Quagliarella immenso, Audero, Andersen, Ekdal insostituibili

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No, non possiamo pensare che Roberto Mancini, presente in tribuna al Ferraris, dopo aver visto all’opera in diretta Fabio Quagliarella, decida di non convocarlo in Nazionale. Di fronte alle prodezze in serie di quest’eterno ragazzino, non deve contare la carta d’identità. Il campano, prossimo a spegnere 36 candeline in un invidiabile, pazzesco stato psicofisico, forse non potrà garantire al Ct azzurro anni ed anni di meraviglie, ma a tempi brevi sarebbe utilissimo a questa formzione azzurra senza affidabili attaccanti e, comunque, strameriterebbe un riconoscimento tangibile anche in ambiti differenti da quello blucerchiato.

Lo stesso Quagliarella è il principale artefice di questa sua eterna giovinezza, ma non si può trascurare l’importanza dell’ambiente sampdoriano, ideale per esaltare le qualità del giocatore e per regalargli la dovuta serenità. Quaglia, probabilmente, non renderebbe a questi livelli se si trovasse ad indossare la maglia di una “big”, magari più stimolante a livello di obiettivi, ma di certo foriera di maggiori responsabilità e obblighi. A Genova, Fabio può godere delle condizioni ottimali per prolungare sine die la propria carriera a suon di delizie calcistiche ineguagliabili.

Ovviamente, l’idolo di oggi non potrà insidiare il primato di passione goduto, in seno alla tifoseria doriana, da Mancini, Vialli, Vierchowod, Okwirk e altri fuoriclasse, ma è di gran lunga il più amato dai tempi successivi alla Samp scudettata. Fabio è un campione universale, idolatrato dalla Sud, ma rispettato e riempito di elogi anche dai supporters di tutta Italia: i suoi miracoli calcistici infatti si sposano con un serietà, una professionalità ed un impegno ammirati ovunque.

Lunga vita a Quaglia, che rientra nel novero degli insostituibili di casa Samp assieme con Audero, Andersen, Ekdal: insomma, l’asse centrale della squadra, cui si può aggiungere Praet. Le altre maglie non hanno un inquilino fisso, ed è un’alta forza della rosa blucerchiata, che in parecchi ruoli vanta doppioni di assoluto livello.

Non si dimentichi il recete innesto di Gabbiadini, valore aggiunto in grado di convivere alla grande con Quagliarella, sfruttando una non comune duttilità tattica. Il cavallo di ritorno diventerà presto titolare inamovibile a danno di Defrel, che anche sabato – nonostante si sia procurato il rigore sblocca partita – ha ribadito limiti indiscutiili. Mancava una seconda bocca da fuoco, che potesse affrancare il capocannoniere a da qulche onere realizzativo: lacuna colmata alla grande, E qui fiorisce un piccolo rimpianto: non era il caso di schierare con largo anticipo il nuovo arrivato anche a Firenze? Forse, si sarebbe vinto anche quella partita, e la classifica stasera sarebbe esaltante.

Comunque, ci sono mille motivi per esultare ugualmente. Vero che il calendario di questo secondo turno di ritorno rigurgitava di scontri al vertice, ma chi avrebbe immaginato che nessuna delle formazioni più avanti in classifica (fatta salva logicamente la Juve, che sta facendo campionato a sé) avrebbe vinto?

A questo punto, con il sesto posto solitario in saccoccia ed il morale alle stelle, è sarcosanto credere nell’Europa, pur non mancando una nutritissima concorrenza, La speranza è che, con l’avvicinarsi della resa dei conti, le direzioni arbitrali non pesino a favore delle compagini metropolitane.

Ultimo pensiero, dedicato alla società. Sarà un caso, ma da quando i rapporti tra il patron Ferrero e gran parte della tifoseria si sono raffreddati, Edoardo Garrone è tornato a frequentare la tribuna del Ferraris: quasi intendesse lanciare messaggi indiretti al popolo blucerchiato, che lo aveva spinto ad allontanarsi. La questione della presidenza continua a tener banco, ma di fronte all’operato di un clubc he ha costruito una squadra da primi posti e sta lavorando egregiamente per dotarsi di strutture collaterali rilevanti (vedi il centro sportivo di Bogliasco, destinato a diventare un capolavoro), certe prese di posizioni nei confronti del Viperetta – tutt’altro che apprezzabile nelle sue assurde esternazioni, in attesa di veder chiaro in una vicenda giudiziaria alquanto spinosa che lo riguarda – dovrebbero psssare in secondo piano. Quasi tutte le tifoserie d’Italia farebbero volentieri uno scambio tra i dirigenti dei propri club e quelli attuali della Sampdoria, compreso il numero uno.

Pierluigi Gambino