27’ s.t. Lasagna) Okaka 7 (44’ s.t. Teodorczyk)  All: Gotti 7

Arbitro: Pasqua 7

Note: giornata grigia ma con la pioggia che concede una tregua. Terreno in ottime condizioni considerata l’abbondante pioggia caduta prima della gara. Calci d’angolo 8 a 5 per il Genoa. Ammoniti: Sema e Nuythink (U).