Il ricordo di Nini Udovicich

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Si ammaina la bandiera del calcio novarese, icona di un tempo andato, fatto di figurine Panini e caffè Borletti… Ci ha lasciati Giovanni Udovicich, per tutti “Nini”, 517 partite tra serie B e serie C nel Novara calcio, lui che in coppia con Alberto Vivian formò una coppia centrale difensiva, stopper e libero, che non avrebbe sfigurato nella massima serie. Uno di quei giocatori che accompagnarono il nostro percorso da bambini innamorati del calcio, abbiamo negli occhi il vecchio catino piemontese, circondato dai platani, con la “pelata” dello stopper che svetta sui tentativi di Corradi, Simoni e Speggiorin di rimontare il gol di Jacomuzzi, con il giovane Felice Pulici a difendere la propria porta, era la primavera 1972 e la città piemontese era stata invasa dalle bandiere rossoblù, era il Genoa di Lonardi, Manera e Franco Ferrari…

Nini Udovicich, che a sei anni insieme alla sua famiglia dovette lasciare la nativa Fiume , cacciati dagli jugoslavi di Tito che non volevano italiani nel loro territorio e che cominciò la sua carriera da attaccante, pochi anni dopo il ritiro di Silvio Piola, mito del calcio novarese, per poi diventare uno stopper roccioso ed arcigno, idolo dei tifosi dell’epoca , lui che non passava inosservato per via di una precoce “pelata” che lo rendeva ai nostri occhi di bambini un personaggio d’altri tempi, in quel Novara dei giovani Zaccarelli e Del Neri, di Vittorino Calloni, di Franco Carrera, del gigante e bomber Fabio Enzo, dal sinistro proibito, dei portieri Fausto Lena,altra gloria locale, Felice Pulici e di un giovane Claudio Garella…

Addio ad una delle “figu” Panini alle quali eravamo più affezionati, in coppia con Vivian, compagno di mille battaglie ed indivisibile, come erano le figurine di serie B di quei favolosi anni settanta…

Marco Ferrera