Napoli-Genoa: i precedenti

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Il Genoa viaggia domenica sera alla volta di Napoli, per cercare di riscattare, almeno sul piano del gioco e dell’approccio al match , le ultime due deludenti uscite contro Udinese ed Inter. Sotto il Vesuvio i precedenti sono 46, con 24 vittorie dei partenopei, 15 pareggi e 7 vittorie rossoblù, l’ultima vecchia di quasi dieci anni: era il 22/9/2009 quando una prodezza di Bosko Jankovic fece gioire il Grifone.
Nel marzo scorso fu necessaria un’incornata di Albiol ad una ventina di minuti dalla fine per indirizzare la partita a favore dei padroni di casa, il 10/2/2017 il classico 2-0 porta le firme di Giaccherini e Zielinski. Sono ben sette le sconfitte negli ultimi otto incroci, l’unico pareggio è datato 24/2/2014 quando Calaiò pareggiò la rete di Higuain, protagonista il 25/1/2015 con una doppietta ( di Iago Falque la rete genoana) , lo stesso “Pipita” andò a segno due volte la stagione successiva, dopo il vantaggio ospite di Rincon, con rete conclusiva di El Kaddouri.
La sconfitta prenatalizia del 2011 per 6-1 costò la panchina ad Alberto Malesani, con Jorquera a segno e Pandev nel tabellino dei marcatori tra i padroni di casa.
Un Napoli-Genoa indimenticabile rimane quello del 16 Maggio 1982, quel giorno nacque uno storico gemellaggio tra le due tifoserie; si giocava la trentesima ed ultima giornata, con una lotta serrata per la salvezza tra Genoa, Cagliari, Bologna e Milan, con due posti ancora da assegnare per tenere compagnia al già retrocesso Como.

Il Genoa di Simoni si portò in vantaggio grazie ad un’incornata di Massimo Briaschi, all’intervallo il Milan era sotto di due reti a Cesena ed i giochi parevano ormai fatti ma nella ripresa gli azzurri di Rino Marchesi rovesciarono le sorti della gara, con le reti di Criscimanni e Musella: le notizie arrivate dal S.Paolo diedero nuove speranze al Milan che rovesciò il punteggio in Romagna, portandosi addirittura in vantaggio con Antonelli ad otto minuti dalla fine. A quel punto a retrocedere sarebbe toccato al Genoa ma arrivò l’uomo della provvidenza, Mario Faccenda, nativo di Ischia, che era entrato a dieci minuti dalla fine al posto di Fabrizio Gorin e che realizzò il gol più importante della sua carriera a cinque minuti dal novantesimo. Tutto nacque da un calcio d’angolo, dopo un clamoroso errore del portiere napoletano Castellini , la parabola dalla bandierina venne prolungata a centro area da Roberto Russo e si tramutò in un prezioso assist per Faccenda che infilò tra palo e portiere, decretando la retrocessione del Milan e del Bologna, sconfitto quel giorno ad Ascoli.
Questa la formazione di quel pomeriggio indimenticabile: Martina, Gorin, Testoni, Corti, Gentile, Romano, Boito, Manfrin, Russo, Iachini, Briaschi.

MARCO FERRERA