I verdetti del derby: Genoa in crescita, Samp lenta e senza idee

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“Meglio due feriti che un morto! “. Enzo Riccomini, tecnico della Samp inizio anni ottanta, anni in cui le due squadre cercavano la risalita in serie A dagli inferi della cadetteria, così archiviò un derby finito in parità. Quello che deve aver pensato anche mister Giampaolo a fine gara, soddisfatto di aver interrotto la striscia negativa di tre sconfitte consecutive al cospetto di un Genoa pure lui reduce da tre battute d’arresto ma con Juric che al termine rimpiange l’occasione perduta dal suo Genoa, che cerca una vittoria da sei turni e che ieri sera può recriminare per aver trovato sulla sua strada un super Audero. Il tecnico croato si affida all’undici titolare, con tutti gli effettivi a disposizione, confermando Veloso in mezzo al campo con Sandro non ancora al meglio pronto in panchina per subentrare. Giampaolo a sorpresa propone Ramirez e non Saponara alle spalle delle punte, affidando i ruoli di interno di centrocampo a Praet e Jankto considerate le assenze di Barreto e Linetty e riproponendo il recuperato Ekdal per il giovane Vieira, che bene si era disimpegnato a Roma prima della sosta.

Derby Genoa-Samp: fuochi d’artificio nel primo tempo

L’avvio è di marca doriana e dopo soli otto minuti Quagliarella sblocca il match: lungo scambio sulla destra dopo sviluppo dell’azione da corner e palla indirizzata nel cuore dell’area rossoblù dal sinistro vellutato di Ramirez, con il capitano che ruba il tempo anche a Tonelli ed impallina sottomisura Radu, con retroguardia genoana fattasi sorprendere dall’azione. La rete quasi immediata sembra incanalare la sfida , per alcuni minuti la Samp prende possesso del gioco, Ramirez navigando tra le linee ed inserendosi centralmente costringe Romero ad uscire da sedici metri, con Defrel e Quagliarella che giocano larghi per permettere gli inserimenti dell’uruguaiano. Quando la Samp sembra in controllo della partita arriva il pari: il lungo rinvio dalla trequarti difensiva di Biraschi viene lasciato colpevolmente passare da Andersen, nella terra di mezzo si inserisce Piatek che nel cuore dell’area viene atterrato da Audero per il più classico dei rigori, con il numero uno doriano ammonito da Doveri ed il polacco che sigilla il suo decimo centro stagionale, spiazzando il portiere e riportandosi in vetta alla classifica dei marcatori.

La rete subita toglie alla Samp quelle certezze che sembrava aver acquisito con il vantaggio e con il passare dei minuti l’undici di Juric si fa preferire per corsa e pericolosità: Lazovic è imprendibile sulla fascia per uno spaesato Bereszynski, Veloso supportato ai lati da Hiljemark e da Bessa vince il duello in mezzo al campo con i dirimpettai, con Ekdal non al meglio e meno tonico del solito e Praet e Jankto impalpabili e scarsamente presenti, davanti Quagliarella, che prova l’eurogol da trentacinque metri al 20’ non viene supportato adeguatamente da Defrel, regolarmente contrato dall’ottimo Criscito. Quello del capitano rimane l’unico tentativo della Samp verso la porta di Radu, da lì in poi assistiamo ad un costante crescendo rossoblù, con Criscito che cicca sottomisura, lasciato colpevolmente libero, a breve distanza da Audero, Veloso che alza un’invitante punizione dal limite e Kouamé che calcia troppo debolmente dai sedici metri. Ma è negli ultimi cinque minuti di tempo che l’offensiva genoana diventa incalzante, la Samp appare alle corde e si rintana nell’angolo, continuando colpevolmente a cercare di uscire dall’area con la manovra. La pressione dei giocatori in maglia rossoblù costringe spesso gli avversari all’errore, Bereszynski perde una palla sanguinosa appena fuori area e dallo sviluppo dell’azione Piatek pesca Romulo per la battuta a colpo a sicuro, praticamente un rigore in movimento, che l’esterno brasiliano calcia con forza sotto la traversa, quando avrebbe fatto meglio a tenere bassa la sfera, permettendo la gran parata ad Audero, che due minuti dopo si ripete su Piatek, liberato in area dopo una serie di rimpalli e la cui battuta in diagonale da otto metri viene ancora sventata con riflessi da felino dal giovane estremo doriano.

La ripresa

Il fischio di Doveri che manda le squadre negli spogliatoi viene accolto con un respiro di sollievo dalla Samp che sembrava il pugile sull’orlo del ko, al rientro in campo non ci sono sostituzioni e si gioca sotto una pioggia fine ma intensa. In avvio la Samp sembra voler invertire il corso della partita, da azione di corner Andersen cerca di farsi perdonare l’errore da matita rossa della prima frazione e impatta a lato con la fronte ma questa sera sono i rossoblù ad interpretare meglio la sfida, la Samp sembra giocare con “il vitello nella pancia”. Giampaolo manda in campo Caprari per un inconcludente e claudicante Defrel quando forse per il tipo di partita poteva essere più utile l’ingresso di Saponara, magari adottando il doppio trequartista, vista la buona vena di Ramirez ed un Caprari involuto che costringerà Quagliarella, miglior uomo di movimento dei suoi, a cantare e portare la croce, senza un adeguato supporto dal compagno d’attacco. Il Genoa ci crede, spinge, incitato dalla Nord e dai distinti ed al 17’ Audero ricaccia in gola l’urlo del gol agli avversari ed alla Nord alle sue spalle andando letteralmente a levare dall’angolo basso il colpo di testa in torsione di Kouamé, imbattibile nel gioco aereo. Con il passare dei minuti si esaurisce la spinta di Criscito e compagni, Saponara rileva Ramirez, autore di una buona prova e poi calato alla distanza, Lazovic stremato dopo le tante volate si deve arrendere ai crampi e qui Juric non ha il coraggio di inserire al suo posto Pandev, magari con un cambio di modulo e preferisce affidarsi al più difensivo Pereira.

