Reina e Schone: il bene e il male di Genoa-Milan

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Una serata da dentro e fuori, due panchine che traballano: Genoa e Milan nel sabato sera di Marassi non hanno fatto mancare gol ed emozioni al termine di novantasette minuti piuttosto poveri tecnicamente ma con tanto pathos ed adrenalina nella coda. 

Il pari sarebbe stato il risultato più giusto, il “diavolo” ha fatto poco per giustificare il successo ma Pepe Reina,  trentasettenne portiere rossonero, in campo perché Donnarumma è stato male nel pre-partita, passa dalla polvere agli altari; il clamoroso errore sulla punizione di Schone nel primo tempo, che manda in paradiso i ragazzi di Andreazzoli ed il pubblico di casa, viene riscattato quando l’ex portiere del Napoli, dopo aver provocato il rigore su Kouamé, ipnotizza lo stanco danese che dal dischetto calcia un destro scolastico che l’antico guardiano va a sventare con un balzo neppure troppo gattesco dall’angolo alla sua destra.

Quattro espulsioni ( di cui due dalla panchina), sette ammonizioni, due rigori, chiamate al Var… c’è stato parecchio lavoro per Mariani e la sua squadra, al termine di un match dove hanno sbagliato tanto anche i protagonisti e gli stessi allenatori, con Giampaolo che rivoluziona la sua squadra ad inizio ripresa ed i fatti gli danno ragione, anche se la sua panchina rimane a rischio ed a metà partita le facce dei dirigenti rossoneri facevano pensare ad un esonero ormai sicuro e con Andreazzoli il cui futuro sembra anche legato all’eventuale sì di altri allenatori, in un derby di panchine con l’altra squadra cittadina.

Nel primo tempo è palpabile l’attenzione e la paura delle due formazioni ma almeno il Genoa quando si distende , con Ghiglione e Pajac a spingere sulle fasce, sembra poter ferire un Milan molto farraginoso nelle coperture difensive, con Calabria ed Hernandez spesso alle prese con diagonali sbagliate, con Biglia e Calhanoglu troppo lenti e slegati per contrastare un centrocampo dove Schone appare in ripresa, Radovanovic rigenerato e Lerager che si sdoppia nel doppio lavoro di contenimento ed incursione. Al 7’ un mancato aggancio di Kouamé si tramuta in palla gol per Lerager che sbuca alle spalle del distratto Theo Hernandez che sbaglia la lettura dell’azione, marsigliese di origini spagnole che non ha certo ancora imparato la fase difensiva del tecnico di Giulianova ed impegna con un destro troppo centrale Reina, che se la cava in due tempi. Poco dopo cade una tegola sul Grifo, con Criscito che deve arrendersi nel tentativo di arginare Suso ad un muscolo troppo affaticato dalle tante partite ravvicinate; esce il capitano, e si teme un lungo stop e Biraschi ne va a rilevare ruolo e posizione. La partita vive una fase in cui il taccuino rimane vuoto, Suso si fa vedere con tre tentativi pretestuosi e poco convinti, a testimoniarne una condizione non ottimale, Piatek ex idolo della Nord si fa vedere solo al minuto 36, quando premia l’inserimento a destra di Kessie che ciabatta maldestramente a lato della porta di Radu. Il Genoa fa partita attenta ma quando riparte mostra più sprint e schemi rispetto ai più blasonati avversari ed il finale è tutto dei padroni di casa. E’ il 37’ quando Hernandez conferma la sua idiosincrasia a difendere e lascia troppa libertà all’arrembante Ghiglione che da fuori area impegna Reina in una goffa deviazione in corner che ne testimonia la ruggine accumulata in panchina, passano due minuti ed è un incursione da sinistra del croato Pajac, il migliore dei suoi, con Pepe ancora a stornare oltre il fondo e si entra nel quarantunesimo quando Schone fa esplodere lo stadio: punizione dai venticinque metri, destro potente e che si abbassa ma l’ultimo baluardo milanista è dilettantesco nel tentativo di parata ed il cuoio gli sfugge in rete per il vantaggio rossoblù.

Il Grifo comprende il momento di difficoltà avversario, sospinto a gran voce dalla stadio, nel recupero Romero ha sulla testa la palla del raddoppio su cross con il contagiri di Pajac, prende bene il tempo ma alza sopra la traversa la palla del possibile ko. Prima del fischio di chiusura di metà gara c’è una protesta troppo veemente dalla panchina genoana e Saponara paga con l’espulsione , episodio che priva Andreazzoli di una possibile ed importante carta da giocare nella seconda parte.

Al rientro Giampaolo ne cambia due, fuori il disastroso turco e l’impalpabile “pistolero” con Paquetà e Leao a rilevarne i ruoli e la differenza è subito lampante, Bonaventura mette in mezzo una palla velenosa sulla quale è bravo Radu ad accartocciarsi anticipando Leao e dopo un tentativo di Paquetà arriva dopo sei giri di lancette il pari: è lesto il nuovo entrato brasiliano a battere una punizione che fa viaggiare Hernandez che s’infila sulla destra della linea difensiva rossoblù, conquista quasi il fondo e da posizione defilata esplode il sinistro che s’insacca tra il palo destro e le mani protese di Radu, che non copre al meglio il primo palo ma è da scuola calcio l’errore dei giocatori di casa che lasciano calciare liberamente e senza opposizione la punizione da cui deriva il gol.

