Sampdoria-Milan: gli agrodolci precedenti in Coppa Italia

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Il tre luglio millenovecentottantacinque era un caldo mercoledì di inizio luglio e dal punto di vista calcistico fu una di quelle serate che rimarranno incise indelebilmente nel cuore dei tifosi blucerchiati: quella sera capitan Alessandro Scanziani , sotto lo sguardo fiero, felice e paterno di Paolo Mantovani, il presidente e davanti a cinquantamila spettatori che gremirono il vecchio catino, alzò al cielo la prima Coppa Italia della storia doriana, il primo di tanti trionfi che riempirono la bacheca della società in un decennio fantastico. Era ancora il “vecchio” Ferraris, con le sue imponenti gradinate, con i distinti inferiori e superiori e la tribuna in stile anglosassone, un impianto dove in occasione di un derby di inizio anni ottanta si contarono 57815 paganti ma dove, tra “portoghesi” ed ingressi di favore, si entrava almeno in sessantamila….

Quella sera la formazione condotta dal “sergente di ferro”, al secolo Eugenio Bersellini di Borgo Val di Taro, è forte dell’1-0 ottenuto pochi giorni prima nella finale di andata a S.Siro, grazie alla stoccata sottomisura di Greame Souness, “Charlie champagne” per i tifosi, un granitico e fortissimo scozzese, ex capitano del Liverpool campione d’Europa, che proprio il tecnico emiliano giudicò il più forte calciatore da lui mai allenato. Fischiava Luigi Agnolin da Bassano del Grappa, il principe dei fischietti dell’epoca, e davanti a Bordon, portiere arrivato due stagioni prima dall’Inter, giocarono Paganin, Renica, Vierchowod e Pellegrini, con Pari, Scanziani e Souness a centrocampo supportati dal “trottolino” Fausto Salsano e davanti i due “dioscuri”, Vialli e Mancini. Quella sera una Samp straripante triturò il Diavolo di Nils Liedholm e già nella prima frazione mise una pesantissima ipoteca sulla conquista della Coppa, con Mancini che infilò dal dischetto Terraneo, sotto una gradinata Sud imbandierata come non mai.

L’apoteosi raggiunse il massimo nella ripresa, quando Gianluca Vialli, diventato quella sera “Stradivialli” (così battezzato dal grande Gioan Brera), s’inventò un prolungato slalom nel cuore della difesa meneghina e dopo un paio di finte incastrò il cuoio nell’angolo basso alla destra dell’impotente portiere milanista.

Il gol di Virdis servì solo ad aggiornare il tabellino, al triplice fischio di Agnolin esplose la festa , il giro di campo con la Coppa, un Mantovani commosso , la gente fasciata di blucerchiato pazza di gioia, la festa che andò avanti per tutta la notte nelle vie cittadine per la conquista del primo trofeo della “Samp d’oro” targata Paolo Mantovani, forse il più bello perché fu il primo di una società fondata trentanove anni prima e che fino all’avvento del più grande presidente della storia doriana si salvava spesso a stento dalla retrocessione….

Negli altri cinque precedenti a Marassi tra le due squadre nella coppa nazionale si sono sempre imposti gli ospiti. Il 19/5/1976 nel girone di semifinale il 2-0 porta le firme di Rivera e Chiarugi, il 19/11/1997 nel ritorno degli ottavi le reti di Leonardo e Cruz resero inutile il sigillo di Sinisa Mihajlovic mentre nel dicembre 2003 fu sufficiente un’autorete di Mirko Conte a regalare il successo ai rossoneri nell’andata degli ottavi di quella edizione. Nel decennio in corso altre due vittorie ospiti, il 16/1/2011 nei quarti di finale la doppietta di Pato per il 2-1 finale (di Guberti la rete doriana), l’ultimo incrocio quello del 17/12/2015, match valido per gli ottavi, un classico 2-0 firmato Niang e Bacca.

Marco Ferrera