Il Genoa non sa più vincere e segnare

0
425

Il Torino s’impone al “Ferraris” con un tiro in porta, la botta di Ansaldi decide una brutta gara, giocata in un clima surreale, con la maggior parte della gradinata Nord rimasta fuori dai cancelli in contestazione con l’attuale proprietà . Diciamo subito che la formazione di Mazzarri, ora sesta in classifica, non avrebbe meritato i tre punti contro un Genoa in cui Prandelli ne ha cambiati sei rispetto alla sconfitta nel derby.

Spazio in avanti alla coppia Lapadula-Sanabria , si torna alla difesa a quattro, con Lazovic sulla linea dei difensori mentre Mazzarri, privo di Iago Falque e Zaza, affida al solo Belotti il peso dell’attacco.

Fa caldo, come detto lo stadio senza cori e colori fa sembrare la partita un match di fine stagione, i ritmi sono bassi ed il taccuino rimane vuoto per parecchi minuti; nel grigiore generale è però il Genoa a costruire la prima palla gol, siamo al 22’ quando la punizione dalla tre-quarti di Sturaro scavalca tutta la linea difensiva granata e viene impattata da Zukanovic che di testa sciupa l’ottima opportunità, incornando fuori alla destra di Sirigu. Sturaro, che giostra da quarto di centrocampo, in una posizione ibrida a centro sinistra, si fa male poco dopo la mezz’ora e deve lasciare il terreno di gioco, rilevato da Rolon, poco dopo Sirigu con una prodezza a mano aperta sventa il gol che sembra fatto di Lerager, bravo ad inseririsi sull’unico cross degno di tal nome di Criscito e a colpire di testa ma l’ex PSG è gattesco nel riflesso.

E’ un buon momento del Genoa, che ha preso campo contro una squadra che non fa nulla per dimostrare la classifica che ha, Lapadula controlla una palla sul centro sinistra dell’area, la difende e pressato alle spalle da Nkoulou riesce comunque a girarsi e a concludere a lato di sinistro. Il Toro del primo tempo è tutto in una conclusione abbondantemente alta di Ansaldi a fine frazione, con l’argentino ex genoano che aveva reclamato per un contatto assolutamente veniale con Criscito in avvio di partita.

La ripresa inizia con Lapadula che si avventa dopo due minuti su un cross proveniente da destra di Lerager ma manda alto, la partita del centravanti è comunque di grande generosità anche se l’ex milanista denota la desuetudine di scendere in campo ( per lui è la prima da titolare in stagione). Ben più negativa la prova di Sanabria, che Prandelli richiama al 7’ per inserire Kouame, intuendo la possibilità di ottenere l’intera posta contro un Torino davvero passivo. Una punizione di Baselli va però a sfilare appena a lato sulla sinistra di Radu battuto e la circostanza introduce l’azione che deciderà il match: Veloso batte troppo frettolosamente una punizione a centrocampo , si invola sulla sinistra Aina che serve Belotti, la scalata della difesa rossoblù non è delle migliori, con il centravanti che come in un’azione alla mano serve Baselli che smista a Berenguer che premia l’inserimento di Ansaldi che tutto solo da dentro l’area scarica una sassata imprendibile per Radu sotto la traversa.

Toro avanti senza merito e Genoa punito al di là delle sue colpe e qui affiorano i soliti problemi, con una squadra comunque fragile dal punto di vista mentale ed incapace di fare gol, il colpo di testa di Lerager è troppo debole per impensierire Sirigu a metà tempo, Veloso viene rilevato da Bessa che dovrebbe garantire un po’ di qualità in assenza dello squalificato Pandev ma non riesce mai a rendersi pericoloso. La squadra di Mazzarri si chiude ulteriormente dietro la linea della palla e diventa improbo creare pericoli, contro una formazione che gioca male ma che è assolutamente sparagnina e che in trasferta ha perso solo una volta in stagione.

