Buio totale, Verona primo crocevia

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Di Francesco
Di Francesco

Cinque sconfitte in sei partite, ultimo posto in classifica, peggior attacco (4 gol) e difesa più battuta (14 al passivo), inizio più negativo della sua storia: i numeri sono impietosi per la formazione di Di Francesco, che sabato prossimo a Verona è attesa da uno snodo cruciale della stagione. Peggio, dal punto di vista del punteggio, solo Delio Rossi con 2 punti dopo 6 giornate nel settembre 2013. Il primo tempo contro l’Inter ha messo a nudo impietosamente i limiti della formazione blucerchiata in una partita che si è paradossalmente riaperta nel primo quarto d’ora della ripresa.

Nel tardo pomeriggio marassino Di Francesco propone la sua sesta formazione, assenti Ferrari e Murillo esordisce il gigantesco Chabot nell’inedita linea a tre con Bereszynski e Colley, Linetty trova spazio in un centrocampo più robusto, senza il tre-quartista, con Rigoni ad affiancare Quagliarella e con Gabbiadini ancora fermo ai box.

Speculare il 3-5-2 della capolista, con Conte che porta in panchina Barella , Lukaku e D’Ambrosio, per un mini turn-over in ottica Barcellona, affidandosi alla coppia sudamericana Sanchez e Martinez in attacco.

L’avvio della Samp è propositivo, pressano alto Ekdal e compagni e costringono i nerazzurri , in una bruttissima divisa nera con richiami gialli, nella propria metà campo; ma i buoni propositi muoiono all’alba del match, passati i primi dieci minuti un paio di errori in disimpegno del gigantesco ed impacciato Chabot, a cui rimediano prima De Paoli e successivamente Colley, fanno perdere le già poche certezze ai blucerchiati che nel giro di due minuti si consegnano ai più quotati avversari. Corre il 20’ quando Bereszynski rinvia corto al limite della propria area , già da qualche minuto la Samp aveva perso palloni in uscita ed era stata graziata dai nerazzurri, che avevano fiutato le paure dei padroni di casa prendendo possesso della metà campo avversaria, Sensi tutto solo dai ventidue metri carica il destro che incoccia nella schiena di Sanchez e si infila con una velenosa parabola, toccando prima il palo sulla destra di Audero. Trascorrono centoventi secondi e la capolista mette già l’ipoteca sulla vittoria, è ancora Sensi libero di concludere questa volta di sinistro dal limite, ne esce una conclusione svirgolata che diventa un assist per Sanchez che parte in posizione regolare, infilandosi tra le belle statuine in blucerchiato che chiedono un fuorigioco insesistente e tutto solo infila Audero .

Da lì a fine tempo la partita diventa un monologo ospite, sembra di assistere ad un allenamento alla Pinetina, peccato che invece siamo a Marassi al cospetto di un pubblico straordinario che continua ad incitare la squadra. L’undici di Conte domina la partita, Sensi, Gagliardini e Brozovic comandano in mezzo supportati ai lati da Candreva ed Asamoah , la Samp rompe l’assedio con una conclusione scentrata di Jankto alla mezz’ora ma gli ultimi dieci minuti di tempo sono un incubo, con la rete annullata a Candreva per fuorigioco , con ciabattata a lato di Martinez servito da Gagliardini , con Audero che si oppone ai tentativi da fuori di Sensi e di Lautaro, con i milanesi che giocano al gatto con il topo, entrano nei sedici metri con irrisoria facilità ed hanno il solo torto di non rendere più pesante il punteggio , con un unico tentativo blucerchiato in chiusura di tempo, il tiro di Quagliarella murato e la battuta a rimorchio di Linetty altissima sulla sbarra dell’inoperoso Handanovic.

Inizia la ripresa ed un episodio sembra poter cambiare l’inerzia della partita: Martinez entra come il burro nella fragile difesa doriana, Audero si oppone con un miriacolo, la sfera schizza verso Sanchez che si lascia cadere appena a contatto con un avversario, Calvarese tira fuori il secondo giallo per il cileno e l’Inter resta in dieci uomini. Trascinata da una commovente gradinata Sud la Samp pare scuotersi ed al 10’ arriva il lampo che pare riaprire una partita che sembrava morta e sepolta, Jankto controlla in area e lascia partire un sinistro radente che sfila tra le gambe di Skriniar e s’infila sul palo lungo, con Handanovic vanamente proteso in tuffo. Lo stadio diventa una bolgia, l’Inter perde parte delle sue certezze e comincia a non gestire i palloni in uscita, Di Francesco inserisce Bonazzoli per De Paoli e ridisegna i suoi, passando a quattro dietro, Conte risponde con Lukaku a reggere il peso dell’attacco per Martinez e D’Ambrosio che rileva il più offensivo Candreva. E’ il momento di restare in partita ma alla prima occasione in cui gli ospiti rimettono fuori la testa arriva la rete che certifica la sesta vittoria consecutiva del Biscione.

