Genoa, i gioielli a gennaio restano

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Più che il denaro potè la paura. Sì, paura di finire in B, il sentimento che anima tuttora la dirigenza genoana. Beninteso, il vantaggio sulla terz’ultima non va trascurato, ma non è rassicurante in prospettiva di un girone ascendente che vedrà il Genoa ospite di quasi tutte le pericolanti e padrone di casa contro gli squadroni. Così il Prez, che non può permetterisi, per ragioni economiche, di rischiare la retrocessione ha già deciso di tenersi stretti i gioielli sino al prosimo giugno, quando la rosa genoana subirà il consueto taglio degli elementi più valorosi e quotati.La già impostate cessioni estive dei vari Piatek, Kouamé e Romero sperando che almeno resti Biraschi, altro elemento assai corteggiato serviranno anche a finanziare l’imminente sessione invernale, nella quale gli ottimati rossoblù dovranno esibirsi in un doppio salto mortale: l’ngaggio di autentici rinforzi, atti a colmare le attuali lacune tecniche, e lo sfoltimento di una rosa pletorica, in cui almeno una squadra – dal portiere alla prima punta – potrebbe tranquillamene partire senza che il Genoa ne scapiti, anzi…
D’altronde, mezzo campionato ha mostrato chiaramente i limiti di una compagine che non ha i mezzi per giocarsi la colonna a sinistra della classifica e forse neppure i primissimi posti della “diecina” a destra. La classifica e le prestazioni inducono a giudicare negativo il bilancio al giro di boa el’attuale treeicesma piazza in coabitazione col Cagliari, a ben cinque lunghezze dallo scalino immediatamente superiore, rappresenta lo specchio fedele di una mezza annata lontana dalle speranze di una tifoseria che si sente ancor una volt tradita. Nel giorno della mancata Europa League per ragioni extracalcistiche, Preziosi chiese scusa garantendo che il popolo genoano avrebbe avuto, in futuro, motivo di cancellare l’amarezza. La promessa dev’essere ancora onorata, e l’impegno ad assicurare la permanenza in A, reiteratamente strombazzato dl patron, non può appagare una piazza stanca di campionati anonimi.
Il presidente ha centrato l’ingaggio di ue attaccanti con i controfiocchi, di un difensore giovane e moderno come Romero, di qualche altro altro individuo decoroso (in primis il Rolon ammirato nelle utime gare, dopo mesi di naftalina, ma citemmo pure il portiere Radu, bravissimo tra i pali,e capitan Criscito,che tuttavia sta facendo rimpangere Laxalt), ma ha fallito parecchie altre operazioni, comprese certe incomprensibili conferme in organico. L’anno scorso, in un Grifone non certo trscendentale, Bessa e Lazovic erano riserve ed ora sono assurti a titolari fissi: come pensare che non si tratti di un passo indietro?
Perinetti avrà parecchio da lavoro da svolgere nel giro di qualche settimana. Il Joker di recente ha dichiarato che con Prandelli al timone il Grifo approderà ben che vada al decimo posto, ma il mister bresciano non può compiere miracoli. Per raddrizzare la baracca servirebbero un difensore specializzato nel gioco aereo, almen in esterno di centrocampo e, sempre nel settore nevralgico, un giocatore dotato di “gamba” e ache di tecnica, in grado di attenuare lo stato di abbandono cui sono condnnati da tempo i due attaccanti, costantemente privi di accettabili rifornimenti. In caso contrario, il Genoa dovrà concedere sistematicamente il predominio del gioco agli avversari, limitandosi ai lanci lunghi a superare la zona mediana: le armi delle squadre tecnicamente e fisicamente sporovviste come quella rossoblù, che manca di centimetri, chili di muscoli e talento per andare oltre il piccolo cabotaggio.

Pierluigi Gambino