Negli ultimi dieci minuti il Grifone appare stanco, con un altro cambio conservativo il croato manda in campo Sandro per Bessa e qui la Samp non ha la qualità e la volontà per cercare di prendersi la partita e sembra accontentarsi della divisione della posta. L’ultima chance è per Veloso, che calcia una punizione dal limite per uno sciagurato intervento di braccio di Tonelli ma la battuta del portoghese viene sporcata dalla barriera e deviata in corner da Audero quando manca un minuto al termine ed al fischio finale di Doveri, che ha diretto con grande personalità una partita molto corretta, i rimpianti sono soprattutto rossoblù.

Sampdoria dove sei finita?

Un Genoa sicuramente in crescita che non è riuscito ad assestare il colpo del ko ad una Samp apparsa lontana parente della formazione ammirata fino ad un mese fa: troppo lenti i blucerchiati, monocordi, senza idee e mai al tiro, con il solo Quagliarella autore di una straordinaria partita per tecnica e sacrificio, un vero capitano, ad onta delle prossime trentasei primavere. In difficoltà Bereszynski opposto all’imperversante Lazovic, Tonelli si è salvato spesso con il mestiere mentre Andersen ha sulla coscienza l’episodio del rigore che ha permesso agli avversari di pareggiare in un momento per loro difficile della partita. Centrocampo da bocciare , mai propositivo, con Jankto e Praet come abbiamo detto deludenti e con il belga capace solo nel finale, approfittando della stanchezza avversaria, di qualche buona giocata ed Ekdal non al meglio ( e allora perché ignorare Vieira?), Defrel e Caprari non pervenuti con Ramirez che nella prima fase ha mostrato alcune giocate degne di tal nome ed è sembrato uno dei più tonici.

Genoa frizzante, con il Toro un altro test

Il Genoa è apparso frizzante e presente nella partita e solo tre interventi da applausi di Audero gli hanno impedito di ottenere tre punti che sarebbero stati meritati: piace la personalità difensiva del giovane Romero, sorpreso al pari di Biraschi sul vantaggio blucerchiato ma poi raramente in affanno nel corso della partita, con Criscito sontuoso e puntuale nel soffocare prima Defrel e successivamente Caprari.

Sufficiente anche la prova dei centrocampisti, con Hiljemark in ripresa dal punto di vista dinamico e mentre Romulo si è praticamente annullato nel duello sulla fascia dove ha trovato spesso Murru, sulla sinistra Lazovic ha fornito per un’ora una delle prove più convincenti da quando veste la casacca rossoblù. In avanti solita prova positiva di Piatek e Kouamé, che dimostrano di essere complementari, con l’ivoriano imbattibile nel gioco aereo ed il polacco ritornato cecchino, pur se dagli undici metri e fermato solo da super Audero.

Un pareggio che comunque serve ad entrambe per fermare l’emorragia di punti, considerato che alle spalle i risultati non sono stati del tutto positivi, con le vittorie in particolare di Udinese ed Empoli: la classifica è molto corta, permette di guardare anche verso l’alto senza però dimenticare di guardarsi alle spalle, considerato che il Bologna, prossimo avversario della Samp sabato al “Ferraris”, è terzultimo a quota undici ed il margine sulla posizione dei felsinei non è poi così ampio e non ci spuò permettere di abbassare la guardia.

Per il Genoa dalla difficile trasferta di domenica pomeriggio in casa granata ci si attendono ulteriori segnali di crescita che si sono visti nella stracittadina.

Marco Ferrera

GENOA-SAMPDORIA 1-1

Marcatori: 8’ Quagliarella 17’ Piatek (rig.)

GENOA (3-5-2): Radu 6 – Biraschi 6 Romero 6,5 Criscito 6,5 – Romulo 6 Hiljemark 6 Veloso 6 Bessa 6 (37’ s.t. Sandro n.c.) Lazovic 7 (25’ s.t. Pereira 5,5)- Piatek 6,5 Kouamé 7 All: Juric

SAMPDORIA(4-3-1-2): Audero 7,5 – Bereszynski 5,5 Tonelli 6 Andersen 5 Murru 6 –

Praet 5,5 Ekdal 5,5 Jankto 5 – Ramirez 6,5 (28’ s.t. Saponara 6)- Defrel 5(7’ s.t. Caprari 5,5) Quagliarella 7 All: Giampaolo

Note: serata fredda con pioggia a tratti. Terreno di gioco in discrete condizioni ma fangoso specialmente sulla fascia sotto i distinti . Calci d’angolo 7 a 5 per il Genoa.

Ammoniti: Audero, Criscito, Sandro

Espulso: Juric al 30’ st. per proteste

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