Genoa-Inter 0-4: il commento alla serata da incubo rossoblu

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Il 17 Febbraio, dopo aver battuto la Lazio con la rete nel recupero di capitan Criscito, il Genoa pareva avviato verso un finale di stagione tranquillo, dovendo affrontare nei due turni successivi Chievo e Frosinone.Anzi c’era chi neppur troppo velatamente parlava di possibile aggancio alla zona sinistra della classifica: i successivi pareggi senza reti contro le ultime della classe e la sconfitta di Parma, senza segnare una rete in 270’, avevano ridimensionato queste speranze che il successivo esaltante successo contro l’imbattuta Juventus aveva riattivato, senza considerare appieno che i campioni d’Italia erano scesi al “Ferraris” appagati dall’esaltante rimonta di pochi giorni prima contro l’Atletico Madrid. La successiva sconfitta di Udine e la batosta casalinga di ieri sera contro l’Inter, accoppiata ad alcuni risultati a sorpresa di chi segue in classifica, devono far alzare le antenne ad una squadra che ha ancora un buon margine di punti su una concorrenza molto folta ( sei sul Bologna terzultimo atteso stasera a Bergamo e cinque sull’Empoli, di fatto uno in più per aver prevalso negli scontri diretti) ma che contro i nerazzurri e tre giorni prima ad Udine è parsa svuotata e priva di energie, con una grande difficoltà a costruire occasioni da rete , a segno solo contro la Juventus nelle ultime sei partite citate e ben cinque volte a secco. La cessione di Piatek in primis, un centrocampo composto di interditori e scarsamente propositivo, l’involuzione di Kouamé troppo solo e spesso impiegato in un ruolo non adatto alle sue caratteristiche, l’accantonamento di Biraschi , forse il più positivo per buona parte della stagione, tutti fattori e considerazioni che devono far riflettere in vista di un finale di stagione in cui il Grifone è atteso da un calendario non facilissimo, con sole tre partite su otto da giocare tra le mura amiche , quattro se consideriamo anche il derby, in trasferta da calendario.

La partita vista ieri sera contro un’Inter dilaniata dalle polemiche, che recuperava il reprobo Icardi dopo quasi due mesi, non è di fatto mai iniziata: la squadra di Prandelli è scesa in campo come svuotata, non riuscendo ad opporre la minima resistenza ad un’avversaria che fin dall’avvio ha preso possesso del campo, con Gagliardini a dettare i tempi della manovra affiancato da Brozovic, con Politano e Perisic larghi sulle fasce e Nainggolan incursore alle spalle di Icardi.

Il Genoa si è opposto con un centrocampo a quattro composto di fatto da altrettanti interni, troppo lento e monocorde, senza nessuno che potesse inventare qualcosa per i due attaccanti, lasciati in balia di Miranda e Skriniar; dopo un quarto d’ora di dominio infruttuoso al primo affondo “la beneamata” è passata, quando Asamoah, ricevuta liberissimo la sfera sulla sinistra, ha alzato la testa ed ha messo in mezzo, dove il velo di Icardi ha premiato l’inserimento di Gagliardini che brucia Pezzella e dall’altezza del dischetto infila Radu per il vantaggio. La rete subita non sveglia la squadra di Prandelli dal torpore ed anzi cinque minuti dopo Icardi potrebbe chiudere precocemente la contesa, quando approfittando di un errore difensivo centrale degli avversari con Radovanovic che gli lascia via libera, si presenta da solo davanti a Radu, prende la mira ma coglie il montante alla destra del portiere.

Il Genoa del primo tempo è tutto in un colpo di testa alto di Kouamé su punizione da destra di Sturaro , il match si chiude di fatto al minuto trentotto, quando Icardi sfrutta un’errato posizionamento di Romero, lo aggira e si presenta centralmente davanti a Radu, il difensore lo cintura e il direttore di gara, Mariani di Aprilia, decreta rigore ed espulsione dell’argentino, con Maurito che due minuti dopo ritrova il gol, spiazzando Radu nell’esecuzione dagli undici metri.

