Sampdoria, dalla cessione a Giampaolo: il campo ha perso interesse

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Le previsioni dei più sono state smentite dai fatti: si pensava in molti che Sampdoria-Empoli sarebbe finita 2-3 con doppietta corroborante di Quagliarella. Ci siamo sbagliati: Quaglia si è fermato ad un golletto, sufficiente comunque ad allungare le distanze rispetto agli antagonisti per il titolo di capocannoniere, rimasti tutti al palo.
Sul risultato della sfida marassina – cosiccome di quello del match precedente a Parma, concluso in parità – non c’era da scommettere un penny. D’altronde, quando la classifica non presenta alcun interesse , non si fa fatica a fine match ad esprimere – da parte di tecnico e dirigenza – qualche parola di delusione, abbinata alla solita, ritrita frase: “Quando mancano gli stimoli…”.

I tifosi doriani presentatisi al Ferraris hanno tifato per una settantina di minuti, arrendendosi al secondo gol empolese, quando è sopraggiunta in gran parte di loro la soddisfazione comprensibilissima di aver inguaiato, e non poco, i “cugini” rossoblù.
Cosa aggiungere ad un pomeriggio domenicale dagli sviluppi scontati? Che a far bene è parso tenessero Giampaolo (nonostante i suoi trascorsi in Toscana), Quagliarella (per gli ovvii motivi) e, almeno per metà gara, Jankto, tuttora proteso ad una sorta di riqualificazione personale. Il resto del lotto – in primis Tonelli, che del team toscano fu addirittura capitano – si è limitato ad esprimere vacua accademia sino all’intervallo per poi sparire dal campo.

D’altronde, le vicende del campo in questo periodo interessato poco o nulla. Il sentore comune è che ci si avvicini ad una sorta di rivoluzione. Da qualche giorno sul fronte societario non si registrano sussurri di alcun tipo: ottimo indizio, almeno secondo gli addetti ai lavori. L’ideale premessa per condurre in porto una compravendita, pur nell’incertezza riguardo all’acquirente. Vero, ci si affida a sensazioni più che a certezze, e non è affatto scontato che l’operazione si concluda in tempi brevissimi, quelli che sarebbero necessari ad affidare ai nuovi padroni la gestione del prossimo mercato. Dunque, è probabile che tocchi ancora al Viperetta e a Romei dirigere il traffico, con un’unica, preoccupante osservazione: il crollo di risultati della squadra non aiuta certamente chi sta cercando di lucrare dall’operazione più denaro possibile.

Poi c’è il discorso Giampaolo. Certe affermazioni lasciano intendere che il suo rapporto con la Samp sia ormai prossimo al capolinea. Lui è perfettamente conscio che l’atteso balzo di ambizioni non potrà materializzarsi, sicché la sua voglia di passare la mano si unisce alla legittima speranza che qualche “big” bussi alla sua porta.
La stessa dirigenza, dal canto suo, non sembra più così propensa a scongiurare il cambio di allenatore. Un po’ tutti in casa Samp sono ormai dell’idea che il trainer abruzzese non possa più in futuro garantire una certa incidenza e produttività: lasciare incancrenirsi una certa situazione potrebbe insomma rivelarsi deleterio.
Inutile ribadire che il primo della lista dei potenziali allenatori è Sinisa Mihajlovic, che a Genova ha lasciato un ricordo lusinghiero. Con lui al timone l’assetto tecnico-tattico della Samp subirebbe una rivoluzione epocale: la palla tornerebbe a viaggiare più alta e le fasce non sarebbero più terra inesplorata. Probabile che l’espressione di gioco sia meno spettacolare, ma che i risultati pratici possano crescere. La gente lucerchiata inizia ad essere stufa di finali di campionato allucinanti e ambisce ad ammirare una Samp capace di vincere anche nelle giornate di luna storta, con qualche forzatura individuale ed un po’ di calcio “sporco”.

PIERLUIGI GAMBINO