Ballardini esonerato, la sfida di Preziosi al popolo genoano

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L’esonero di Ballardini è avvenuto di fatto pochi minuti dopo la partita contro il Parma. Un furioso, deluso ed adirato Preziosi, in tribuna, ha rilasciato dichiarazioni che hanno di fatto delegittimato il lavoro del tecnico ravennate, quando sarebbe stato quantomeno più etico parlarne tra le quattro mura dello spogliatoio. La scelta è unicamente di Preziosi ed è una decisione che di fatto sfida una tifoseria che proprio grazie al “Balla” aveva ritrovato quella compattezza che mancava da anni, permettendo anche un ritorno del presidente sugli spalti in un clima decisamente più sereno e costruttivo. Di fatto Preziosi aveva riconfermato Ballardini solo per un debito di riconoscenza nei suoi confronti, in precedenza non si era fatto scrupoli di sostituirlo prima con Malesani e successivamente con un esordiente come Liverani per poi richiamarlo nel momento del bisogno. Ballardini da ottimo professionista ha sempre risposto presente e quest’anno, per la prima volta, aveva avuto l’opportunità di iniziare la stagione dal ritiro di Neustift.

Il presidente ha preso questa decisione con una squadra che non ha finora entusiasmato sul piano del gioco ma che comunque ha conquistato 12 punti in 7 partite e che ha messo in mostra un attaccante come Piatek, letteralmente esploso in questa prima fase di stagione ed il cui valore di mercato è lievitato almeno otto volte.

“ Eravamo allo sbando, non siamo una squadra” dice Preziosi “non si possono subire tre reti in un quarto d’ora in casa da una neopromossa, abbiamo vinto partite anche senza meritarlo e non abbiamo gioco. Ballardini non mi ha dato domenica dopo la partita le risposte e le giustificazioni che mi aspettavo e poi se in 14 stagioni è stato esonerato 13 volte un motivo ci sarà…”.

Di fatto Preziosi imputa a Ballardini di non aver dato un gioco al “Vecchio balordo” e di non divertirsi e si riaffida, per la terza volta, a quell’Ivan Juric, ancora a libro paga del Grifone, che era stato esonerato dopo uno 0-5 in casa del Pescara già praticamente retrocesso per poi essere richiamato dopo la parentesi Mandorlini ad aprile, con la salvezza ottenuta grazie alle vittorie contro Inter e Torino già demotivate, quel tecnico che venne allontanato lo scorso anno a novembre dopo il derby perso contro la Samp e dopo aver ottenuto 6 punti in 12 partite.

Preziosi a nostro avviso esagera quando dichiara di aver messo a disposizione di Ballardini una rosa più completa e forte tecnicamente della scorsa stagione, in partenza Ballardini, forte delle parole del presidente che dichiarò di avere in mano due esterni d’attacco di grande valore, sembrava orientato a disporre la squadra con il 3-4-3. Invece sono arrivati tanti attaccanti giovani e promettenti come Piatek, Kouamé e Favilli , mantenendo in organico anche Lapadula, strapagato l’anno scorso e perennemente ai margini della squadra dopo aver deluso lo scorso anno. Ma l’errore più grave è stato quello di non valutare quanto poteva costare la perdita di un portiere come Perin, che negli anni ha rappresentato un valore aggiunto per i rossoblù, garantendo con le sue parate almeno dieci punti a stagione da solo e sostituendolo con Marchetti e con il giovane Radu, senza contare che manca il dinamismo e la corsa di Laxalt , sostituito a sinistra spesso da Lazovic visto che in rosa manca un giocatore di quelle caratteristiche, con Criscito che a 32 anni non può certo interpretare un ruolo in cui occorrono corsa e grande capacità polmonare, caratteristiche che il nazionale ex Zenit non ha mai avuto nelle corde. Il centrocampo è troppo lento e viene spesso preso d’infilata, si è puntato su Sandro che dopo tanti problemi fisici era rientrato a disposizione, in difesa il solo Biraschi appare reattivo mentre i compagni di reparto, Spolli in primis, vanno in grande difficoltà negli spazi larghi.

Preziosi si riaffida per la terza volta a Juric ed è stata questa scelta a spiazzare ulteriormente la tifoseria, l’arrivo di Nicola o Prandelli avrebbe probabilmente evitato una contestazione che, da quando si è diffusa la notizia, è esplosa pesantemente sui social. Un compito gravoso attende il tecnico croato, atteso da impegni da far tremare le vene ai polsi, con la trasferta in casa della Juventus, l’Udinese in casa, il doppio viaggio milanese contro Inter e Milan ed il Napoli al “Ferraris” prima del derby del 25 Novembre, un cammino difficile in cui però si parte da un “tesoretto” accumulato grazie anche al tecnico di Ravenna e dal quale Juric dovrà ripartire per ricostruire una stagione che fino a pochi giorni fa sembrava finalmente tranquilla e che invece è precipitata in poche ore.