Il derby è blucerchiato….meritatamente

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La Sampdoria si prende meritatamente il derby numero 118 e mister Giampaolo entra nella storia della stracittadina, con quattro partite vinte e due pareggiate. Il Genoa deve rimandare l’appuntamento con un successo che manca da ormai tre anni e mette in archivio l’ennesima delusione di una stagione non ancora finita in ottica salvezza mentre i tre punti mantengono i blucerchiati alle spalle del trenino europeo.

Nel pre-partita lo spettacolo come sempre arriva dagli spalti, con una splendida sciarpata della gradinata Sud e la coreografia della Nord che ricorda l’anno di nascita della società più antica d’Italia. Giampaolo recupera Ekdal in mezzo al campo (quanto è mancato lo svedese…) e preferisce Defrel allo spento Gabbiadini attuale, con Ramirez alle spalle del duo di punta; Prandelli recupera dopo la squalifica Romero, riproponendo la difesa a tre , rinnegando il mercato di gennaio, con Veloso a dettare i tempi e Rolon preferito a Lerager, con Pandev e Kouamé tandem offensivo.

L’inizio è scoppiettante, dopo 24 secondi Kouamè intercetta un errato disimpegno di Ramirez sulla tre quarti, si invola e dai venti metri esplode il sinistro a girare, che sfiora il palo destro di Audero; la risposta blucerchiata è letale, manovra tutta in velocità che coinvolge Linetty, Ramirez, Ekdal, Quagliarella e Praet, il belga sventaglia dalla parte opposta per Linetty , tenuto in gioco da Biraschi, il polacco addomestica alla grande la sfera, si libera di Pereira con un tacco degno di una punta e conclude forte di sinistro sul primo palo, dove Radu è reattivo e mette in corner. Sulla battuta dalla bandierina la sfera giunge a Murru che traversa al centro, respinge il muro difensivo genoano ( con Prandelli che a fine partita lamenterà una carica di Colley su Romero), dal limite la battuta di Ekdal incoccia sul braccio di Kouamé con la palla che viaggia verso la destra del fronte d’attacco doriano, dove Quagliarella traversa al centro e Defrel è letale in spaccata ad anticipare Biraschi all’altezza dell’area piccola e mettere dentro: sono trascorsi poco più di centoventi secondi dal fischio d’avvio di Calvarese.

Il francese è in grande spolvero, al 9’ sfugge secco a Criscito che lo atterra: giallo per il capitano e la punizione velenosa di Ramirez viene sventata da Radu con qualche affanno. La Samp in questa prima fase gestisce al meglio la partita, sfruttando il rapido vantaggio ma il consueto possesso palla viene inibito dal pressing alto dei rossoblù che si fanno vedere con una battuta abbondantemente a lato dalla distanza di Veloso, uno dei più attivi tra i suoi. E’ il Genoa a fare maggiormente la partita dovendo recuperare il risultato ma non ci sono sbocchi per i ragazzi di Prandelli, che stentano tremendamente a creare qualcosa di interessante dalle parti di Audero, con la coppia Colley-Andersen che inibiscono Kouamé e gli iserimenti di Pandev, che si abbassa spesso ad innescare la manovra sulle fasce, dove Lazovic e Pereira, troppo timidi e poco propositivi, vengono arginati senza problemi da Sala e Murru.

In una bella ripartenza va di nuovo vicino al gol la Samp, è il 28’ quando Linetty premia l’inserimento di Murru che traversa dalla parte opposta dove la battuta al volo di Praet termina di poco a lato alla sinistra di Radu; finisce sul taccuino dei cattivi anche Linetty, fin qui insieme a Sala e Defrel il migliore in campo, ben più lampante l’occasione del 35’, quando Quagliarella si inserisce alle spalle di Biraschi, l’uscita a valanga dell’estremo genoano fa schizzare la sfera sullo stesso attaccante, viaggia verso la porta sguarnita ma Biraschi a pochi centimetri dalla linea vanifica il raddoppio, nell’unico intervento positivo di una partita in apnea, in costante difficoltà nel controllo del numero 27 doriano. La fase finale del tempo vede il Genoa in continua pressione, la Samp non riesce nel suo solito giro palla e si abbassa troppo, al 40’ Veloso impegna Audero da fuori con un sinistro velenoso, rintuzzato in corner ed il tempo si chiude con Ramirez che non aggancia un bel servizio a centro area.

