La Juve è ancora la più forte

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La settima giornata certifica che la Juventus è ancora la più forte. I bianconeri di Sarri sciorinano forse per la prima volta un calcio di grande qualità, si vede il miglior Ronaldo stagionale, Dybala gioca a sorpresa ed è subito decisivo, Pjanic è al centro di tutte le manovre in velocità care al tecnico ed è il direttore d’orchestra in uno spartito che funziona a meraviglia, dove il solo De Ligt appare ancora spaesato. Poi entra Higuain, il “Pipita” che in estate sembrava sul piede di partenza insieme a Dybala e sono proprio loro a decidere il derby d’Italia, interrompendo la fuga dei nerazzurri dopo sei vittorie consecutive, con l’undici di Conte scavalcato da Bonucci e compagni.

Sul terzo gradino si conferma l’Atalanta di Gasperini, balbettante in coppa ma micidiale in campionato, miglior attacco della massima serie con 18 reti, con i soliti Zapata (al sesto centro) e Gomez cecchini implacabili e con Gosens, straordinario esterno sinistro di centrocampo, al terzo centro, che hanno steso il Lecce, corsaro le scorse partite nella Torino granata e a Ferrara, nel rinnovato stadio orobico.

Dopo il nulla di fatto in Belgio arriva un altro zero a zero per il Napoli di Ancelotti, che ha perso lo smalto dopo la grande vittoria di una ventina di giorni fa sul Liverpool ed ha già sei punti di ritardo rispetto ai rivali in bianconero, con un Torino attento a non prestare il fianco agli attaccanti azzurri e con Llorente che nel finale ha sprecato un paio di occasioni propizie, frenano con due pari anche le romane, i giallorossi con tante polemiche all’Olimpico, per un gol annullato al novantesimo a Kalinic per una palese spinta ai danni di Pisacane, con sceneggiata finale sul campo del tecnico Fonseca rincarata dalle dichiarazioni del d.s. Petrachi negli spogliatoi, un super Immobile ( doppietta per lui e capocannoniere con sette reti) non basta alla Lazio per ottenere i tre punti a Bologna,  dove Mihajlovic spinge i suoi dalla panchina e Correa manda sulla traversa il rigore a due minuti dalla fine.

Terzo successo per i viola grazie all’incornata di Milenkovic al “Franchi” contro l’Udinese, dopo tre sconfitte si rilancia ma solo per i tre punti ottenuti il Milan, cui la vittoria non basta per salvare la panchina di Giampaolo.

Se il Genoa occupa il penultimo gradino della graduatoria va ancora peggio per l’altra genovese, ultima a tre punti, frutto di una vittoria e sei sconfitte, con Di Francesco arrivato al capolinea della sua breve avventura in blucerchiato e con il Verona di Juric che si porta a centro classifica trascinato dalla classe di Veloso e dalla forza fisica di Amrabat.

Marco Ferrera