Sampdoria: con questo Quagliarella l’Europa è possibile

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“No Quaglia, non party”. Non si offendano i compagni, ma la Samp con il vero Quagliarella è degna di una poltrona europea, la Samp senza l’ispirazione (e soprattutto i gol) del bomber dovrebbe ridimensionare, e non di poco, le proprie ambizioni.

Ormai non esistono più aggettivi per definire le imprese di questo straordinario calciatore, che in carriera ha ottenuto molto meno di quanto avrebbe meritato. I tifosi doriani se lo godono e si esaltanto a cadenza quasi settimanale, senza capire dove l’eterno ragazzo di Castellamare trovi tutte le energie per sprigionare il proprio inarrivabile talento a 36 anni compiuti

A Ferrara Quaglia si è superato. Le due reti firmate e il legno colpito non rientrano nella normalità, ma sono tre chicche prelibate, tre colpi da maestro, tre invenzioni che racchiudono perfettamente quanto si chiede ad un attaccante moderno: atletismo, classe, rapidità e freddezza. Ma la dote prevalente è un’altra ancora, pur non appagando la vista: si tratta della serietà professionale a prova di bomba, premessa indispensabile per poter esprimere con costanza giocate così fantastiche.

Quagliarella sta andando oltre la più rosea delle aspettative: neppure i dirigenti calcistici più lungimiranti avrebbero potuto prevedere un “boom” così fragoroso. Forse, nella scelta degli operatori doriani c’è stata anche una dose di fortuna, ma chi può negare l’incidenza dell’ambiente (società e tifoseria unite in un connubio indissolubile), davvero ideale, nella tardiva deflagrazione di questo ex buon giocatore scopertosi fuoriclasse dopo aver superato la trentina?

A Giampaolo va il merito di aver creato all’atleta le condizioni ottimali per far risaltare certe qualità potenziali: un gioco proficuo, un ruolo tattico calzante, la giusta responsabilizzazione che si riflette anche nell’utilizzo del giocatore anche quando le sue condizioni non sono perfette: tanto per non perderlo psicologicamente.

Chiaramente, sin quando Quagliarella giocherà a questi livelli, non si porrà il tema degli sbocchi offensivi alternativi. Se il campano dimostrerà anche contro avversari più corposi di aver ritrovato definitivamente la brillantezza, sarà doveroso inseguire il passo europeo con la massima convinzione. Dopo tutto, attorno al cannoniere ruotano compagni in grado di formare un collettivo funzionale. Insomma, il prode Fabio non si è mai sentito abbandonato a se stesso, e lo confermano i deliziosi assist ricevuti a Ferrara.

La Samp, intanto, ha ripreso a picchiare duro sulle provinciali, come gli capita da inizio stagione, se escludiamo il capitombolo casalingo col Frosinone. Certo, è stato un colpo di buona sorte affrontare gli spallini in un momento per loro sfavorevole, aggravato dall’assenza di Lazzari, l’unico elemento in grado di fare la differenza. Quanto al gol di Floccari, annullato dal Var, fermiamoci a sostenere che – seppur di qualche centimetro irrilevabile dall’occhio umano – il regolamento è stato rispettato, e pazienza se l’epilogo della vicenda avrebbe fatto imbestialire chiunque al posto del clan spallino preso nella sua interezza.

Archiviato con entusiastimo il capitolo emiliano, la Samp ritorna nell’orbita degli scontri diretti, e va detto che peggior cliente dell’attuale Atalanta il calendario non poteva riservare. E’ una sorta di spareggio, sulla carta assai avvincente, tra due filosofie tattiche distantissime ma ugualmente apprezzabili. Vero che i bergamaschi potranno giocarsi, in prospettiva Europa, anche la chance della Coppa Italia, ma di sicuro non si deconcentreranno in campionato e si presenteranno agguerritissimi a Marassi. I punti in palio hanno una pesantezza particolare, soprattutto per i blucerchiati, ora indietro di due lunghezze. Vero che la resa dei conti è ancora lontana, ma – considerando anche l’emergente Torino – serve il bottino pieno per scalare i gradini della gerarchia.

                        PIERLUIGI GAMBINO