L’analisi di Sampdoria-Atalanta: uno spot per il calcio, ma Gasperini…

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Premettiamo subito: è stata una bellissima partita, giocata a darle e prenderle, novantasei minuti in cui sembrava di assistere ad un match europeo e non ad una delle tante monotone partite del nostro campionato. Merito dell’Atalanta, alla fine vincitrice senza rubare nulla ma anche della Samp, che avrebbe potuto rimontare una seconda volta senza che nessuno potesse gridare allo scandalo. Hanno vinto tutti, i calciatori in maglia nerazzurra che giocano da squadra, a fisarmonica, con una feroce determinazione e rabbia agonistica in ogni zona del campo, con punte d’eccellenza tecnica quando la palla arriva ai tre davanti, quelli in maglia blucerchiata, anzi bianco rosso nera , indossata per celebrare i centoventi anni della Sampierdarenese, un pubblico caloroso e che ha cantato incessantemente, anche il direttore di gara, che ha arbitrato “ all’inglese” favorendo lo spettacolo, ha vinto Giampaolo, che negli spogliatoi ha fatto i complimenti agli avversari senza attaccarsi ad infortuni od episodi magari un pizzico sfortunati. L’unico che esce da questa contesa senza meritare troppi elogi è proprio l’artefice del miracolo orobico, di questa squadra che gioca bene e fa innamorare: Gian Piero Gasperini, resosi protagonista di un episodio davvero spiacevole al momento della sua espulsione. Il tecnico di Grugliasco stava lasciando il terreno di gioco, furibondo per il rigore , peraltro netto, decretato ai danni dei suoi quando, all’imbocco del tunnel che porta negli spogliatoi, accompagnato dai fischi della folla, ha colpito con una manata Massimo Ienca, segretario blucerchiato ed ex dirigente genoano, quando “Gasp” sedeva sulla panchina rossoblu, crollato a terra dopo la vigorosa manata. Un brutto episodio ma aggravato soprattutto dalle dichiarazioni del tecnico nel dopo partita, che ha accusato Ienca catalogandolo come “genoano di vecchia data che ha fatto questa sceneggiata per recuperare in termini di sampdorianità”: bene avrebbe fatto una persona matura come Gasperini a non rilasciare dichiarazioni o quantomeno a chiedere scusa , adducendo alla tensione agonistica quanto avvenuto, anche perché le immagini lo inchiodano e lo smentiscono e sarà ora la procura federale a decidere il da farsi.

Ma veniamo al match, dicevamo di una partita che ha confermato il gran momento degli orobici ed ha invece parecchio ridimensionato le speranze di Europa della Samp, da ieri a cinque punti dalla zona che conta. I primi venti minuti degli ospiti sono stati intensissimi, Ekdal e compagni non riuscivano ad eludere il pressing avversario , subendo costantemente davanti ad Audero, che dopo 8’, sulla pressione di Ilicic, ha rischiato la frittata rinviando sulla schiena dello sloveno mentre al quarto d’ora anche Andersen ha rischiato l’autogol per anticipare un avversario. La Samp è riuscita ad allentare la costante spinta avversaria solo poco prima del 20’, quando un lungo lancio di Sala ha pescato Praet che è arrivato in corsa nel cuore dei sedici metri ma ha messo alto al volo sull’uscita di Gollini. In questa fase, dopo un avvio da incubo i blucerchiati prendono le misure agli avversari, funziona la catena di destra con un propositivo Sala ed un ispirato Praet, Ekdal prende in mano il centrocampo e sfiora il vantaggio al 26’, quando una sua rasoiata dai venti metri sfila di poco a lato sulla destra dell’estremo ospite; alla mezz’ora la sontuosa progressione di Praet serve Quagliarella che all’altezza del dischetto porge all’indietro per l’arrembante e troppo timido Gabbiadini, il cui sinistro si infrange sul compagno. E’ il momento migliore dei padroni di casa ma gli ospiti replicano e riprendono temporaneamente possesso della partita: prima è prodigioso Ekdal nel recupero difensivo ad anticipare Ilicic sottomisura e poco dopo, su manovra avvolgente degli orobici, il cross da destra dell’ottimo Mancini trova la deviazione aerea di Zapata, alta di un soffio alla destra di Audero. Al 41’ la Samp ha la miglior palla gol della prima frazione e la sfera da infilare capita però sui piedi poco educati di Linetty, che dall’altezza del dischetto ciabatta troppo debolmente, permettendo la respinta a Gollini, dopo slalom speciale di Sala sulla destra. Subito dopo si ferma Saponara, fino a quel momento farraginoso ed inconcludente per un problema muscolare e Giampaolo immette Ramirez, al rientro dopo l’infortunio.

