Genoa-Cagliari 1-1: l’analisi, Grifone sull’orlo del precipizio

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Una partita giocata su due giornate, con il pareggio acchiappato in extremis contro il Cagliari e con le vittorie di Empoli e Parma del giorno dopo che hanno drammaticamente complicato la situazione dei rossoblù, solo parzialmente confortati dalla sconfitta serale dell’Inter a Napoli, che costringerà i nerazzurri a superare al “Meazza” l’Empoli negli ultimi novanta minuti per non rischiare di perdere la qualificazione alla prossima Champions , con il Genoa che se ottenesse un punto a Firenze contro i viola, inguaiati dalla sconfitta di Parma, si salverebbe per il vantaggio negli scontri diretti contro i toscani di Andreazzoli. 

Ma veniamo a sabato scorso ed al pathos che ha avvolto il “Ferraris” nel finale di una partita vietata ai deboli di cuore, con un Genoa che solo al minuto 89 è riuscito a raddrizzare parzialmente la sfida contro il Cagliari, che si salva con il punto ottenuto contro il Grifone, cui serviva quella vittoria che manca dallo scorso marzo, quando superò la Juventus.

C’è una bella cornice di pubblico ad accogliere le due squadre all’ingresso in campo, la tifoseria organizzata ha deciso di essere presente per novanta minuti di vitale importanza; non ci sono striscioni, a parte uno contro la proprietà, ma c’è tanta passione, calore e spinta verso giocatori chiamati ad ottenere i tre punti. Non sarà facile  contro il Cagliari che deve ottenere un pari per festeggiare la salvezza e che Maran schiera con le due torri Pavoletti e Cerri in avanti, con Joao Pedro che a sorpresa finisce in panchina, magari cercando di sfruttare un’assenza pesante come quella di Romero, con Prandelli che cambia per l’ennesima volta il modulo, con Gunter centrale della difesa a tre, Pereira e Criscito larghi sulle fasce e Pandev compagno di reparto di Lapadula, con Kouamé in panchina.

Dopo un avvio in cui i sardi sembrano più sciolti e fanno girare palla, l’undici di Prandelli prende progressivamente campo contro gli ospiti, che non mostrano grandi proprietà di palleggio, specie nel pacchetto arretrato. Il primo squillo arriva poco dopo il quarto d’ora, quando Pandev conquista con abilità una punizione dal limite ma Veloso non sfrutta al meglio la buona opportunità, calciando alta la conseguente battuta da fermo. Cresce il Grifone, grazie alle buone geometrie di un Radovanovic che appare ispirato, a destra spinge bene Pereira , in un bel duello tutto gioventù con l’ interessante esterno isolano Luca Pellegrini, classe 99. Si vede meno Veloso, anche Criscito non sale quasi mai e Bessa non sembra in grande giornata, costretto a giocare tra le linee per permettere gli inserimenti del portoghese. Non brilla per precisione Pandev mentre Lapadula si batte come un ossesso lungo tutto il fronte offensivo ma litiga troppo spesso con la palla e non riesce a sfruttare al 23’ un tiro sporco dal limite di Radovanovic che diventa un involontario assist per il centravanti, che si gira troppo lentamente e permette il salvataggio in corner a Pisacane e sulla susseguente battuta tagliata di Veloso dalla bandierina diretta a rete Cragno è bravo a salvare ed evitare guai.

Il Genoa, sospinto dall’urlo incessante della Nord e dello stadio, comanda il gioco ma incide poco, Pandev serve sapientemente nello spazio Bessa in area dopo scambio veloce ma lo stop del brasiliano non è felice e permette il recupero di Cacciatore, che con l’anticipo sull’avversario rischia l’autorete ma Cragno è reattivo nella respinta ma diventa determinante al minuto 28, quando compie la parata più difficile del suo pomeriggio, volando a deviare nell’angolo basso alla sua destra il tocco di giustezza di Pandev, liberatosi in area dopo assistenza di Lapadula.

Maran invita i suoi ad uscire dal guscio, il Genoa fa decisamente la partita ma come spesso accade denota enormi problemi al momento di capitalizzare il gioco, Pavoletti al 36’ sfugge a Gunter , si presenta davanti a Radu che ne attutisce lo scavetto , la palla ballonzola vicina alla linea ma l’ex attaccante rossoblu viene anticipato in corner da un prodigioso recupero di Biraschi . Ma la frittata avviene dopo soli quattro minuti: sulla lunga battuta da centrocampo Gunter viene lasciato colpevolmente da solo nell’uno contro uno e per Pavoletti è facile addomesticare la sfera con il petto, vincere il duello di forza ed esperienza con il centrale ed impallinare con un destro perentorio l’incolpevole Radu.

E’ una botta tremenda per gli uomini di Prandelli, con il Cagliari che capitalizza al massimo alla seconda uscita dal guscio ma questa è la legge del calcio ed anche la forza di chi ha in rosa centravanti capaci di andare a segno, come il livornese, al quindicesimo centro stagionale , con Pandev che prima dell’intervallo cestina malamente fuori dopo uno scambio con Lapadula, a conferma di una formazione drammaticamente impotente in fase offensiva.

