Thiago Motta cambia e vince

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Questa sarà ricordata come la partita di Kevin, Christian e Goran sotto la regia di Thiago: quattro nomi, quattro protagonisti che hanno ribaltato una partita e forse una stagione. Kevin, classe 98, colombiano, all’esordio con la maglia rossoblù, dopo essere stato chiuso per due mesi nell’armadio, un nome che evoca un grande del passato, Keegan, inglese, due volte pallone d’oro a fine anni settanta, stella del Liverpool e dell’Amburgo, ha dato vivacità e cambio di passo ad un Genoa troppo brutto, lento e monocorde per essere vero; Goran, macedone classe ’83, che di Thiago è stato compagno nell’Inter del “triplete” , ha aggiunto tecnica, qualità ed esperienza; Christian, ivoriano dell’87, si è macerato in panchina per un’esclusione che ha sorpreso tutti e quando è entrato ha “spaccato” la partita, incanalandola verso il trionfo targato Thiago Motta, all’esordio su una panchina di serie A, solo un anno più di Goran che ora lo chiama mister. Hanno segnato tutti e tre i subentrati e questo è un altro record per il Vecchio Balordo che ha scacciato i fantasmi con tredici minuti che hanno annichilito le “rondinelle” , dopo un primo tempo da mani dei capelli, con l’unico tiro in porta arrivato al 45’ con Gumus, con il Brescia avanti per una punizione da distanza siderale del “maghetto” Tonali, per un’ora direttore d’orchestra e di gran lunga migliore dei ventidue in campo, lui classe 2000, al primo gol in serie A, che sembrava un professore in una classe di ripetenti.

Ha stupito tutti Thiago, con un modulo iniziale con Radovanovic a far coppia con Romero e Zapata sulla linea difensiva, con Cassata all’esordio ad affiancare Schone e Ghiglione ed Ankersen (un destro a sinistra) sulle fasce, con Lerager ed un altro “desaparecido”, Gumus, a supportare Pinamonti e Barreca, Kouamé e Pandev in panchina. La gradinata Nord entra compatta dopo dieci minuti di sciopero, giusto in tempo per assistere ad un pasticciaccio difensivo che Ayé non sfrutta da pochi passi: la prima frazione lascia in eredità tante preoccupazioni e perplessità, per la lentezza di una manovra che non è mai riuscita a mettere in apprensione una squadra ordinata ma non certo trascendentale come quella lombarda, in cui Balotelli ha fatto da spettatore non pagante ed indisponente come spesso gli capita, anche nell’atteggiamento verso i compagni. Verso fine tempo si è infortunato Chancellor che con Cistana non aveva concesso nulla a Pinamonti e compagni e l’ingresso di Gastaldello ha minato alcune certezze difensive del fortino costruito da Corini.

Al rientro delle squadre in campo subito la mossa di Agudelo per Radovanovic, con passaggio alla difesa a quattro e cambio di modulo ed il colombiano subito a dare velocità alla lentissima manovra del Grifo; dopo un tentativo da fuori di Ankersen parato plasticamente da Joronen dopo quattro giri di lancette gli ospiti hanno la grande opportunità di assestare il colpo del ko ma Spalek arriva scoordinato sottomisura su cross da destra di Sabelli, che aveva trovato una prateria davanti a sé e cestina fuori la palla del possibile raddoppio.

Entra anche il macedone per aggiungere qualità ma Joronen rimane inoperoso fino al 19’, quando deve sventare un’incursione di Ghiglione ma la svolta arriva un minuto dopo, quando Motta si gioca il terzo cambio inserendo Kouamé per Gumus, l’unico nella prima frazione a rendersi pericoloso ed autore di una prestazione decorosa.

L’ivoriano si presenta con un’incornata che coglie la traversa della porta lombarda ed un minuto dopo arriva il pari: Gastaldello si fa beffare all’altezza della linea di fondo, protegge male l’uscita della sfera e Pinamonti gliela sottrae creando i presupposti per la battuta in corsa di Agudelo, che incastra la sfera sotto la traversa e va a ricevere l’abbraccio della Nord in delirio. Va in affanno l’undici di Corini, il Genoa capisce che è il momento di andarsi a prendere il match, trascinato dallo stadio e dai nuovi entrati, lievitano le prestazioni di tutti e segnatamente di Schone, Ghiglione da fuori sfiora il palo con una conclusione deviata in corner ed alla mezz’ora arriva il raddoppio. Pandev amministra da campione una sfera sul centro destra, serve Ghiglione che disegna una perfetta parabola che Kouamé va ad impattare al volo all’altezza del dischetto, approfittando della blanda opposizione della difesa bresciana ed in semi rovesciata infila Joronen, nel tripudio generale.

E quattro minuti dopo c’è gloria anche per il terzo subentrato, l’ivoriano serve Pandev in posizione di centro destra, Goran evita Mateju e con un sinistro chirurgico indirizza la sfera nel sette alla destra di Joronen. C’è ancora il tempo per registrare il destro da fuori di Schone deviato sul palo dall’estremo bresciano ed un salvataggio di Radu su Donnarumma nel recupero ed il fischio finale di Abisso decreta la fine della partita, con Thiago Motta ed i giocatori in trionfo sotto la Nord finalmente festante.

Marco Ferrera

GENOA-BRESCIA 3-1

Reti: p.t. 34’ Tonali s.t. 21’ Agudelo 30’ Kouamé 34’ Pandev

GENOA (3-4-2-1): Radu 5,5 – Romero 6 Radovanovic 5,5 (1’ s.t. Agudelo 7,5) Zapata 6 – Ghiglione 6,5 Schone 6,5 Cassata 5,5 Ankersen 6 – Lerager 4,5 (13’ s.t. Pandev 7,5) Gumus 6 (20’ s.t. Kouamé 8) – Pinamonti 6 All: Thiago Motta

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen 6 – Sabelli 5 Cistana 5,5 Chancellor 6 (40’ p.t. Gastaldello 4,5) Mateju 5 – Bisoli 5,5 Tonali 7,5 Romulo 6 – Spalek 5,5 (35’ s.t. Matri n.c.) – Ayé 5 Balotelli 4 (27’ s.t. Donnarumma n.c.) All: Corini

Arbitro: Abisso 6

Note: serata umida, terreno di gioco in buone condizioni. Calci d’angolo 5 a 3 per il Genoa. Ammoniti: Bisoli, Tonali, Matri (B) Ankersen, Ghiglione, Agudelo, Pandev, Romero, Radu (G).