Genoa-Sassuolo 1-1: l’analisi, punto d’oro per il Grifone

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E’ un punto importante per la classifica quello ottenuto dal rinnovato Genoa al cospetto di un Sassuolo che non ha saputo fare il salto di qualità auspicato da De Zerbi. Il Grifone è un cantiere aperto, con tre nuovi nella formazione mandata in campo da Prandelli, che ha rivoluzionato il centrocampo, con Radovanovic e Lerager subito in campo, Veloso in panchina e Sandro e Romulo, due che nei pronostici estivi   avrebbero dovuto essere tra i cardini del Grifone, ceduti la scorsa settimana, con Hiljemark perduto per l’intera stagione ed il solo Bessa superstite nel reparto nevralgico.

Il Genoa va in campo come se fossimo ad agosto , alla ricerca dell’intesa , peccato che la stagione sia già nella fase discendente e per fortuna Criscito e compagni continuano a mantenere un buon margine sulla zona calda, anche se la vittoria del Bologna a San Siro ha accorciato il divario, che rimane comunque di sette punti sul terz’ultimo posto e con tante squadre alle spalle del Grifone.

Sanabria, pur con diverse caratteristiche rispetto a Piatek , dimostra di vedere la porta , anche ieri ha bagnato il suo esordio con un gol importante, da centravanti, arrivato in un momento delicato della partita, poco prima dell’intervallo con i nero-verdi in vantaggio.

In avvio Prandelli si affida al 4-2-3-1 ma poi passerà nel corso della prima frazione ad un più produttivo e scolastico 4-4-2, la partenza del match è soporifera, con gli ospiti che comandano il gioco, con la loro fitta trama di passaggi, nel tentativo di stanare l’undici di Prandelli, che resta guardingo senza scoprirsi ed il risultato è quello di restare con il taccuino immacolato per quasi mezz’ora, con una punizione da posizione defilata di Berardi che Radu storna in corner per evitare problemi e con Sanabria che al 17’ arriva in lieve ritardo su cross da sinistra di Bessa.

Poco prima della mezz’ora il match si sblocca: è avvolgente e tutta di prima la manovra avversaria che parte da destra, con rapidi scambi tra Duncan, Berardi, Babacar e Locatelli che ad un tocco premia l’inserimento di Djuricic che infila Radu dopo aver eluso il disperato tentativo di Biraschi, con Criscito e compagni che si fanno sorprendere dall’azione in stile rugbistico degli emiliani, alla prima vera accelerazione della partita.

Radovanovic e Lerager sono centrocampisti di passo e non certo rapidi, Lazovic e Bessa appaiono in giornata no e lo stesso Kouamé è spesso discontinuo e poco pratico nelle sue giocate, Biraschi non appare perfettamente a suo agio nella difesa a quattro e la rimonta appare difficile, contro una squadra che palleggia molto attorno a Sensi, uomo squadra dell’undici di De Zerbi. Sanabria arriva fuori tempo su un delizioso assist da destra di Lazovic e tutto solo cestina di testa a lato, Babacar non sfrutta una ripartenza degli ospiti calciando a lato dal limite anziché servire un compagno e quando ci si avvia stancamente verso la fine della prima frazione arriva l’importantissimo pari: da destra ancora Lazovic traversa verso il centro dove Kouamé, stretto nella morsa tra Duncan e Lirola, riesce a colpire di testa, la sfera schizza verso il dischetto dove Sanabria, in torsione letale, esplode il destro che non lascia scampo a Consigli, per la sua prima gioia sotto la Nord.

Subito dopo Radovanovic cincischia troppo al limite dopo percussione centrale e non sfrutta una buona opportunità, facendosi contrarre dal muto avversario; al rientro in campo De Zerbi presenta Bourabia per Sensi, non al meglio e dopo un tentativo alto di testa di Lerager, migliorato nel corso della seconda frazione ed una conclusione del fumoso Babacar rintuzzata senza problemi da Radu, il neo entrato franco-marocchino impegna due volte l’estremo rumeno, prima con un velenoso destro da oltre trenta metri rintuzzato in corner e poi con un’improvvisa conclusione da posizione defilata bloccata a terra. Gli ospiti non riescono a sviluppare le loro trame come nel primo tempo, vuoi per gli accorgimenti tattici operati da Prandelli e vuoi per l’uscita di Sensi, la partita rimane piuttosto monotona ma sono i rossoblù a tenere meglio il campo rispetto ai primi quarantacinque minuti ed a metà tempo Sanabria è pericolosissimo con uno spunto ed una conclusione da posizione defilata che scorre davanti alla porta difesa da Consigli facendo gridare al gol, con nessun compagno pronto a seguire la giocata del paraguaiano.