Al rientro dagli spogliatoi Prandelli cambia modulo, inserendo Kouamé per un pur sufficiente Pereira, passando al 4-3-1-2 di ballardiniana memoria, il Genoa prende decisamente possesso della metà campo avversaria, con il Cagliari ad aspettare l’avversario; si evidenziano maggiormente l’incapacità e la difficoltà di ferire l’avversario, un tiro cross di Veloso impegna Cragno , al 17’ Kouamé viene murato in area al momento del tiro ( ma la palla era precedentemente uscita nella parabola di Veloso dalla bandierina) , due colpi di testa centrali dello stesso ivoriano e di Zukanovic fanno solo il solletico all’estremo ospite, che blocca centralmente.

I minuti scorrono inesorabili, esce Pavoletti acciaccato rilevato da Joao Pedro, Veloso e Criscito tentano in tutti i modi di far sentire la loro esperienza sul terreno, con il portoghese che generosamente corre come non mai, mentre cala la prestazione di Radovanovic e Bessa non riesce mai ad incidere, al pari di Pandev, in giornata piuttosto grigia, come il cielo che avvolge Marassi. Quando Lapadula ha una buona opportunità per concludere nel cuore dell’area ma strozza maldestramente il tiro lo scoramento diventa palpabile, finisce la partita del generoso ma mai pericoloso centravanti e Prandelli butta dentro anche Sanabria, Biraschi vince l’oscar della generosità per i suoi recuperi e gli affondo sulla fascia ma anche lui deve arrendersi ai crampi ed entra Pezzella. Il minuto è il 37, anche il pubblico comincia a non crederci più ed è miracoloso Radu, quando al minuto 40 vola a togliere da sotto la traversa l’incornata sottomisura di Romagna, nell’unica incursione sarda della ripresa, tenendo ancora in vita la contesa.

E tre minuti dopo il cross da sinistra di Criscito viene spizzato a centro area da Romagna, la sfera schizza sul gomito largo di Bradaric, che ha Kouamé alle spalle e la palla finisce a Cragno: alzano le braccia alcuni giocatori ad invocare il rigore , Valeri fa proseguire ma il Var La Penna lo invita a rivedere l’azione e dopo consultazione il direttore di gara assegna il penalty.

Il clima già freddo in questo maggio che sembra precedere il Natale diventa glaciale, Bessa esulta, Pandev si copre il volto, in tanti non vogliono guardare, ricordando quanto avvenuto quindici giorni prima, contro la Roma, quando Sanabria fallì quel tiro decisivo dagli undici metri; Criscito, il capitano, s’impossessa con decisione della sfera, la pone sul dischetto, prende la rincorsa e con un sinistro ciclonico e preciso manda Cragno da una parte ed il cuoio nell’angolo basso sulla destra, per un pareggio meritato . Marassi diventa una bolgia, Kouamé ha addirittura la palla del sorpasso ma conclude troppo debolmente , confermando la sua idiosincrasia al gol, Pezzella trova il modo di farsi espellere, con un duro intervento su Barella a centrocampo.

E quando Valeri manda tutti negli spogliatoi festeggiano i giocatori ospiti per la salvezza raggiunta mentre i padroni di casa rimangono sospesi, sperando magari in una battuta d’arresto dell’Empoli il giorno dopo contro il Torino, quella sconfitta toscana che non arriverà e che con i risultati maturati ieri pone il Genoa per la prima volta in stagione al terz’ultimo posto in classifica, a novanta minuti dalla fine.

Ci sarà tempo per i processi tra una settimana, quello che sembrava impossibile si è avverato ma non è ancora finita e Prandelli ed i suoi hanno l’obbligo ed il dovere di provarci fino alla fine, buttando sul campo cuore, orgoglio e passione, quella che i tifosi, che Prandelli ha definito un pubblico europeo, non hanno fatto mancare ad una squadra che con due mesi finali allucinanti al termine di una stagione fallimentare ha comunque ancora la possibilità di rimanere nella massima serie.

Marco Ferrera

GENOA-CAGLIARI 1-1

Marcatori: p.t. 40’ Pavoletti s.t. 44’ Criscito (rig.)

GENOA (3-5-2): Radu 7 – Biraschi 6 (37’ s.t. Pezzella 4) Gunter 5 Zukanovic 5,5 – Pereira 6 (1’ s.t. Kouamé 5,5) Bessa 5 Veloso 6,5 Radovanovic 6 Criscito 6,5 – Pandev 5,5 Lapadula 5,5 (29’ s.t. Sanabria 5)  All: Prandelli

CAGLIARI (3-5-2): Cragno 7 – Cacciatore 5,5 (30’ s.t. Romagna 6,5)  Pisacane 6 Klavan 5,5 – Srna 5,5 Ionita 5 Bradaric 5,5 Barella 6,5 Pellegrini 6,5 – Cerri 5 (35’ s.t. Birsa n.c.) Pavoletti 7 (21’ s.t. Joao Pedro 5) All: Maran

Arbitro: Valeri di Roma 6

Note: giornata grigia e fredda, terreno in buone condizioni. Calci d’angolo 11 a 3 per il Genoa. Ammoniti Klavan (C) Criscito e Veloso (G) Espulso: Pezzella (G) al 48’ s.t.

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