Genoa: salvezza ad un passo, ma Preziosi è ad un bivio

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La salvezza manca ancora del conforto dell’aritmetica, ma è lì, ad un passo, e pazienza se ad originarla stiano provvedendo più le scarse potenzialità dell’Empoli che i meriti della truppa di Prandelli. La sconfitta dei toscani a Bologna e il punto raggranellato a Ferrara procurano comunque tonnellate di sollievo e consentono di aprire in anticipo il libro del futuro rossoblù, tutto da scrivere.

Sarà la volta buona, il momento della svolta societaria in casa Genoa? Non mancano certi “rumors” sul tema, ma per ora non si registrano atti concreti: meglio così, poiché qualsiasi trattativa inerente un passaggio del pacchetto azionario deve obbligatoriamente svolgersi nella più totale segretezza.

Fermiamoci ai fatti. Il Prez ha ribadito pubblicamente la propria stanchezza e la volontà di passare la mano, sia per una normalissima “usura da ruolo”, sia per i pessimi rapporti con un’ampia fetta di tifoseria. Ma è davvero questa la sua assoluta, ferma intenzione  si tratta dell’ennesimo bluff?

Il patron genoano è tutt’altro che sprovveduto. Da tempo ha perso gli stimoli che lo caratterizzavano nei primi anni di gestione ed ora deve fare i conti non solo con un preventivo di spesa non certo trascurabile per la ristruttrazione del Ferraris ma, soprattutto, con con una drastica ricostruzione da zero della squadra, Si perchè è inutile girare attorno a una realtà incontrovertibile: questo Genoa è da rifare di sana pianta.

Il suo organico è numericamente pletorico, ma poverissimo di qualità. Ad un esame profondo della rosa a disposizione, quanti petali potrebbero far parte del nuovo corso? Pochissimi, non certo distanti dalle dita di una sola mano. Proviamo ad elencarli: il portiere Radu, sperando in un “sì” da parte dell’Inter che ne può decidere i destini; il difensore Romero, ammesso che la Juventus, prossima proprietaria del cartellino, accetti di lasciarlo in Liguria per un’altra stagione; forse Biraschi, non più un punto di forza irrinunciabile ma pur sempre un giocatore affidabile in un certo ruolo tattico; ovviamente capitan Criscito, che ha ormai deciso di legare l’ultima parte di carriera all’amato Grifone; Sturaro, confidando che finalmente possa ingraziarsi qualche aiuto dal destino e fugare i dubbi sul suo reale stato fisico; forse Lerager (per il quale è scattato l’obbligo di acquisto), centrocampista di complemento ma non certo elemento irrinunciabile; Kouamé, che probabilmente non gode più di un mercato spumeggiante e di sicuro, se disciplinato tatticamente e sfruttato al meglio, potrebbe rivelarsi assai utile. Il resto andrebbe impacchettato e spedito in altri lidi, ma lo scarso appeal esercitato presso i mercatari e certi onerosi contratti in essere rendono improbo liberarsi di parecchi elementi ormai bocciati su questa piazza. Di sicuro il futuro genoano di numerosi Over 30 (Criscito a parte) merita un esame assai approfondito.

Dunque, Preziosi è ad un bivio. E’ conscio che per invertire la rotta gli occorrerà porre massicciamente mano al portafogli: a meno che non si affidi ancora una volta ai giocatori in prestito che i grandi club sono disposti ad elargirgli.  Inevitabile, dunque, che il presidente stia tentennando ed accresca la propria disponibilità a cedere. Nell’auspicio che si faccia avanti un serio compratore (e qui i dubbi sulla sua esistenza sono doverosi), tocca all’attuale proprietario favorire un’eventuale trattativa: in primis mettendo in ordine il bilancio della società non solo a livello di esposizioni finanziarie (opera, a quanto pare, in via di completamento) ma anche consentendo una sua lettura chiara; in secondo luogo proponendo all’interlocutore cifre e modalità di acquisto accettabili.

                                PIERLUIGI GAMBINO