Pareggio che rianima gli ospiti che si insediano stabilmente nella metà campo di un Genoa impaurito e dopo soli due minuti arriva l’episodio che deciderà il match: Leao, che ha avuto un impatto devastante sulla difesa avversaria, sfugge con un tocco a rientrare alla guardia di Biraschi che allarga il braccio e tocca con l’avambraccio, l’azione prosegue e la battuta di Paquetà viene rintuzzata in corner dal portiere rumeno. Mariani viene richiamato al Var, dopo una lunga visione dello stesso il direttore di gara assegna il tiro dagli undici metri ed espelle Biraschi per aver interrotto un’azione da rete, la trasformazione di Kessie al 12’ è impeccabile ed il Milan rovescia il punteggio.

Andreazzoli abbassa Pajac sulla linea difensiva e passa al 3-4-2 ma i padroni di casa risentono dell’avvio choc della ripresa, la squadra rossonera sembra in controllo della partita ed a metà tempo Radu con un tempestivo intervento impedisce la rete allo scatenato Leao, che con le sue lunghe leve e la sua tecnica ha “spaccato” la partita al pari di Paquetà. Ma è un Milan che comunque, ad onta della superiorità numerica e del vantaggio, non ha le stimmate della grande squadra, il Grifo non riesce a pungere ma tiene il risultato in bilico, con Radovanovic che in mezzo supplisce con sagacia ed esperienza al solito calo atletico alla distanza di Schone.

E’ il 26’ quando il generoso Kouame scavalla sulla destra, sulla fascia sotto i distinti e serve in mezzo Pinamonti che ha l’unico lampo della sua anonima partita spedendo però il destro in curva; finisce poco dopo la partita dell’acerbo ex attaccante del Frosinone e Favilli, appena entrato, si mette in mostra da sinistra con un bel tiro cross sul quale Kouame non arriva per un soffio a deviare di testa nella porta sguarnita. Sembra rianimarsi l’undici di Andreazzoli e l’urlo della Nord sale altissimo a trascinare i suoi, specie quando Calabria si fa ingenuamente cacciare per doppia ammonizione, nel tentativo di fermare a centrocampo l’ivoriano. Romero in missione offensiva rovescia centralmente dopo torre aerea di Favilli, il Milan arretra di fronte ad un Genoa che spende le ultime energie, entra a due minuti dalla stop Pandev per uno sfinito Lerager ( e forse l’ingresso di Goran poteva essere anticipato…) e ad un minuto dal novantesimo proprio il macedone imbuca alla grande verso l’area dove sulla sfera si avventa Kouame che a contatto di Reina in uscita si lascia cadere nonostante il tentativo del portiere di evitare il contatto. Mariani non ha dubbi e decreta il secondo rigore di giornata, apparso molto generoso ma confermato dopo il silent check: sul dischetto va Schone ma la battuta dello stanco danese è troppo lenta e Reina sventa allungandosi sulla sua destra.

C’è il tempo ancora per annotare l’espulsione del milanista Castillejo dalla panchina e Mariani decreta la fine di una partita in cui il Genoa rimane ancora una volta a mani vuote (un punto nelle ultime cinque partite) contro un Milan che lascia Genova con l’intera posta senza aver meritato più di tanto.

Dopo la sosta si andrà a Parma, chissà con quale mister in panchina; ci sarà da reinventare una difesa dove Criscito sarà a lungo assente (auguri capitano!) e dove mancheranno gli squalificati Romero e Biraschi. Pajac a nostro avviso è stato il migliore in campo in una squadra che soffre ogni volta il calo alla distanza di Schone, ancora una volta deludente dopo un buon avvio. Troppo acerbo il reparto offensivo dove comunque nel breve spezzone Favilli ci è parso più pronto di un Pinamonti che dopo la rete alla prima giornata di Roma non ha più segnato ma quel che è più grave senza riuscire a rendersi mai pericoloso. E poi spazio maggiore a Pandev, l’unico, insieme a Saponara, capace di trovare quei guizzi necessari per andare a rete.

Marco Ferrera

GENOA-MILAN 1-2
Reti: p.t. 41’ Schone s.t. 6’ Hernandez 12’ Kessie (rig.)
GENOA (3-5-2): Radu 5,5 – Romero 5,5 Zapata 6 Criscito n.c.(10’ p.t. Biraschi 5) – Ghiglione 6 Lerager 6 (43’ s.t. Pandev n.c.) Schone 5,5 Radovanovic 6,5 Pajac 6,5-Pinamonti 4,5 (28’ s.t. Favilli 6) Kouame 5,5 All: Andreazzoli
MILAN (4-3-3): Reina 6 – Calabria 4,5 Duarte 5,5 Romagnoli 6,5 Hernandez 6,5 – Kessie 6 Biglia 5 Calhanoglu 4 (1’ s.t. Paquetà 7) – Suso 5,5 Piatek 5 (1’ s.t. Leao 7) Bonaventura 6 (35’ s.t. Conti n.c.) All: Giampaolo
Arbitro: Mariani di Aprilia 5
Note: serata gradevole, temperatura sui 15 gradi, terreno in buone condizioni appena scivoloso. Calci d’angolo 7 a 1 per il Genoa. Spettatori paganti più abbonati 22486. Espulsi: Saponara (47’ p.t. dalla panchina) Biraschi (10’ s.t.) Calabria (34’ s.t. doppia ammonizione) Castillejo (48’ s.t. dalla panchina) . Ammoniti: Zapata, Calabria, Biglia, Lerager, Schone, Paquetà, Romero.