La marcia ascendente della Samp. Spal importante crocevia

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Da malaticcia a convalescente e prossima alla guarigione. Questi gli aggettivi che meglio calzano per una Sampdoria che ha ripreso la marcia ascendente a spese del Cagliari. Concordiamo con mister Giampaolo riguardo all’analisi sull’iniziale mezza partita: più che le difficoltà tecniche, i blucerchiati hanno dovuto sopportare le remore psicologiche dovute ai recenti insuccessi. 

Nella ripresa, però, si è rivista la squadra… antica, capace di schiacciare progressivamente gli avversari e passare all’incasso.

Certo, rimangono delle lacune, prima fra tutti la fatica enorme a buttarla dentro. Negli ultimi tempi rari sono stati i gol su azione, tutti o quasi prodotti da Gabbiadini. Che Quagliarella non potesse esprimersi su livelli siderali sino a maggio era fisiologico, ma una squadra di discrete ambizioni deve trovare alternative offensive di tutto rispetto. Purtroppo, i centrocampisti non hanno eccessiva vocazione alla segnatura e tra le punte il solo “Gabbia” trova con una certa frequenza il bersaglio. E qui si ripropone l’anico dilemma: il cavallo di ritorno meriterebbe maggiore spazio dal primo minuto o fa bene il trainer a sfruttarne le qualità come subentrante? Impossibile rispondere. Secondo noi, Gabbadini meriterebbe una maglia da titolare, sia per le sue indiscutibili doti, sia per il perdurante momento-no del suo pari ruolo Defrel, il quale da mesi ha le polveri bagnate e nn riesce ad interrompere il sempre più lungo diguno. Inutile, d’altronde, è tornare sul tema di fondo rigurdante la mancanza in rosa di un fromboliere, magari povero tecnicamente ma ricco di fisicità.

La Samp, insomma, difficilmente si riproporrà come macchina da gol, ma il gioco impostato da Giampaolo dovrebbe ugualmente garantire una mietitura accettabile. Non si dimentichi che presto tonerà Ramirez, giocatore sicuramente non esemplare quanto a continuità, ma strategico e spesso determinante per aprire i varchi alle punte e decidere i match con una giocata delle sue.

Purtroppo, il suo sostituto naturale, Saponara, dopo un avvio eccellente di esperienza blucerchiata, si è adagiato si un melenso tran-tran e non ha più inciso realmente. Con il Cagliari, pur manifestando volontà e spirito di iniziativa, è stato tra i peggiori in campo. Un vero peccato, considerato il suo elevatissimo talento.

La trasferta a Ferrara, pur complicata dall’assenza per squalifica di Ekdal, non appare terribile e offre altre chance di recupero in classifica. La conquista del settimo posto (sempre che serva a qualcosa, valutate le semifinaliste di Coppa Italia) non è utopistica: dopo tutto, l’Atalanta si è un po’ sgonfiata, la Fiorentina non decolla e il Toro non brilla per costanza di rendimento. E’ doveroso crederci, insomma, ma anche la dirigenza dovrà fare la sua parte inviando qualche perentorio messaggio alla tifoseria e, soprattutto, all’ambiente.

Pierluigi Gambino