Sampdoria: la sindrome da trasferta è inspiegabile

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Lontano dal Ferraris la Sampdoria affonda, un crisi inspiegabile a cui porre rimedio il prima possibile per continuare a lottare per l’Europa.

Se non ballassero i punti di penalizzazione, sarebbe consigliabile alla Sampdoria evitare le trasferte: tanto, si sa in anticipo come vanno a finire certe partite… Ovvio, la nostra è un’iperbole, come quella lanciata dal principale giornale della regione, che ha suggeito per il futuro di affrontare le gare esterne di campionato con la squadra Primavera.

Purtroppo, questa Samp a due volti ispira certe considerazioni, grottesche ma non troppo. Beccare quattro gol a Crotone è inaccettabile, così come giocare a quel modo, senza concentrazione, dal  principio alla fine. Se è vero che tre indizi fanno una prova, nel caso dei blucerchiati siamo ormai alla condanna senza remissione, considerato il numero delle sconfitte e delle partitacce registrate lontano da Marassi. Una sindrome inspiegabile, che ha radici nella tattica, nella tecnica ma soprattutto nella psicologia.

Sampdoria: ma che problema c’è?

Quale interpretazione azzardare per una squadra che in casa fa quasi sempre più del proprio dovere e raccoglie di conseguenza? Anche l’anno scorso la tendenza era affiorata, ma non ai livelli di questa stagione. Ed è ancor più clamoroso notare che lefigure peggiori sono coincise con avversari modestissimi, abbordabili, ricchi di limiti.

Certe prove della Sampdoria così desolanti invitano a profonde riflessioni un po’ tutti el clan doriano. Inevitabile che anche sulle qualità di mister Giampaolo ci si debba interrogare. In molti continuano a ritenere che il trainer abruzzese abbia ricavato il 130 per cento da una rosa non più che decorosa e pertanto sia assolutamente da non inserire tra i colpevoli. Difficile, però, escluderlo da certe pesantissime valutazioni, come se si trattasse solo di una vittima.

Nessuno può mettere minimamente in dubbio le sue qualità di insegnante di calcio, ma anche la psicologia deve far parte del bagaglio di un allenatore, e sotto quest’aspetto molti dubbi sono legittimi: Giampaolo non appare proprio un trascinatore, un personaggio carismatico. Altrimenti la squadra avrebbe dato nel tempo cenni di metamorfosi.

Guai però a crocifiggere il mister, che forse ha avuto il merito di tenere lassù, nelle zone che contano, una squadra non esente da carenze. Sulle fasce laterali, dove già il gioco giampaoliano impone un’inferiorità numerica, gli interpreti si stanno tutti o quasi rivelando inaffidabili. L’unico elemento degno di promozione, Bereszynski, non è un fuoriclasse ma sa garantire un rendimento sufficiente: la sua presenza infermeria apre non un buchetto ma una voragine nell’assetto difensivo sampdoriano. Il suo sostituto a destra, Sala, è un mediano che non ha mai saputo brillare come difensore puro: inadeguato alla bisogna.

A sinistra le premesse sono diverse, non così le conclusioni. Murru non ha mai realmente convinto, e qualche passaggio vincente non basta ad equilibrare una resa difensiva scarsissima. Quanto a Strinic, abbonato alla panchina da quando è affiorata la sua scelta per il Milan nella prossima stagione, occorre chiedersi se la società vesse riflettuto sull’utilità di ingaggiare un giocatore in scadenza di contratto.

Con tutto ciò, non si spiega l’ostinazione di escluderlo in via definitiva anche preso atto dell’impasse di Murru. Vero che il croato ha accusato più di un acciacco ed è dovente parso timoroso di incorrere in altri infortuni (forse pensando ai Mondiali), ma non tenerlo affatto i considerazione suona come una bocciatura per la sua professionalità oltreché un autogol di carattere tecnico.

Se alla crisi degli esterni difensivi associamo la flessione piuttosto netta di Ferrari, uno dei centrali titolari, pozsiamo spiegare almeno parzialmente la valanga di palle gol prodotte dagli avversari nell’ultima serie di partite.

…se scricchiola anche l’attacco

Negli ultimi tempi qualche scricchiolìo si è avvertito anche in avanti. Comprensibile il calo sia di di Quagliarella, che ha già spento 35 candeline, sia di Zapata, mai tornato ai livelli di inizio stagione ma in definitiva rimasto insostituibile, come dimostrato anche a Crotone. Purtroppo, Caprari è rimasto un giocatorino frizzante e gradevole alla vista ma dispersivo in zona gol e Kownacki, evidentemente, non si sta dimostrando un nuovo Schick. Da tutto ciò, un chiaro regresso alla voce “reti all’attivo” che qualche prodezza sporadica di difensori e centrocampisti non poteva scongiurare.

Crescono curiosità e paura in vista della prossima sfida, a Marassi con un’Inter bisognosa di punti. La Sampdoria, anche senza lo squalificato Linetty e probabilmente Beres, ha il dovere di riscattare la pagina nerissima di Crotone al di là del risultato. Ne va dell’onore di una squadra intera, ma anche della classifica che, almeno per ora, garantirebbe l’Europa League pur attraverso il turno preliminare. Il Milan difficilmente sarà riagganciato, ma è doveroso evitare il sorpasso anche da parte dell’Atalanta. Impresa sempre meno scontata ma abbordabile, a patto di ritrovare brillantezza, stimoli e un minimo di autostima, tutte qualità completamente assenti nella terra di Pitagora.