Dopo una spunto da destra di Lirola, con il nuovo entrato Boga ancora murato dall’ottimo Radu, la palla gol più nitida è genoana ed arriva a sei minuti dal novantesimo, quando Consigli spedisce in corner con un volo plastico la conclusione dall’altezza del dischetto di Kouamé, che da quella mattonella avrebbe potuto fare decisamente meglio. Gli ingressi di Veloso , Pereira e Pandev nel finale non cambiano il corso della partita che rimane inchiodata su un risultato di parità che alla fine pare accontentare tutti.

Dopo la vittoria di Empoli, fondamentale per la lotta salvezza, arriva questo pari interno contro l’attrezzato Sassuolo, quattro punti in due partite che sono un buon viatico per il nuovo Genoa che Prandelli sta cercando di assemblare al meglio. Nella difesa schierata a quattro ha avuto qualche passaggio a vuoto Biraschi, non straripante come quello di qualche tempo fa, con Criscito in difficoltà nell’uno contro uno ma capace con l’esperienza ed il posizionamento di stroncare alcune situazioni pericolose. Quell’esperienza che Prandelli ha ricercato in Zukanovic, ancora arrugginito dopo la lunga assenza ma in crescita , con il solito Romero, padrone del pacchetto arretrato, autore della solita prestazione sopra le righe, con la pecca dell’ammonizione che lo costringerà a saltare la delicata trasferta di domenica a Bologna all’ora di pranzo. Difficile giudicare la prestazione dei due nuovi di centrocampo, entrambi sono parsi giocatori di passo e piuttosto lenti, Radovanovic nelle intenzioni di Prandelli dovrà dettare i tempi alla squadra ed è calato fisicamente sostituito poi da Veloso , ancora fischiato al suo ingresso in campo, Lerager, viceversa, dopo un primo tempo assolutamente anonimo, è parso prendere confidenza con la nuova realtà nel corso della partita, rimanendo infatti in campo fino al termine. Lazovic e Bessa non hanno ripetuto la brillante prestazione di Empoli ma mentre il serbo se non altro si è reso protagonista di alcuni buoni cross da destra, su uno dei quali è poi nato il pari di Sanabria, Bessa è ritornato , e speriamo solo per una domenica, il giocatore inconcludente e spesso fumoso dei suoi primi passi in maglia genoana. In avanti Sanabria ha mostrato di saper annusare la porta e pur ancora lontano dalla migliore condizione è stato letale e si è fatto trovare pronto nell’occasione decisiva, al contrario del solito generoso Kouamé, che nel finale ha fallito la palla della vittoria ed è apparso soffrire più di altri il nuovo assetto voluto dal tecnico di Orzinuovi.

Marco Ferrera

GENOA-SASSUOLO 1-1

Reti: 28’ Djuricic 41’ Sanabria

GENOA (4-2-3-1): Radu 6,5 – Biraschi 5,5 Romero 7 Zukanovic 5,5 Criscito 6 – Lerager 5,5 Radovanovic 5,5 (31’ s.t. Veloso n.c.) – Lazovic 5,5 Bessa 5 (34’ s.t. Pereira n.c.) Kouamé 6 – Sanabria 6,5 (41’ s.t. Pandev n.c.) All: Prandelli

SASSUOLO (4-3-3): Consigli 6,5 – Lirola 5,5 Peluso 6 Magnani 6 Rogerio 6 – Duncan 5,5 Sensi 6,5 (1’ s.t. Bourabia 6) Locatelli 6 – Berardi 5,5 Babacar 5 (25’ s.t. Boga 5,5) Djuricic 6,5 (38’ s.t. Matri n.c.) All: De Zerbi

Arbitro: Manganiello 6 di Pinerolo

Note: giornata nuvolosa e non molto fredda, terreno di gioco in  discrete condizioni. Calci d’angolo 6 a 4 per il Sassuolo. Ammoniti Duncan, Bourabia e Rogerio (S) Romero (G).