Genoa, dopo il Ballardini il nulla: anche il Chievo ha fatto più punti

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E’ impietosa la fotografia del Genoa, sconfitto alla prima del girone di ritorno dal Milan al “Ferraris”: dopo la vittoria di Frosinone (era la settima giornata ma per i rossoblù di fatto la sesta partita, dovendo recuperare il match contro il Milan a S.Siro) la squadra allora guidata da Ballardini aveva dodici punti in classifica. Da allora il Grifone ha ottenuto solo otto punti, frutto di una vittoria (contro l’Atalanta) cinque pareggi ed otto sconfitte, di peggio in questo scampolo di stagione ha fatto solo il Bologna con sette punti, perfino Chievo e Frosinone così come la Spal ne hanno messo insieme nove, l’Udinese dieci , l’Empoli dodici ed il Cagliari quindici…

La società del presidente Preziosi deve far tesoro di questo ruolino di marcia per evitare di trovarsi coinvolta nelle zone più pericolose della classifica, Criscito e compagni hanno ancora un tesoretto da potersi spendere, grazie soprattutto alle reti di Piatek che in avvio di stagione hanno consentito di ottenere quelle vittorie che avevano illuso l’ambiente. Ora il bomber polacco è partito per la sponda rossonera dei Navigli e Prandelli dovrà avere a disposizione al più presto quei rinforzi necessari a tenere in linea di galleggiamento il “Vecchio balordo”.

La partita andata in scena ieri pomeriggio nel semideserto e freddissimo Marassi ( solo 8172 gli spettatori con 1790 paganti…) è emblematica del momento difficile che vive la squadra rossobù, sia a livello tecnico che ambientale. L’occasione di fare punti era ghiotta, contro un Milan due, imbottito di seconde linee e reduce dalla sconfitta di Supercoppa contro la Juventus, passato in pochi giorni dai quasi trenta gradi di Gedda al freezer genovese.

Prandelli propone la difesa a quattro, rispolverando Zukanovic di fianco a Romero, con Biraschi e Criscito, riportato al suo ruolo naturale, a completare la linea difensiva, affidando a Veloso le chiavi del centrocampo affiancato da Rolon, con Lazovic sulla destra e Bessa pronto agli inserimenti da sinistra alle spalle di Kouamé e di Pandev, precettato dopo lunga naftalina nel ruolo di centravanti.

Gattuso, squalificato e sostituito in panchina da Riccio, è obbligato nelle scelte ed affida a Cutrone, match winner di Coppa Italia nove giorni prima su questo campo contro la Samp, le chiavi dell’attacco, con Higuain già in partenza per Londra; il giovane talento viene affiancato in avanti dal rientrante ex Suso e da Borini, con un centrocampo dove il solo Bakayoko appare in grado di far legna a differenza dei compagni di reparto Calhanoglu e Paquetà, più portati al fraseggio e meno alla concretezza, con la coppia centrale Musacchio e Zapata supportati all’esterno da Abate e Rodriguez.

La prima frazione dei ragazzi di Prandelli è incoraggiante, il taccuino si macchia di spunti offensivi tutti di marca genoana, dopo due tentativi nel primo quarto d’ora di Kouamé, frenato in corner e di Biraschi , che calcia alto, arriva una tegola per il Diavolo, con Zapata che paga il pessimo terreno di gioco e si infortuna, così come era avvenuto per il doriano Linetty dieci giorni orsono, a conferma di un prato rizollato ma assolutamente inadeguato ad ospitare incontri di massima serie, con tantissima sabbia che si solleva rendendo problematiche la manovre palla a terra. Dicevamo di Zapata, costretto ad uscire e Gattuso che deve ridisegnare la linea difensiva, con l’inedita coppia centrale Abate-Musacchio e Conte inserito sull’out di destra.

Fioccano le occasioni per un buon Genoa, che ha il solo torto di non concretizzare la sua superiorità, l’incornata di Kouamé su corner di Lazovic sfila di poco a lato sulla destra di Donnarumma che un minuto dopo (siamo al 24’) toglie da sotto la traversa il destro di Lazovic destinato in gol, tre minuti dopo Bessa, servito da uno splendido dai e vai da Pandev, colpisce da pochi metri l’estremo rossonero, come fosse l’orsetto dei baracconi, invece di incrociare sul palo lungo , a cavallo della mezz’ora ha due buone opportunità Pandev, con il portiere della Nazionale ancora reattivo .

Ed il Milan? Assolutamente inesistente e passivo anche se i rossoneri sfruttano un momento di rifiatamento dei padroni di casa e si presentano due volte dalle parti di Radu, prima con una punizione alta di Calhanoglu ed allo scadere con un lampo di Paquetà, che con il sinistro coglie il palo destro di Radu .

Una prima frazione che il Grifone vince nettamente ai punti ma l’imprecisione sotto porta, unita ad un Donnarumma in grande spolvero ed alla mancanza di un vero bomber (Piatek dove sei…?) permettono al Milan 2 di rientrare negli spogliatoi sul nulla di fatto.

