Claudio “core de Roma” sulla panchina della Samp

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Claudio Ranieri, romano del quartiere di San Saba, al confine del Testaccio e della Piramide , classe 1951 come Massimo Ferrero, “testaccino” doc: sarà lui, sessantotto anni proprio il giorno dell’esordio, domenica 20 contro la “sua” Roma, ad iniziare la sua avventura per condurre la Sampdoria fuori dalle secche del fondo classifica, sostituendo quel Di Francesco al cui posto si era seduto sulla panchina della Roma nello scorso marzo, arrivando a tre punti dalla zona Champions con 6 vittorie 4 pareggi e 2 sconfitte nelle ultime dodici uscite della scorsa stagione.
Una carriera da calciatore iniziata con la maglia giallorossa guarda caso proprio a Genova, era il 4 novembre 1973, quarta giornata, ed i rossoblù di Silvestri s’imposero 2-1 contro quella Roma allenata dal “filosofo” Manlio Scopigno, con compagni quali il portiere Ginulfi, le bandiere Rocca, Santarini e Cordova e mostri sacri quali Domenghini e Pierino Prati. Genova che fu il capolinea della sua avventura da tecnico della “Maggica” il 20/2/2011, in quell’incredibile rimonta dei ragazzi di Ballardini che passarono dallo 0-3 ad un incredibile 4-3, la Samp che evoca una pagina amarissima per la carriera di Ranieri, quel titolo sfuggito in una incredibile serata primaverile romana, era il 25 Aprile 2010, quando le magie di Cassano e la doppietta di Pazzini affossarono la sua Roma , dopo il vantaggio di Totti e le prodezze di Storari.

Con la maglia del cuore giocò poco, ma il giallorosso gli restò cucito sulla pelle, diventando una bandiera del Catanzaro, dal 1974 al 1982, giocando da terzino destro centoventotto volte nella massima serie, tuttora record imbattuto per un calciatore catanzarese quanto a presenze nella massima serie, in quella squadra allenata da Carletto Mazzone che impiegava Enrico Nicolini a centrocampo e poteva contare sul piedino magico di Massimo Palanca, autore di una tripletta proprio in una memorabile (per i calabresi) vittoria all’Olimpico contro la Roma il 4 marzo 1979.
Una carriera senza particolari squilli in campo ma lunghissima e con tanti successi da mister, gli inizi a fine anni ottanta a Cagliari, con due promozioni e poi Napoli, Fiorentina, con una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana e poi Valencia , con la vittoria della Coppa del Re, Atletico Madrid, Chelsea, il ritorno in Italia dal 2007 (Parma, Juventus, Roma, Inter) con due secondi posti a Torino e Roma.
Nel 2012 il biennio al Monaco in Francia, con la vittoria in Ligue 2 ed il secondo posto in Ligue 1 e poi la perla, la gemma della sua carriera, la vittoria del titolo in Premier League con il Leicester nel 2016, dopo la negativa esperienza sulla panchina della nazionale greca, un’impresa unica ed incredibile, dove King Claudio fu ribattezzato “thinkerman”, il pensatore, quando invece a Londra alla guida del Chelsea era stato ribattezzato “tinkerman”, l’indeciso…. Il 2 Maggio 2016 resterà indelebile per la storia dei “Foxes” capaci di compiere la più grande impresa sportiva del calcio moderno, nel campionato più ricco e difficile del pianeta.
Lo scorso novembre fu ingaggiato dal Fulham, ultimo in classifica con cinque punti e reduce da sette sconfitte consecutive , al debutto sconfisse 3-2 il Southampton anche se poi a febbraio finì la sua avventura con i londinesi, con il ritorno sopra descritto a marzo con la Roma.
Una persona mite ed educata ma di grande autorità e carisma, un autentico modello per tutti quelli che dopo una certa età si sentono anziani o da rottamare; all’inizio della sua avventura al Leicester, dopo aver subito 17 gol in 9 gare, disse ai suoi calciatori “Se riuscite a finire una partita senza subire gol offrirò una pizza a tutti!”.
Leicester-Crystal Palace finì 1-0 e la pizzata successiva fu per il tecnico romano “uno dei segreti della vittoria”, per lui che fa dell’umiltà uno dei segreti del successo: auguri “sor”, anzi Sir Claudio Ranieri!

Marco Ferrera