Genoa, a San Siro una sconfitta senza attenuanti

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Una sconfitta senza attenuanti, cinque gol subiti , dopo i cinque contro il Sassuolo, i quattro contro la Lazio, i tre dal Parma… L’Inter schierata da Spalletti con tante seconde linee e senza Icardi ha maramaldeggiato sulla formazione di Juric, praticamente neppure scesa in campo e già sotto di due reti dopo sedici minuti. La rete che sblocca il match, quella di Gagliardini, andava annullata perché il centrocampista si trovava al di là di tutti sul gol di Joao Mario e lascia interdetti e stupiti che si parli del tocco di Biraschi che rimette in gioco l’autore del gol, perché il difensore genoano lo effettua con chiara involontarietà ma due minuti dopo dov’era la linea difensiva genoana quando Politano ha potuto tranquillamente presentarsi davanti a Radu, con il solo Lazovic a cercare di contrastarlo? A quel punto la partita si è di fatto chiusa, con una retroguardia in balia degli incursori nerazzurri, con Biraschi e soprattutto Gunter in costante difficoltà e con il giovane Romero costretto a tappare tutte le falle che si aprivano davanti a lui. Il centrocampo dei padroni di casa ha disposto a piacimento del Grifone, con Brozovic a far viaggiare i compagni, Gagliardini e Joao Mario a fare il bello e cattivo tempo senza trovare un’opposizione , Politano frizzante ed imprendibile e per fortuna il terminale offensivo era Lautaro Martinez, unico insufficiente dei suoi e non Icardi. Pereira anonimo sulla destra e Lazovic volenteroso ma poco pratico sulla sinistra, Romulo e Bessa in balia degli avversari con Sandro troppo lento e macchinoso per poter arginare la brillante formazione avversaria, alla settima vittoria consecutiva. Ha fatto discutere la scelta del tecnico croato di lasciare in panchina il capocannoniere Piatek, che non segna da quattro partite, da quando c’è stato il cambio alla guida tecnica.

Pandev, applauditissimo al momento della sostituzione ( è stato uno dei protagonisti con la maglia del Biscione nell’anno del triplete) non si è quasi mai visto, chiuso nella morsa degli ottimi De Vrji e Skriniar, il solo ad aver meritato la sufficienza nell’infausto pomeriggio sotto la Madonnina è stato il povero Kouamé, che ha vinto quasi tutti i duelli aerei ma non ha trovato supporto dai compagni.

Le reti di Gagliardini e di Joao Mario e del ritrovato Nainggolan nel recupero hanno certificato l’impotenza e l’inconsistenza dell’undici genoano, con Ivan Juric che sale sul banco degli imputati per come la sua squadra ha interpretato la partita; la sconfitta contro il Milan di tre giorni prima era arrivata solo nel recupero, al termine di un match in cui Criscito e compagni non avevano certo demeritato, quella contro l’Inter non può essere accettata per il modo in cui è arrivata. A fine partita Juric ha parlato di squadra stanca, incapace di poter reggere il peso di tre partite in sei giorni…ed allora viene da chiedersi il motivo per cui non siano stati impiegati giocatori come Hilijemark e Medeiros che negli ultimi incontri sono spariti dai radar…

La partita di sabato sera contro la corazzata Napoli di Ancelotti diventa uno spartiacque importante per la stagione rossoblù, la classifica è ancora piuttosto buona grazie al tesoretto accumulato dal ripudiato Ballardini nella prima parte della stagione certo è che un’altra sconfitta , soprattutto sonora e senza lottare, potrebbe rappresentare un nuovo capolinea per un tecnico che nelle 49 partite in cui si è seduto sulla panchina del Grifone ha perso ben 26 volte, con 13 pareggi e sole 9 vittorie: numeri impietosi che in caso di sconfitta potrebbero condurre ad un nuovo cambio di panchina prima della sosta, con quindici giorni davanti per preparare il derby contro la Sampdoria.

Marco Ferrera