Sampdoria, Quagliarella unica nota positiva

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L’unico dato significativo della scampagnata in Emilia risiede nella doppietta di Fabio Quagliarella, sempre più proteso alla conquista dello scettro di bomber principe in spregio ad un certo Cristiano Ronaldo. Francamente, è finita la riserva di lusinghieri aggettivi per commentare gli exploit a ripetizione di quest’eterno ragazzo, esploso tardivamente come cannoniere e insaziabile. Un ragazzo positivo, simpatico a i tifosi amici e rivali, in tutto meritevole delle soddisfazioni che si sta prendendo in quest’ultima fetta di carriera. Vale ripeterlo, certi record dipendono principalmente dalla serietà e dalle qualità calcistiche del protagonista, ma negare l’incidenza di compagni, allenatore ed ambiente sarebbe ingeneroso e fuorviante.

Dato a Fabio quel che è di Fabio, sarebbe forse preferibile archiviare la tappa parmigiana senza ulteriori chiose. Dalla storica amicizia tra le tifoserie è scaturita una partita vivace e coinvolgente, ricca di emozioni e libera da tensioni. Sul risultato finale nessun’agenzia di scommesse accettava puntate: la sola incertezza risiedeva nel punteggio.

Dopo il viaggio rilassante nella città ducale, i blucerchiati sono attesi da un impegno che in qualche maniera li imbarazza e che avrebbero volentieri evitato. Inutile negare che una bella fetta di tifoseria doriana suggerirebbe ai loro beniamini di scansarsi favorendo il successo corsaro dell’Empoli pericolante. C’è però una dignità da difendere, un’immagine da preservare, pur nella generale considerazione che a questo punto del campionato le differenti motivazioni possano spuntarla – in ogni stadio, non solo al Ferraris – sul divario tecnico. A ben vedere, solo un risultato finirebbe per provocare solo facce scontente: il pareggio, esito altamente improbabile.

Di sicuro la gente doriana più che ai verdetti del campo è interessata alle vicende societarie. Giorno dopo giorno monta l’attesa per una cessione auspicata da tutti: non tanto per la convinzione che i futuri proprietari andranno a far meglio di chi esce, quanto per il comune desiderio di dividere definitivamente le strade con il vituperato Ferrero. Impossibile ignorare che il tempo sta stringendo e che, per non compromettere la prossima stagione agonistica, occorra decidere in fretta.

Agli sviluppi dirigenziali si lega anche il futuro di Marco Giampaolo, le cui recenti dichiarazioni si prestano ad interpretazioni di ogni tipo. Dunque il tecnico abruzzese si dichiara nn più dispoto ad affrontare un altro campionato anonimo, frutto evidentemente di scelte societarie non troppo stimolanti. E’ indubbio che, in assenza di una mini.rivolizione nell’organico o di un possente raffrzamento, il trainer attuale possa sentirsi svuotato di stimoli ed impotente ad incidere, ma è altrettanto sicuro che a quest’andazzo ormai duraturo anche lui abbia messo mano.

Che Giampaolo abbia fatto il suo tempo su questa piazza? Possibile. Cosiccome è plausibile la tesi secondo cui il mister abbia ricevuto offerte allettanti o, perlomeno, sappia di essere oggetto di attenzioni particolari da parte di altri club più ambiziosi. Lui è ancora sotto contratto, ma è risaputo che certi fogli di carta diventano carta straccia quando manca una comune volontà di proseguire il cmmino assieme. Non va escluso che mister Marco stia forzando la mano alla dirigenza per ottenere al più preto una risposta chiara, nel timore –  in caso di mancate assicurazioni a livello tecnico – di perdere gli altri treni che gli stanno passando davanti.

L’jntreccio è sempre più complesso e va sciolto a breve giro di posta. Non ci resta che attendere.

                             PIERLUIGI GAMBINO