La ripresa si apre sulla stessa falsariga dell’avvio ma l’Atalanta capitalizza questa volta con la rete: dopo una splendida uscita di Audero su Ilicic pronto a scaraventare in gol ed un palo colto in scivolata da Gosens conseguente ad un’iniziativa da destra di Hateboer, arriva la rete dell’ex, con Zapata che ruba il tempo al claudicante Sala ed infila Audero con la compartecipazione di Andersen. La Samp accusa il colpo, un doppio tentativo dell’abulico Gabbiadini termina alto e Sala si deve arrendere, rilevato da Bereszynski ed a metà tempo i blucerchiati arrivano al pari: è incomprensibile ma passibile di rigore la trattenuta di Gomez su Ramirez e Quagliarella infila dagli undici metri, per la ventesima rete stagionale che lo issa ai vertici della classifica marcatori, subito dopo la sceneggiata con espulsione di Gasperini . Pasalic rileva lo stanchissimo Gomez, Audero è prodigioso subito dopo la mezz’ora a dire di no al colpo di testa del nuovo entrato , passano sessanta secondi e gli ospiti tornano a condurre, Ilicic conclude in diagonale da destra , Audero smanaccia come può ma quasi all’altezza del fondo campo Gosens inventa un sinistro che si infila nella porta sguarnita. Ma non è finita perché nel finale il grande protagonista diventa Gollini, straordinario nel tuffo sulla sua destra a vanificare la capocciata a botta sicura di Ekdal, ricacciando in gola allo svedese ed alla Sud alle sue spalle l’urlo del gol. Nel recupero fiume Defrel è troppo timido e da buona posizione calcia ancora addosso al portierone ospite e Fabbri decreta la fine delle ostilità.

Chapeau all’Atalanta, il miglior complesso visto al “Ferraris”, una squadra armonica, di stampo europeo, che accoppia quantità, con un pressing ed una lotta costante in ogni zona del campo a tanta qualità, garantita da Ilicic e Gomez, con la grande fisicità di Zapata ed un centrocampo di lotta e di governo, con punte d’eccellenza per l’onnipresente Freuler e per Gosens, pendolino costante sulla fascia sinistra e capace di siglare il gol partita, con una difesa molto coesa davanti al paratutto Gollini, superato solo dal rigore di Quagliarella.

Nella Samp molto bene Praet ed Ekdal, più che sufficienti Sala ed Andersen, sono mancati all’appello Saponara e soprattutto Gabbiadini, dal quale ci si attende decisamente di più, con Colley che a differenza del compagno di reparto ha commesso qualche errore di troppo e Murru troppo timido, preoccupato dalla presenza di Ilicic e propositivo solo nel finale, quando il croato ha lasciato il posto a Castagne per blindare il successo della Dea. Una sconfitta che fa male e che ridimensiona molto le speranze di qualificazione europea per la Samp, che Giampaolo dovrà essere bravo a ricompattare per permettere ai suoi di ottenere risultati di prestigio in un finale di stagione che rischia altrimenti di diventare anonimo e senza obiettivi.

SAMPDORIA- ATALANTA 1-2

Marcatori: s.t. 5’ Zapata 22’ Quagliarella (rig.) 32’ Gosens

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero 7 – Sala 6,5 (14’ s.t. Bereszynski 5) Andersen 6,5 Colley 5,5 Murru 6 – Praet 7 Ekdal 7 Linetty 5,5 (39’ s.t. Defrel n.c.) – Saponara 5 (45’ p.t. Ramirez 5,5) – Gabbiadini 5 Quagliarella 6 All: Giampaolo

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini 8 – Mancini 6,5 Djimsiti 6,5 Masiello 6 – Hateboer 6,5 De Roon 6,5 Freuler 7,5 Gosens 7,5 (48’ s.t. Palomino nc.)- Gomez 6,5 (27’ s.t. Pasalic 6,5) – Ilicic 6,5 (42’ s.t. Castagne n.c.) Zapata 7 All: Gasperini

Arbitro: Fabbri di Ravenna 6,5

Note: giornata grigia e nuvolosa ma non fredda, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Murru, Ramirez, Zapata, Freuler Espulso Gasperini al 20’ s.t. per proteste. Caldi d’angolo 7 a 4 per l’Atalanta. Spettatori 20896 di cui 17057 abbonati e 3839 paganti per un incasso di Euro 257.631.

Marco Ferrera