Che noia questa Sampdoria!

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L’ultima gara vinta dalla Samp è stata il derby: un… secolo fa. Vero che quest’impresa, peraltro facilitata dalla modestia dei “cugini”, rappresenta di per sé una soddisfazione enorme per la gente doriana, poi (almeno in maggioranza) corroborata anche dalla sconfitta di fronte all’Empoli, altra bastonata al Grifo, ma non bastano due episodi… graditi a spezzare la noia sempre più profonda che avvolge tutto l’ambiente blucerchiato.

Chi sospettava che la Samp si fosse venduta la partita con gli empolesi forse dovrò ricredersi alla luce delle successive prestazioni di Quagliarella e C., tutte o quasi altamente insufficienti, a volte persino irritanti e provocatorie. L’ultima, in casa della cenerentola Chievo, rimasta in inferiorità numerica dopo mezz’ora, non è che la conferma sul tema. Tutto giusto, per carità, ma un fatto è non avere più stimoli di classifica e un altro è adagiarsi supinamente in questa maniera, come se le energie improvvisamente fossero venute a mancare. Di sicuro le caratteristiche della squadra giustificano almeno in parte quest’andazzo: la Samp, se molla un tantino sotto l’aspetto della determinazione e della concentrazione, non è più competitiva, visto che non dispone di individualità in grado, con un’iniziaiva prepotente o una forzatura, di abbattere l’avversario di turno, anche il più debole.

Parzialmente, queste constatazioni si legano alle recenti esternazioni di mister Giampaolo, il quale suole ripetere che senza un buon gioco non si guadagnano punti. La realtà è differente: praticando un calcio organizzato e piacevole è senz’altro più facile fare risultato, ma un squadra competitiva dev’essere in grado, ogni tanto, di passare all’incasso pur in una giornata di scarsa ispirazione. E’ poi agevole rintuzzare il mister abruzzese su un altro dei suoi cavalli di battaglia. Verissimo che dev’essere primariamente la società ad iniettare stimoli nella mente dei giocatori, ma anche l’allenatore ha questo compito, e forse Giampaolo da anni non lo sta assolvendo al meglio.

Il tecnico non perde occasione di ventilare un divorzio in assenza di un rilancio societario a livello tecnico. In teoria certe sue frasi si sposano alla perfezione con l’umore dei tifosi, ma è lecito chiedersi dove voglia arrivare. Lui è senz’altro consapevole che la società gli offrirà il rispetto del contratto in essere e anche un prolungamento, ma non certo un radicale cambiamento di programmi e di obiettivi stagionali.

A meno che Giampaolo non abbia inteso lanciare un amo ai potenziati acquirenti della Sampdoria. Come dire: “Se volete salire in classifica e costruire una squadra capace di farlo, io sono prontissimo a guidarla”. Non è escluso, d’altronde, che gli eventuali subentranti ripartano proprio da lui, sicuramente un tecnico dotato e quotato. Ed allora non resta che attendere l’esito del viaggio oltreoceano di Viperetta e dell’avvocato Romei, il vero e proprio plenipotenziario della Samp. Di sicuro, quest’ultimo sta spingendo presso il patron per un cambio della guardia, dovuto anche all’ostilità del popolo doriano nei confronti di Ferrero. Per questo motivo l’operazione è destinata a chiudersi positivamente. L’unica incertezza riguarda i tempi: se dovessero allungarsi – ed è l’ipotesi più gettonata – ecco che l’attuale proprietario avrebbe modo di proseguire una strategia accettabile in termini assoluti ma non certo foriera di entusiasmo.

                             PIERLUIGI GAMBINO