Lazio-Sampdoria: Olimpico spesso stregato per i blucerchiati

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Un campo spesso stregato l’Olimpico laziale per la Sampdoria, sconfitta 31 volte nei 52 precedenti e capace di ottenere 13 pareggi e solo 8 vittorie, l’ultima vecchia di oltre tredici anni: il 23 Gennaio 2005 la squadra guidata da Novellino si portò in  vantaggio dopo 21 secondi grazie al bielorusso Kutuzov e raddoppiò dopo quattro giri delle lancette con Flachi, che trasformò un rigore. Antonioli fu bravo a neutralizzare un rigore di Di Canio, nella ripresa Rocchi riaprì i giochi prima che Rossini , attaccante della Samp, si facesse ipnotizzare tre volte da Peruzzi, sprecando limpide occasioni, con un palo colto da Rocchi nel finale.

Le ultime due uscite sono da dimenticare: lo scorso 22 Aprile finì 4-0, con Strinic addormentato sulle reti nella prima frazione di Milinkovic e De Vrij, prima che Immobile nel finale mettesse a segno una doppietta, il 7/5/2017 finì ancora peggio, 7-3 per i padroni di casa, in un match sul 5-1 già nella prima frazione, con reti doriane di Linetty e Quagliarella, in gol due volte nel finale.

L’ultimo risultato utile è del 14/12/2015, quando una punizione dell’attuale genoano Zukanovic fissò il pari finale dopo il gol di Matri, il 5 Gennaio dello stesso anno finì con un rotondo 3-0, a segno Felipe Anderson, Parolo e Djordjevic.

Due clamorose sviste di Orsato, arbitro di quella partita, negarono il successo nell’ottobre 2009, finì 1-1 con reti di Matuzalem e Pazzini, con due rigori negati dal direttore di gara veneto, clamoroso quello del pugno di Muslera in uscita sull’attaccante, cui venne rotto il setto nasale.

Il 5-2 per la Lazio del dicembre 1998 risulterà fatale per Luciano Spalletti, giovane mister doriano che sarà poi richiamato dopo l’infausta parentesi Platt-Veneri; quel match sarà ricordato per le tre punizioni vincenti di Sinisa Mihajlovic che impallinarono il povero Ferron, con Eriksson a guidare i biancazzurri dalla panchina.

Andando a ritroso il 16/5/1992 la doppietta di Renato Buso rese inutile il gol del laziale Doll, l’anno precedente, era il 26 Maggio, la Samp fresca di scudetto con tanti suoi giocatori che scesero in campo ossigenati dopo le feste settimanali per la conquista del titolo pareggiarono con un divertente 3-3, a segno Mancini con una doppietta e Vierchowod.

Due vittorie caratterizzarono gli anni ottanta, il 21/4/1985 un 3-0 senza storia firmato Scanziani, Salsano e Vierchowod, nella prima giornata della stagione 1989-90 il 2-0 portò le firma di Luca Pellegrini e Gianluca Vialli.

Ma Lazio-Samp evoca tra i più anziani il ricordo della partita giocata l’8 Maggio 1966 allo stadio Flaminio, dove scese in campo la formazione guidata da “Fuffo” Bernardini in lotta per la salvezza ma in costante rimonta, con dieci punti ottenuti nelle ultime sei partite (c’erano i due punti per vittoria…): molti i tifosi sugli spalti con tamburi e megafoni, guidati tra gli altri dai mitici Beppe Andreotti e Damiano Damoia, il popolare “tamburino”, era quella la Samp dei Battara, Dordoni, Masiero, Delfino, Morini, Vincenzi, Salvi, Sabatini, Cristin, Frustalupi e Catalano…

Match equilibrato ma ad un quarto d’ora dal termine l’ineffabile Bernardis di Trieste (un Trentalange ante litteram…) negò un clamoroso rigore per atterramento da parte del portiere laziale Gori su Cristin, lanciato a rete da Catalano, un episodio immortalato in molti clubs doriani con una gigantografia e che di fatto decretò la prima retrocessione della storia, arrivata ufficialmente due settimane dopo con la sconfitta per 2-1 nella Torino bianconera.

Marco Ferrera