Gioco, divertimento, punti: la ricetta Andreazzoli funziona anche con la Fiorentina

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Finisce il mese di agosto ma per il nuovo Genoa targato Andreazzoli inizia una nuova primavera. Nel “forno” in riva al Bisagno si rivede un entusiasmo ed una partecipazione che mancava dai tempi di Gasperini, quando i protagonisti si chiamavano Milito, Thiago Motta, Milanetto, Marco Rossi… Sono nuovi cinque undicesimi rispetto alla scorsa stagione tra gli undici confermati dal tecnico dopo il pari di Roma ma quello che per oltre un’ora tritura la giovane Fiorentina di Montella è un Genoa che piace e diverte e che ha il solo torto di non chiudere un match rimasto in equilibrio fino al triplice fischio di Giacomelli, che sancisce la prima vittoria nel boato assordante del popolo genoano, per una volta dopo tanto tempo compatto nel sostenere la squadra, senza nessun coro ostile nei confronti della proprietà.

L’avvio è subito scoppiettante con i giovani viola che prendono in avvio possesso della metà campo rossoblù, anche se l’acuto inziale è di Pinamonti che arriva scoordinato sul primo di una lunga serie di cross di Ghiglione, che risulterà tra i grandi protagonisti della serata. Prima Boateng in girata (ma resterà l’unico squillo del ghanese naturalizzato tedesco) lambisce il palo alla destra di Radu, subito dopo Chiesa prende il tempo al mal posizionato Romero su un lungo lancio, entra in area ma mette a lato da favorevole posizione a tu per tu con l’estremo rumeno.

Dopo i primi dieci minuti inizia a carburare l’undici di casa, le prove del gol al 10’ quando il colpo di testa di Romero centra il palo alla sinistra del battuto Dragowski, nell’assalto successivo il lungo traversone di Ghiglione vede svettare un altro difensore, Zapata, che prende l’ascensore e con un’imperiosa incornata infila sul palo basso alla destra di Dragowski. Il solo Romero appare a volte in difficoltà nell’interpretazione del ruolo di difensore di destra nella linea a tre, Barreca e soprattutto Ghiglione sfondano sulle fasce, con il professor Schone a dettare i tempi di gioco, supportato ai lati da Radovanovic e Lerager, trasformati rispetto alla scorsa stagione. Kouamé è la solita scheggia impazzita che corre lungo tutto il fronte d’attacco con Pinamonti che interpreta il ruolo di terminale offensivo nella maniera giusta. L’ivoriano arriva un attimo in ritardo sull’ennesimo cioccolatino servitogli dal tarantolato Ghiglione e nella seconda metà del tempo i viola restano in partita solo grazie a Dragowski, plastico al 25’ nell’alzare in corner la battuta da fuori area di Radovanovic, gattesco un minuto dopo a sventare il tiro a colpo sicuro dell’ex clivense che sbuca da una selva di gambe e miracoloso a togliere da sotto la traversa la conclusione al volo da pochi metri di Pinamonti, servito dal traversone di Barreca, cresciuto esponenzialmente dopo un avvio con il freno a mano tirato.

Risultato decisamente striminzito all’intervallo per quanto si è visto in campo, la ripresa si apre con un velleitario tentativo del fischiatissimo Chiesa, poi per un quarto d’ora è solo Genoa: Pinamonti viene servito sul centro destra dell’area e da buona posizione conclude a lato al 9’, passano tre minuti e la girata sottomisura di Lerager, che agisce spesso da trequartista, fa gridare al gol, lambendo il palo destro, è da matita rossa l’errore di Kouamé che un minuto dopo, servito spendidamente dallo stesso numero otto danese, cestina a lato di testa a pochi metri dalla rete toscana. Ma l’ivoriano si fa ampiamente perdonare qualche minuto dopo, il lungo rilancio con i piedi di Radu viene amministrato con uno stop sontuoso dall’attaccante che a trenta metri dalla porta approfitta dell’errato posizionamento della difesa ospite, conquista campo e da fuori area fa partire un destro chirurgico che va ad infilarsi sul palo lungo, alla sinistra di Dragowski, andando a raccogliere l’applauso della gradinata in delirio. E’ il momento migliore della partita, i padroni di casa potrebbero dilagare, risucchiati dalla Nord in ebollizione, i giocatori gigliati sono in balia degli avversari e si aggrappano ancora al loro numero uno, reattivo al 25’ su una conclusione di Lerager sporcata da un avversario che stava per infilarsi sul palo sinistro e fortunato un minuto dopo, quando la potente incornata dello scatenato Radovanovic fa tremare la traversa. Montella sostituisce gli evanescenti Sottil e Boateng con Vlahovic e Ribery, Andreazzoli fa raccogliere la meritata ovazione a Ghiglione, autentica sorpresa in positivo della serata inserendo Romulo; l’ingresso del fuoriclasse francese, accoppiato ad un logico calo di tensione del Grifone, modifica l’inerzia della partita, che si riapre a sorpresa subito dopo la mezz’ora, per uno scomposto intervento di Romulo su Dalbert, che aveva rilevato in precedenza lo spento Badelj; decisione eccessiva quella di Giacomelli, per il resto autore di un’ottima prestazione perché furbescamente è Dalbert a cercare il contatto per poi cadere a terra,  Pulgar spiazza Radu e rimette tutto in gioco.

