Sampdoria: il bilancio della stagione

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Il nono posto finale ha fatto storcere il naso ai due terzi della tifoseria sampdoriana, evidentemente convinta nel corso della stagione che un piazzamento Uefa fosse alla portata dei suoi beniamini.Che la squadra blucerchiata abbia lasciato per strada qualche punto di troppo è indubitabile, ma se andiamo a rivedere gli unanimi pronostici di inizio stagione scopriamo che tutte e otto le otto squadre giunte alfine davanti a Quagliarella e C. godevano di un credito superiore o, almeno, non inferiore. Ovviamente, certi pronostici comprendevano sia il Toro adeguatamente rinforzato dal presidente Cairo, sia l’emergente Atalanta, che acquisendo in un sol colpo due attaccanti di valore quali Ilicic e Zapata (strappato proprio alla Samp con un assegno da 23 milioni).

L’unico dato stridente riguarda il “modo”. Se i blucerchiati avessero chiuso l’annata in crescendo invece che in calando, i rimpianti e le perplessità sarebbero stati meno diffusi. Invece, il reiterarsi di un certo trend ha smorzato la soddisfazione per un piazzamento più che onorevole se rapportato all’organico e alle ambizioni di una società che in realtà non aveva mai cavalcato l’onda europea.

Anche il giudizio sull’operato di mister Giampaolo deve sintonizzarsi su queste considerazioni di fondo. Dopo tutto, la Samp si è attestata – sia come piazzamento finale, sia come bottino di punti – su buoni livelli, mostrando spesso un’ottima qualità di gioco e battendo più di una compagine blasonata. Senza contare che, nell’ottica di una società molto attenta ai conti economici, il boom di Andersen e i progressi mostrati da altri elementi rappresentano indubbi punti a favore.

A quanto pare, la dirigenza ha offerto lunedì scorso al tecnico abruzzese un prolungamento del contratto a cifre notevolmente rivisitate. Un segno di stima e di fiducia, che Giampaolo ha recepito, pur senza offrire il proprio assenso alla continuazione del rapporto. Sul rinvio di una settimana deciso club e trainer si sta ricamando sin troppo. C’è chi pensa ad una sospensione caldeggiata da Viperetta per vedere più chiaro sull’ipotesi di passare la mano, ma è assai più pobabile che sia stato Giampaolo a prendere tempo. E’ notorio che l’allenatore abbia chiesto alla controparte di alzare l’asticella bloccando a Genova i “gioielli” più corteggiati, ma si sa pure che Ferrero mai e poi mai potrebbe accettare un oneroso cambio di strategia.

L’incertezza palesata più volte da Giampaolo sulla sua capacità di incidere ulteriormente sulla squadra dopo tre anni di intenso lavoro è di er sé un segnale negativo e lascia pensare che in caso qualche club prestigioso decidesse di affondare i colpi sullo stesso tecnico, riceverebbe un’immediata risposta affermativa. Se così non fosse, però, difficilmente il “panchinante” blucerchiato sua sponte decideebbe di farsi da parte, rinunciando all’anno di ingaggio già definito, pur di apparire coerente con le proprie idee e sensazioni.

Doveroso, comunque, è che la società si stia attivando per individuare un sostituto affidabile. Non mancano le alternative – Gattuso, Pioli, Semplici, etc. – ma nessuna di queste sembra in grado di soddifare appieno le esigenze d un club interessato ai risultati sportivi non meno che alla salute dei conti economici.

Di sicuro – con o senza Andersen e  Praet – la Sampdoria non sarà oggetto di una profonda rivoluzione. L’organico attuale vanta titolari e rincalzi in grado di puntare ancora alla colonna a sinistra della classifica con un’unica incognita: l’attacco. Lunga vita al fenomenale Quagliarella, in tutto meritevole degli elogi che gli sono giunti da ogni dove, ma – considerata la sua età avanzata – sarà doveroso affiancargli una seconda bocca da fuoco, possibilmente con le caratteristiche dello sfondatore. Novità più praticabile – inutile negarlo – se al timone della nace blucerchiata arrivasse un nuovo comandante.

   PIERLUIGI GAMBINO