Il pubblico presente incita a gran voce i ragazzi di casa, con Kouame che poco dopo la mezz’ora invoca un rigore per un contatto poco ortodosso ed al limite di Aina sulle sue spalle, ma Doveri lascia correre, un minuto dopo in contropiede Belotti è troppo egoista ed invece di servire il liberissimo neo entrato Parigini conclude alto dopo il servizio di Ansaldi. Sembra impotente il Genoa ma a due minuti dal termine Sirigu si traveste ancora da “Batman” e va a togliere da sotto la traversa alla sua sinistra il bel colpo di testa in torsione di Kouame. Genoa non bello ma anche sfortunato e nel recupero Parigini tutto solo davanti a Radu si fa murare dal numero uno rumeno la conclusione a colpo sicuro, innescata da un clamoroso errore di posizione in partenza di azione di Radovanovic.

Alla fine fanno festa solo gli ospiti ed i tifosi di un Torino brutto ma estremamente pratico, la squadra di Prandelli esce ancora una volta sconfitta e senza reti all’attivo; per fortuna le buone notizie arrivano da Empoli, dove i padroni di casa perdono a domicilio dalla Spal e restano quindi a cinque punti da Criscito e compagni , che poi di fatto sono sei per gli scontri diretti favorevoli.

Genoa atteso dalla trasferta di Ferrara contro una Spal in grande spolvero ma ormai quasi tranquilla matematicamente mentre l’Empoli renderà visita sabato al Bologna che, con la vittoria contro la Samp, ha raggiunto il Genoa a quota 34 ed avrà la grande opportunità di chiudere il discorso salvezza proprio contro gli uomini di Andreazzoli, all’ultima spiaggia al Dall’Ara. Ma al di là dei calcoli , comunque necessari in questo momento, rimane la forte delusione per una squadra che non sa più vincere e segnare e che paga i tanti errori commessi da tutte le componenti nel corso dell’ennesima travagliata stagione . Nelle ultime ore era uscita anche la possibilità dell’ennesimo ribaltone alla guida tecnica, con l’esonero di Prandelli ed il ritorno di Ballardini , sarebbe stata l’ennesima caduta di una proprietà che proprio ad ottobre aveva catalogato pubblicamente come scarso il tecnico romagnolo.

Crediamo che la salvezza sarà raggiunta , anche grazie al suicidio casalingo di sabato scorso dell’Empoli ma una volta salvata la categoria questa società avrà l’obbligo di dare delle spiegazioni plausibili ad una tifoseria che anche quest’anno ha sottoscritto 18004 abbonamenti , in tanti sabato sono rimasti fuori dai cancelli per contestare la società, quelli che sono entrati e che hanno deciso di incitare la squadra sono però altrettanto stufi di una proprietà che poco alla volta , come una goccia che scava sulla roccia, sta togliendo passione e voglia e non accettano più di  sentire esclusivamente parlare di plusvalenze e mai di un progetto tecnico credibile, quello che l’appassionata piazza rossoblù meriterebbe.

GENOA-TORINO 0-1

Marcatori: 13’ s.t. Ansaldi

GENOA (4-4-2): Radu 6,5 – Lazovic 6 Romero 6,5 Zukanovic 5,5 Criscito 5,5- Lerager 6 Radovanovic 5 Veloso 5 (20’ s.t. Bessa 5) Sturaro 6 (32’ p.t. Rolon 5) – Sanabria 5 (7’ s.t. Kouame 6) Lapadula 5,5 All: Prandelli

TORINO (3-4-2-1): Sirigu 8 – Izzo 6 Nkoulou 6 Moretti 6 – Ansaldi 7 Meité 6 Rincon 6,5 Aina 6,5 – Baselli 6 (38’ s.t. Lukic n.c.) Berenguer 5,5 (26’ s.t. Parigini 5,5) – Belotti 5 All: Mazzarri

Arbitro: Doveri di Roma 6

Note: giornata calda e di sole, terreno in buone condizioni. Caldi d’angolo 3 a 2 per il Genoa. Ammoniti: Lerager, Rolon, Veloso, Radovanovic (G) Nkoulou, Moretti, Baselli, Parigini (T). Spettatori 20704 (18004 abbonati e 2700 paganti) per un incasso di Euro 224.351 con molti spettatori rimasti fuori dall’impianto per proteste.

Presenti circa 9000 spettatori nello stadio.

MARCO FERRERA