Dopo sei minuti della ripresa l’episodio che incanala il match: Quagliarella pesca sul vertice sinistro dell’area Defrel, che va all’uno contro uno con Biraschi, cerca di saltare il difensore che tocca con la mano appena dentro i sedici metri: rigore inevitabile ma espulsione eccessiva quella comminata da Calvarese, che lascia i ragazzi di Prandelli in dieci uomini per la terza partita consecutiva, con il capocannoniere che appone il sigillo numero ventidue della sua straordinaria stagione infilando e spiazzando Radu con una sassata che va a concludere la sua corsa nell’angolo basso destro, nell’apoteosi della Sud alle sue spalle.

Prandelli dispone il suo Genoa con la difesa a quattro, inserendo Lerager per un inconcludente e solo generoso Rolon, Giampaolo saggiamente evita guai per Linetty, ammonito e protagonista assoluto, inserendo Jankto, anche nella speranza di sfruttare quegli spazi che inevitabilmente si apriranno nella metà campo avversaria.

Pandev si batte e non ci sta, reclama per due volte un calcio di rigore ed alla seconda occasione viene ammonito da Calvarese per simulazione, finiscono sul taccuino del direttore di gara anche Romero, Veloso e Lerager, a testimonianza di una squadra che fatica ad arginare la maggiore tecnica blucerchiata.

La Samp fa girare palla più agevolmente rispetto alla prima frazione, Ekdal è sempre più il padrone di un reparto che rispetto a quello genoano ha altra cifra tecnica ma al 19’ Ramirez sciupa una colossale opportunità davanti a Radu, tentando un improbabile colpo sotto sventato da Romero, dopo splendida azione a destra di Praet e conclusione a colpo sicuro di Jankto sventata da Criscito. La troppa sicurezza fa perdere concentrazione ai blucerchiati, il Grifone sospinto da una Nord che non si arrende colleziona una serie di calci d’angolo consecutivi, Criscito sfiora il gol in mischia in diagonale e subito dopo sull’ennesimo tiro dalla bandierina di Veloso, Andersen sfiora un clamoroso autogol. Prandelli butta dentro Sanabria e Favilli per Kouamé e Bessa per cercare la clamorosa rimonta, a bordo campo si sbraccia e si arrabbia Giampaolo, che vede la sua squadra smarrire tranquillità e cifra di gioco. Esce Defrel, uomo partita , per un problema alla caviglia rilevato da Gabbiadini, anche Sala si arrende ai crampi per Bereszynski e nel recupero Quagliarella dopo uno-due con Gabbiadini si smarrisce davanti a Radu e si fa ipnotizzare dal numero uno rumeno, che sventa in corner.

Ed è la fine, con i blucerchiati che vanno a far festa sotto la Sud ed il Genoa a leccarsi le ferite per l’ennesima delusione nella stracittadina, che negli ultimi tre anni parla doriano.

Una vittoria che rilancia la squadra di Giampaolo dopo la doppia sconfitta contro Torino e Roma, molto positiva la prova di tutto il pacchetto arretrato, che poco o nulla ha concesso agli spuntati avanti rossoblù, con punte d’eccellenza per Sala, autore di novanta minuti senza sbavature e per Colley, imbattibile nel gioco aereo.

A centrocampo si è preso nuovamente le chiavi Ekdal, dopo tre partite di assenza, ben supportato ai lati da Praet, cresciuto nella ripresa e da Linetty, tornato sui livelli della sua prima stagione a Genova, quantità e qualità al servizio della squadra, con Ramirez in campo per novanta minuti che ha inciso poco sul piano qualitativo, dedicandosi maggiormente ad un lavoro di disturbo su Veloso, regista avversario, sciupando un paio di buone opportunità sotto rete. In avanti Defrel merita la palma di migliore in campo, per il gol, per il rigore procurato e per un continuo lavoro di scatti e controscatti che hanno spesso messo in difficoltà la linea difensiva genoana, segnatamente Criscito. Quagliarella non è apparso in una delle sue migliori giornate, sbagliando alcune conclusioni per lui mediamente elementari ma al pari di Defrel è entrato in tutti gli episodi decisivi della partita, gestendo da capitano e da calciatore di grande spessore tutte le situazioni verificatesi sul terreno di gioco.