Il tempo si chiude con una conclusione da fuori di poco alta di Nainggolan ma con la sensazione che la partita sia già finita, con Prandelli che dopo lo 0-2 ed in inferiorità numerica per l’espulsione di Romero manda in campo Biraschi per l’inconsistente Sanabria, lasciando il solo Kouamé isolato in avanti, autore dopo otto minuti della ripresa dell’unica conclusione nello specchio, agevolmente amministrata dall’inoperoso Handanovic. Dopo un giro di lancette , siamo al minuto nove, Pereira denota di non giocare mentalmente tranquillo perdendo un facile contrasto all’altezza del centrocampo, Icardi riceve facilmente palla sulla tre quarti da un compagno e premia l’inserimento di Perisic in una difesa allo sbando, con il croato che prende la mira ed infila sul palo lungo l’incolpevole Radu. La partita diventa poco più che un allenamento, con il Genoa assolutamente incapace di una qualsiasi reazione e con i nerazzurri che controllano agevolmente, con un giro palla a tratti anche stucchevole. Bessa rileva uno Sturaro apparso un pesce fuor d’acqua, impiegato in un ruolo non propriamente consono alle sue caratteristiche, va in campo anche Mazzitelli al posto dell’insufficiente e lentissimo Radovanovic, mentre Spalletti richiama Politano, frizzante ed autore di una buona partita, subito dopo la gran parata di Radu su sventola da fuori dell’ex Sassuolo, che segue l’intervento su Nainggolan e precede l’uscita su Icardi lanciato a rete, con il centravanti rilevato nel finale da Keita, con Kouamé che sul fronte opposto non finalizza al meglio un’incursione da sinistra di Bessa.

Prima della fine arriva anche la doppietta personale per Gagliardini, il migliore in campo, che pare avere un conto aperto con il Genoa , visto che aveva segnato una doppietta anche all’andata: il numero cinque incorna un calcio d’angolo proveniente da sinistra e la respinta di Radu avviene quando la sfera ha già superato la linea bianca.

E a fine partita, dopo che la gradinata Nord aveva alternato cori d’incitamento alla squadra e contestatori nei confronti di Preziosi, arrivano i meritati fischi per una formazione apparsa in pericolosa involuzione, con Prandelli che dovrà sicuramente far ritrovare ai suoi gli stimoli e la voglia di lottare , assenti nelle ultime due partite.

Nel match di domenica sera a Napoli, contro un’avversaria che è la seconda forza del campionato ma che ad Empoli è apparsa appagata, dovrà scendere in campo un Genoa diverso, aggressivo e consapevole di dover ancora ottenere i punti necessari per non dover disputare le ultime partite con l’affanno e la paura; mancheranno gli squalificati Romero e Zukanovic, rientrerà dalla squalifica Criscito ed il tecnico di Orzinuovi potrebbe attingere a quei giocatori di esperienza come Pandev e Veloso ieri sera in panchina ma rimpianti vista la pochezza e l’assenza di un minimo spirito di reazione da parte di chi è sceso in campo. Occorre assolutamente rivedere soprattutto l’assetto di un centrocampo troppo lento e compassato ed affidarsi solo a chi in campo sia in grado di dare tutto, sia in termini di motivazioni e voglia, magari a quei giocatori come Favilli e Lapadula, per vari motivi scomparsi dai radar e che magari potrebbero trovare le reti necessarie a far uscire da questa pericolosa involuzione e sterilità offensiva la navicella rossoblù.

MARCO FERRERA 

GENOA-INTER 0-4

Marcatori: p.t. 15’ Gagliardini 40’ Icardi (rig.) s.t. 9’ Perisic 36’ Gagliardini

GENOA (4-4-2): Radu 6 – Pereira 4,5 Romero 4,5 Zukanovic 5 Pezzella 5 – Lerager 5  Rolon 5 Radovanovic 4,5 (36’ s.t. Mazzitelli n.c.) Sturaro 5 (20’ s.t. Bessa 5,5) – Sanabria 4,5 (41’ p.t. Biraschi 5,5) Kouamé 6 All: Prandelli

INTER (4-2-3-1): Handanovic 6 – D’Ambrosio 6 Miranda 6,5 Skriniar 6 Asamoah 6,5 – Gagliardini 8 Brozovic 6 (20’ s.t. Joao Mario 6) – Politano 7 (28’ s.t. Borja Valero n.c.) Nainggolan 6,5 Perisic 6,5 – Icardi 6,5 (35’ s.t. Keita n.c.) All: Spalletti

Arbitro: Mariani di Aprilia 6,5

Note: serata fresca ma non piovosa, temperatura sui 9-10 gradi, terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti Lerager, Asamoah, Zukanovic. Espulso Romero al 38’ per fallo da ultimo uomo. Calci d’angolo 5 a 1 per l’Inter.