Il finale è tutto di sofferenza, lo stadio capisce ed incita a gran voce la squadra, Pajac rileva lo stanco Barreca e Pandev fa rifiatare Pinamonti, Ribery fa valere classe ed esperienza e sospinge in avanti la squadra ridisegnata dall’ “aeroplanino” ed impegna al 37’ Radu dopo un efficace slalom sulla sinistra che taglia fuori Romero.

Ed al 90’ si sfiora la beffa, quando il destro da fuori di un Chiesa sparito nel corso della partita coglie il palo destro di Radu che pochi istanti dopo, in pieno recupero, è prodigioso nel recuperare la posizione e nello sventare ancora la battuta dal limte di Chiesa deviata da un rossoblù: ed è la fine, con il boato di Marassi e la meritata vittoria di Criscito e compagni.

Una serata che ha fatto riscoprire l’amore per il Genoa da parte di una tifoseria in apnea ed in sofferenza per tutta la stagione scorsa, si vede già la mano di un tecnico sempre propositivo ed alla ricerca del gioco: si sfruttano al meglio le situazioni da palla inattiva, a testimonianza di un grande lavoro settimanale ed il modulo proposto dal tecnico massese permette di esaltare al meglio le caratteristiche dei singoli, con una difesa imperniata su due giocatori di grande esperienza come Zapata e Criscito con il solo Romero apparso non ancora ai suoi livelli di eccellenza,  con Schone a dettare i tempi e far apparire semplice e scolastico il fraseggio a centrocampo, Lerager e Radovanovic apparsi trasformati rispetto alla scorsa stagione e pericolosi come incursori, entrambi vicini più volte al gol e con Ghiglione e Barreca stantuffi inesauribili sulle fasce, con il vogherese classe 1997 autentico protagonista della serata che, dopo le esperienze a Vercelli e Frosinone, è la sorpresa di questo avvio di stagione , un ragazzo che accoppia corsa a tecnica di base appresa nei suoi trascorsi nella cantera rossoblu.

La coppia offensiva Pinamonti e Kouamé appare ben assortita, con l’ivoriano già a segno due volte dopo l’involuzione in zona gol della scorsa stagione e pedina fondamentale negli schemi d’attacco per sfiancare con il suo movimento continuo le difese avversarie . La Fiorentina che ha schierato cinque ’97 e due ’99 e nel finale anche un “millenial” come Vlahovic ha però sostanzialmente deluso e solo grazie al suo portiere ha potuto contenere un passivo che avrebbe potuto essere più pesante. La nuova proprietà per investimenti fatti ed ambizione non potrà aspettare molto a lungo il lavoro di Montella, se i risultati tarderanno ad arrivare.

Marco Ferrera

GENOA-FIORENTINA 2-1

Reti: p.t. 11’ Zapata s.t. 20’ Kouamé 31’ Pulgar (rig.)

GENOA (3-5-2): Radu 7 – Romero 6 Zapata 7 Criscito 6,5 – Ghiglione 7,5 (26’ s.t. Romulo 5,5) Radovanovic 7,5 Schone 6,5 Lerager 7 Barreca 6,5 (33’ s.t. Pajac n.c.)- Kouamé 7,5 Pinamonti 7 (39’ s.t. Pandev n.c.) All: Andreazzoli

FIORENTINA (4-3-3): Dragowski 7,5 – Lirola 5 Milenkovic 5 Pezzella 5 Ranieri 5 – Castrovilli 6 Badelj 5 (15’ s.t. Dalbert 6) Pulgar 6,5 – Sottil 5 (26’ s.t. Vlahovic 6) Boateng 4,5 (26’ s.t. Ribery 6,5) Chiesa 6 All: Montella

Arbitro: Giacomelli di Trieste 6,5

Note: serata caldissima ed umida, terreno in ottime condizioni, spettatori circa 23000. Ammoniti Romero e Criscito. Calci d’angolo 9 a 8 per il Genoa.