Prove di rinascita per la Sampdoria

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Vincere, anche senza incantare, per invertire la rotta e sollevare i piedi da quel’inatteso piano inclinato rivolto verso il precipizio. Missione compiuta, in una serata gelida nella quale le implicazioni per il morale prevalevamo sulle considerazioni legate alla classifica. La Samp, opposta al modestissimo Bologna, eraa avvolta nel suo mantello di paura sin quando Ramirez non ha strappato dai piedi Pulgar la palla decisva per spingere Quagliarella al gol del sorpasso. D’incanto, quel blocco psicologico iniziale, accentuato dal pareggio dei petroniani dopo l’iniziale vantaggio di Praet, svaniva e i blucerchiati si ritrovavano, cancellando quelle settimane di sofferenza e di spaesamento, tipico di chi è immerso in una negatività imprevista.

Serviva, eccome, per riprendere la marcia un avversario morbido, di quelli che non sfruttasero i timori di avvio match, retaggi delle ultime, desolanti prestazioni. Il Bologna è stato il rivale “ad hoc”, subito spavaldo e poi, una volta punito per la seconda volta, sparito dal campo, come un simulacro di una formazione di serie A.

Fu vera gloria per la compagnia di Giampaolo? Risposta affermativa, pur dovendo fare la tara sul valore dell’antagonista. Non s’è vista una squadra scintillante, ma come pretenderlo dopo quel po’ po’ di partitacce? Tuttavia, il cesto delle novità positive si è riempito. A partire ovviamente dalla doppietta del sempiterno Quagliarella, il quale avrà finalmente convinto la società a sedersi al tavolo per firmare la continuazione del matrimonio, magari con vista più o meno lontana su un incarico futuro nei quadri tecnici. Il bomber è l’uomo dei momenti difficili, il salvagente al quale aggrapparsi quando occorre dare una sterzata e fugare i fantasmi. Impossibile esigere da lui prove maiuscole e continue come prima, ma il suo apporto resta cospicuo e, soprattutto, decisivo.

L’anticipo marassino, inoltre, ha restituito a Giampaolo un Ramirez lucentissimo: e qui occorre fare tanto di cappello al trainer, che – in spregio di un’opinione diffusa contraria – lo ha riproposto a danno del più apprezzato Saponara. Di rilievo pure il gol di Praet, finalmente incisivo dopo vagonate di recite piuttosto incolori, in cui si era limitato al compitino. Infine Caprari, splendido ispiratore: giocasse sempre così, chi oserebbe discuterlo? Complimentiamoci con lui, ma  sospendiamo il giudizio in attesa di impegni più probanti. La prossima gara,all’Olimpico contro la Lazio è l’ideale per misurare la febbre ad una Samp che è – per dirla alla genovese – “sul repiggio” ma non ha ancora ritrovato l’antico smalto.

La classifica, intanto, diffonde nuovi fasci di luce. L’ammucchiata alle spalle delle prime è tale che basta un paio di risultati utili per ritrovarsi, quasi senza accorgersene, in zona Europa League. La Samp, però, prima di rinfocolare sopite ambizioni, deve darsi una definitiva svegliata, soprattutto in difesa, dove quache crepa è emersa anche sabato scorso. Soprattutto da Andersen ci si deve aspettare maggiore sicurezza e tempestività.

E la vicenda giudiziaria che riguarda il Viperetta? Attendiamo sviluppi ulteriori e rimarchiamo che, in un momento così delicato, con gli avvocati in piena azione, il presidente non può essere troppo esplicito con i tifosi, che giustamente chiedono chiarezza. La squadra, a quanto pare, non risente di questi echi extracampo, abbastanza clamorosi: per ora, basta così. Ai posteri…

PIERLUIGI GAMBINO