Verona capolinea per DiFra, si ritira Calcioinvest

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Di Francesco
Di Francesco

Salta la trattativa con Calcioinvest per la cessione della Sampdoria che si ritrova ultima, con sei sconfitte nelle prime sette giornate, con un allenatore da scegliere in sostituzione di Di Francesco dopo la sconcertante esibizione di Verona. 

Una sconfitta senza se e senza ma, arrivata al termine di novanta minuti da incubo in cui i quasi duemila cuori blucerchiati sugli spalti del “Bentegodi” ed i migliaia davanti ai teleschermi hanno assistito ad una delle prestazioni più negative della storia ultra settantennale della società. Non ci si può attaccare all’irregolarità del gol del vantaggio scaligero, con il corner da cui è nato il gol di Kumbulla che non doveva essere concesso considerata la posizione di fuorigioco di Stepinski nell’azione precedente e neanche ai dieci minuti (gli unici…) in cui Quagliarella e compagni hanno giustificato la presenza in campo del portiere veronese Silvestri, fino a quel momento (si era a metà ripresa) assolutamente inoperoso.

L’avvio è stato da incubo, con una squadra impaurita e povera tecnicamente in balia degli assatanati giovani sapientemente disposti da Juric in campo, con Veloso a dettare tempi di gioco e manovra, Kumbulla che oltre ad imbavagliare il fantasma di Quagliarella ha staccato imperiosamente tra le belle statuine della difesa realizzando il suo primo gol nella massima serie, Salcedo , diciotto anni compiuti in settimana, frizzante ed imprendibile e Amrabat capace di tagliare a fette con le sue accelerazioni un centrocampo inconsistente . Il solo Audero insieme al giovane Bonazzoli, incomprensibilmente sostituito nella ripresa, arrivano ad ottenere una sufficienza stiracchiata nella galleria degli orrori , con Bereszynski in totale confusione fin dall’avvio, Chabot con evidenti limiti tecnici e di posizionamento, Ferrari in costante difficoltà, De Paoli mai propositivo, Murru che sembra ritornato quello di due stagioni orsono, con l’autorete che mette la parola fine ad un match di fatto mai iniziato per la Samp, Ekdal spaesato in mezzo al pari di Vieira, con Jankto non pervenuto e Quagliarella apparso spento e senza motivazioni. L’ingresso di Rigoni, Caprari e Gabbiadini ha dato una temporanea scossa ad un undici con l’elettroencefalogramma assolutamente piatto, con la Sud trasferitasi sulle sponde dell’Adige incredula ed attonita di fronte a cotanto spettacolo.

Ed alla fine Ferrero, bontà sua, ha parlato di squadra rinforzata rispetto alla scorsa stagione e di non riuscire a spiegarsi questa involuzione , con  Di Francesco che a fine partita non ha parlato e che è arrivato al capolinea della sua breve avventura a Genova. Dispiace per un tecnico quotato che però si è fatto travolgere dal marasma societario non riuscendo neppure lontanamente a dare una minima identità ad un gruppo che a partire dalla gara casalinga contro la Roma dovrà cominciare a fare punti, con le unghie e con i denti, per dare un senso ad una stagione che rischia di aprire scenari davvero impensati alla vigilia anche per i più pessimisti.

Marco Ferrera