Capitolo Genoa: una sconfitta pericolosa che arriva dopo la positiva prestazione di Napoli con il prezioso punto conquistato sotto il Vesuvio, un solo punto conquistato nelle ultime quattro partite, con una rete segnata e nove subite. Non si può imputare nulla a Criscito e compagni sul piano della generosità, come ha detto Prandelli a fine partita, ma il Grifone fa una tremenda fatica a creare occasioni da rete e a fare gol ; il tecnico ha criticato fortemente l’arbitraggio ma crediamo che i problemi siano altri e più lampanti, è un Genoa privo d’identità, che ha cambiato in stagione tre tecnici, che ha perso a gennaio il calciatore che con i suoi gol ha mascherato nel girone d’andata i problemi di una rosa male assemblata e con troppi doppioni, la campagna acquisti di gennaio è stata sconfessata, con Lerager, Radovanovic e Sanabria in panchina, il modulo difensivo che da tre è passato a quattro per tornare a tre, creando ulteriore confusione in una squadra che quasi mai è riuscita a creare problemi ad Audero.

Analizzando le prestazioni dei singoli salviamo Radu, autore di un paio d’interventi che ne hanno messo ulteriormente in risalto doti e crescita, Veloso, che in un centrocampo davvero povero qualitativamente è stato l’unico a meritare la sufficienza al pari di Pandev, spentosi nel finale ma l’unico in grado di accendere una squadra apparsa priva di fantasia e sufficiente Romero. Male la difesa, sia in Biraschi che in capitan Criscito, anonima la prova dei centrocampisti e degli esterni, con Pereira che a questo punto Prandelli farebbe bene ad accantonare, per non esporre ulteriormente il ragazzo alle critiche della tifoseria e dell’opinione pubblica, anche se personalmente non lo riteniamo più responsabile di altri della negativa stagione rossoblù. In attacco Kouamé è finito nella morsa della difesa blucerchiata, facendo due passi indietro rispetto alla prova di Napoli e confermando di non essere un attaccante da doppia cifra e comunque bisognoso di crescere, affiancandolo ad un centravanti vero, come nel girone d’andata quando con Piatek compagno di reparto sapeva spesso essere decisivo con il suo movimento e la sua cifra tecnica.

Scriviamo prima della trasferta di Empoli in casa dell’Atalanta ma a prescindere da un risultato che sarà comunque importante in chiave salvezza diventa fondamentale sabato prossimo contro il Torino ottenere un punto contro un undici in corsa per l’Europa League, mancheranno gli squalificati Biraschi e Pandev, due assenze pesanti, soprattutto quella del macedone , ma Criscito e compagni dovranno giocare da squadra, fare quadrato e portare a casa un risultato positivo, per non arretrare ulteriormente in una classifica che rischia di diventare estremamente pericolosa.

SAMPDORIA-GENOA 2-0

Marcatori:p.t. 2’ Defrel s.t. 8’ Quagliarella (rig.)

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero 6,5 – Sala 7 (38’ s.t. Bereszynski n.c.) Andersen 6,5 Colley 7 Murru 6,5 – Praet 6,5 Ekdal 7 Linetty 7 (13’ s.t. Jankto 6) – Ramirez 6 –

Defrel 7,5 (26’ s.t. Gabbiadini 6) Quagliarella 7 All: Giampaolo

GENOA (3-5-2): Radu 7 – Biraschi 4,5 Romero 6 Criscito 5 – Pereira 5 Rolon 5 (10’ s.t. Lerager 5,5) Veloso 6 Bessa 5,5 (32’ s.t. Favilli n.c.) Lazovic 5,5 – Pandev 6 Kouamé 5,5 (27’ s.t. Sanabria 5) All: Prandelli

Arbitro: Calvarese di Teramo 5,5

Note: giornata fredda con folate di vento, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Criscito, Linetty, Pandev, Romero, Veloso, Lerager. Gabbiadini Espulso: Biraschi al 7’ s.t. per fallo di mano in area di rigore. Calci d’angolo 8 a 3 per il Genoa. Spettatori 30.548 ( 14.030 abbonati più 16.518 paganti) per un incasso di Euro 652.017.

Marco Ferrera