Genoa, la beffa di San Siro

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Niente Hallo-win per il Grifo. Il Milan colpisce a freddo e poi in pieno recupero. Finisce 2-1. Se non è una beffa, poco ci manca. Sono tre gli innesti che mister Juric inserisce rispetto all’ultima. L’inizio ha l’effetto di una secchiata d’acqua gelata sulla faccia, con Suso che porta in vantaggio i suoi alla prima conclusione. Brrrr. Il lavoro per arrivare al tiro accentrandosi è pulito, in ritardo l’uscita dei nostri per chiudere lo specchio. Facile per l’ex, che usa il sinistro come forcone e, dai ventidue metri, infilza Radu a fil di palo. Peggior avvio non poteva esserci. Il Milan di Gattuso fa scorrere il gioco su punti di riferimento riconoscibili. In casa Genoa, driin, la sveglia suona con un destro di Kouamè parato da Donnarumma. Sul campo viscido il pallone fila come un frecciarossa e per domarlo si deve ricorrere a esercizi di equilibrismo. I numeri di Kessie (tocco sul fondo) e Higuain (mira alta) non richiamano applausi. Quelli che la pistola fumante di Piatek, armato dalla sponda di Kouamè, potrebbe produrre con una girata al volo fuori di un soffio. Ogni angolo è buono, come al poligono, per il capo-cannoniere. Il Grifone cresce in personalità e, quando punta, lo fa in velocità e ampiezza. Via le timidezze, giù la maschera. Il Grifone se la gioca alla pari e accentua la pressione. Biraschi è un baluardo e Kouamé rende pepati gli affondi. Una spada nella roccaforte. Peccato per l’approccio. Si va al riposo sotto di uno.

Un tiro smorzato da Gunter, a firma Higuain, deviato in angolo da Radu riapre il match nella ripresa. Il Genoa si scuote come una quercia sotto la tempesta. E’ vitale nel tronco centrale, ha linfa nei rami esterni e trova luce. I rossoneri pasticciano nei sedici metri, Piatek ci mette il piedone, Kouamè, con la complicità di Romagnoli (autogol), si prende il pareggio vestendosi da giustiziere. Uno a uno. Lodata sia la carambola: olè. C’è fiato alle trombe nello spicchio dei mille ad alta intensità genoana. Il primo a uscire dal campo è Laxalt. Mia, tua, sua. I meccanismi qualche volta si inceppano e Higuain, una bestia nera, ci prova con Radu perfetto a concedere solo una rimessa dalla bandierina. La formazione di casa molla gli ormeggi, mentre Veloso rileva Romulo e si mette a pilotare nel mezzo. Radu si prende la scena respingendo a mani aperte su Kessie. I ritmi si alzano come un aquilone nel cielo. Darle e prenderle. Coast to coast di qua e di là. Sui piedi di Calhanoglu la palla del sorpasso, si rimane sull’1-1. Avanti verso gli ultimi fuochi di partita con Omeonga al posto di Mazzitelli. Gli avversari sono più pericolosi, i nostri rispondono. Il falò prova ad accenderlo Lazovic con una puntata, Donnarumma salva con un miracolo. Ecco Pandev per Piatek. Il tentativo di Kessie trova la chioma bionda a guardia della porta. Alla fine Romagnoli, con un pallonetto, centra il bersaglio e cala il sipario.