La seconda frazione comincia con una lunga fase di noia a centrocampo , dopo una decina di minuti Borini saggia i guantoni di Radu e sul ribaltamento di fronte Pandev denota la sua scarsa condizione atletica e fisica, attardandosi troppo prima di calciare da buona posizione. Prandelli sostituisce il macedone con Favilli, nell’intento di andare a creare problemi ad una coppia centrale rossonera non proprio di giganti ma la prova del giovane centravanti testimonierà della bontà delle scelte iniziali del tecnico di Orzinuovi, che gli ha preferito Pandev. Un destro di Criscito da fuori sfila di poco a lato alla destra di Donnarumma, Paquetà, cresciuto nel corso della ripresa, quando i ritmi si abbassano, pesca l’arrembante Borini, che da sinistra calcia con il mancino , con Radu che tocca con la punta dei guantoni, per una deviazione decisiva non colta dal direttore di gara e dai suoi assistenti. Il Grifo cala tremendamente dal punto di vista fisico, Rolon e Veloso annaspano in mezzo, con Lazovic e Bessa pure loro in debito di ossigeno, al 21’ Paquetà si divora di testa la palla del vantaggio, pescato tutto solo da Calhanoglu davanti a Radu, che non ha problemi a parare centralmente.

Subito dopo c’è un lampo di Veloso che calcia da appena dentro l’area, con Donnarumma che sventa in due tempi ed al 27’ arriva la rete che incanala il match: Rolon è troppo morbido nel contrasto a centrocampo, Suso premia l’inserimento a destra di Conti che pesca Borini nel cuore dell’area piccola, con il rossonero che sfrutta il movimento sbagliato di Biraschi ed infila l’incolpevole Radu.

Sulla clamorosa traversa colta poco dopo da Veloso, con un gran sinistro da fuori, con il portiere avversario prodigioso nel toccare impercettibilmente ma in maniera decisiva la sfera, si capisce che non è proprio giornata ed al 38’ gli ospiti chiudono la partita con un rapido contropiede, in cui Cutrone pesca dalla parte opposta ed in campo libero Suso, che brucia in velocità lo sfinito Zukanovic ed imbuca la sfera con il destro nell’omonimo angolo difeso dal portiere rumeno. Ed è l’epilogo per una partita anche sfortunata ma che ha messo a nudo i problemi di una formazione calata tremendamente alla distanza e che avrebbe dovuto sfruttare le assenze pesanti di un’avversaria che con questi tre punti si issa al quarto posto in classifica.

I novanta minuti nel freddo e triste catino genovese , popolato da poche migliaia di tifosi e disertato per protesta da gran parte del popolo rossoblù, certificano il momento difficile del Genoa, con Prandelli chiamato al difficile compito di sostituire il centravanti protagonista delle vittorie di questa stagione, quelle vittorie che permettono ai rossoblù di potersi guardare alle spalle potendo contare ancora su un discreto margine di punti sulla zona caldissima. Sarà fondamentale per l’ex tecnico della Nazionale poter contare su alcuni rinforzi all’altezza, considerato che oltre al polacco fino a fine stagione mancherà anche Hiljemark, infortunatosi nel ritiro spagnolo. Preoccupa aver visto una squadra spenta nell’ultimo quarto d’ora, incapace di buttare sul prato quella grinta che è fondamentale e requisito essenziale per portare a casa punti pesanti. Le trasferte di Empoli e Bologna, in cui sarà necessario non perdere, inframmezzate dalla partita casalinga contro il Sassuolo, diranno qualcosa di più chiaro sul futuro di Criscito e compagni.

Marco Ferrera

GENOA-MILAN 0-2

Marcatori: s.t. 27’ Borini 38’ Suso

GENOA (4-4-2): Radu 6 – Biraschi 5,5 (30’ s.t. Pereira n.c.) Romero 6 Zukanovic 5,5 Criscito 6,5 – Lazovic 6 Rolon 5,5 Veloso 6 (38’ s.t. Dalmonte n.c.) Bessa 5,5 – Kouamé 6 Pandev 6 (13’ s.t. Favilli 5) All: Prandelli

MILAN (4-3-3): Donnarumma 7,5 – Abate 6,5 Zapata n.c. (Conti 6,5) Musacchio 6 Rodriguez 5,5 – Paquetà 6,5 Bakayoko 7 Calhanoglu 6 (34’ s.t. José Mauri n.c.) –

Suso 6,5 (43’ s.t. Castillejo n.c.) Cutrone 6 Borini 6,5 All: Gattuso (squalificato in panchina Riccio)

Arbitro: Orsato di Schio 6

Note: giornata molto fredda di tramontana. Terreno di gioco in pessime condizioni nonostante la recente rizollatura. Calci d’angolo 5-5 . Ammoniti: Borini, Romero, Cutrone, Paquetà, Rolon, Zukanovic. Spettatori 8172 di cui 1790 paganti, abbonati 18004 di cui molti hanno disertato lo stadio per protestare contro la decisione dell’incontro giocato alle ore 15 di lunedì.