Brozovic premia l’inserimento in area di Gagliardini, troppo libero di battere due volte a rete, nella prima circostanza si oppone Audero ma la sfera rimane lì, per il comodo tap-in del centrocampista; pochi minuti e Conte fa rifiatare Sensi, splendido centrocampista tuttofare e miglior uomo in campo ed inserisce Barella, Difra risponde con Vieira per uno stanchissimo Ekdal e con Caprari per il deludente Linetty, passando ad un 4-1-3-2 molto sbilanciato. E’ diversa la ripresa blucerchiata, quanto meno si vede quella grinta clamorosamente mancata nella prima frazione, Bonazzoli gioca una mezz’ora abbondante molto convincente, lo stesso Rigoni spostato sull’out scodella un paio di palle interessanti in area dove però Quagliarella non riesce mai ad incidere tra i giganti nerazzurri.  Nel finale Audero evita il poker murando il prorompente assolo di Lukaku, le occasioni arrivano solo nel recupero, con l’Inter in controllo del risultato, in rapida successione Quagliarella mette alto di testa, Vieira impegna da fuori Handanovic per la gioia dei fotografi alle sua spalle ed ancora il capitano cestina a lato l’ultima palla del match a porta sguarnita.

Troppo forte la capolista per questa Samp ma ora diventa obbligatorio fare punti a cominciare dalla trasferta di Verona, contro la capolista anche Audero, pur autore di un paio di interventi pregevoli, non è parso impeccabile in occasione specialmente del terzo gol interista, da incubo la linea difensiva del primo tempo, con Bereszynski pasticcione e colpevole nell’azione del primo gol, il gigantesco Chabot goffo e macchinoso che ha fatto rimpiangere gli assenti Ferrari e Murillo, Colley l’unico ad avvicinarsi alla sufficienza ma comunque pure lui mal posizionato in tante occasioni ospiti nei primi quarantacinque minuti. A centrocampo ha deluso Linetty, irriconoscibile e senza quella verve che ne ha spesso contraddistinto le prestazioni, Ekdal è parso l’unico nel primo tempo ad essersi salvato prima di lasciare il campo a metà ripresa a Vieira, De Paoli non ha ripetuto neppure lontanamente la scintillante prestazione contro il Torino, soverchiato dalla classe e dalla corsa di Asamoah mentre sulla fascia sinistra Murru, dopo un primo tempo da incubo, ha quantomeno buttato sul campo tanta grinta nella fase discendente della partita . Jankto nella ripresa ha trovato l’acuto del gol che ne fa salire leggermente la valutazione, ha ancora una volta deluso Rigoni, forse in un ruolo non suo ma comunque abbastanza impalpabile e senza quella grinta invocata da Di Francesco nella conferenza di venerdì.

Non ha inciso Quagliarella che sembra quello che soffra più degli altri di questo nuovo sistema di gioco mentre l’unica nota lieta arriva da Bonazzoli, autore di uno scampolo di partita volitivo e con alcune giocate che sul piano tecnico ci fanno sperare di essere al cospetto di un possibile futuro titolare , magari neanche troppo lontano.

L’Inter ha vinto con pieno merito , un undici già plasmato dopo poche giornate ad immagine e somiglianza del suo mister, una squadra tecnica, muscolare e capace di soffrire, con una prestazione sopra le righe di Sensi, cui il tecnico salentino ha consegnato le chiavi del centrocampo al pari dei ritrovati Brozovic e Gagliardini, una squadra che sicuramente al di là dell’avvio sparato sarà protagonista dopo anni nella lotta per lo scudetto.

Marco Ferrera

SAMPDORIA-INTER 1-3
Reti: p.t. 20’ Sensi 22’ Sanchez s.t. 10’ Jankto 16’ Gagliardini
SAMPDORIA (3-5-2): Audero 5,5 – Bereszynski 5 Chabot 4,5 Colley 5,5 – De Paoli 5 (10’ s.t. Bonazzoli 6,5) Linetty 5 (28’ s.t. Caprari 5,5) Ekdal 6 (23’ s.t. Vieira 6) Jankto 5,5  Murru 5– Rigoni 5 Quagliarella 5   All: Di Francesco
INTER (3-5-2): Handanovic 6,5 – Skriniar 6 De Vrij 6,5 Bastoni 6,5 – Candreva 6 (12’ s.t. D’Ambrosio 6) Gagliardini 7  Sensi 7,5 (20’ s.t. Barella 6) Brozovic 7 Asamoah 7 – Martinez 5,5 (11’ s.t. Lukaku 6,5) Sanchez 6 All: Conte
Arbitro: Calvarese di Teramo 7
Note: pomeriggio caldo , terreno in buone condizioni . Ammoniti : Bastoni, Sanchez, Skriniar (I) Rigoni, Linetty (s) . Espulso Sanchez al 1’ s.t. per doppia ammonizione. Calci d’angolo 7-5 per la Sampdoria. Spettatori 23694 (17031 abbonati + 6663 paganti) per un incasso di Euro 382.930.