Genoa: sconfitta immeritata e senza la Var…

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Solo nell’ultima azione del match il Milan conquista i tre punti al “Ferraris” e scardina la retroguardia rossoblù, trovando una vittoria preziosa contro un Genoa che avrebbe ampiamente meritato la divisione della posta. Una partita sulla quale pesa la decisione del Var che all’ ottavo della ripresa annulla la rete di Rigoni che di testa si era inserito sulla punizione di Hilijemark ed aveva infilato Donnarumma nell’angolino: esultanza e gioia strozzata, anche dopo aver rivisto l’azione permangono molti dubbi, è Galabinov che però non partecipa all’azione a partire in posizione di off-side, Rigoni ci sembrava allineato con tutti gli altri….

Genoa-Milan il racconto della gara

In avvio era stato bravo Perin ad opporsi con un balzo felino alla girata improvvisa di Kalinic, poi per lunghi tratti la partita ha vissuto un certo equilibrio, con i rossoneri maggiormente padroni della manovra ma mai pericolosi ed anzi al 25’ una sontuosa incursione di Laxalt sulla sinistra ha messo in crisi la retroguardia rossonera, con Galabinov ad un pelo dalla deviazione vincente. Da rimarcare le continue lamentele di Bonucci, graziato da Fabbri per le reiterate e continue proteste e beccato dal pubblico ogni volta che entrava in possesso di palla, solo nel finale di tempo il Grifone ha abbassato troppo il baricentro , concedendo tre buone occasioni agli uomini di Gattuso, con annessa rete annullata per posizione chiaramente irregolare di Bonaventura.

Nella ripresa, subito dopo la rete annullata a Rigoni, Zukanovic ha dilapidato di testa da solo davanti a Donnarumma, Gattuso ha inserito prima Cutrone per Kalinic e successivamente Silva per Calhanoglu, passando al 4-4-2, il Genoa ha avuto il torto nell’ultimo quarto d’ora di non ripartire , accettando passivamente la manovra avvolgente dei rossoneri  che comunque pur mantenendo il pallino di gioco non riuscivano a sfondare . Solo all’ultimo istante Suso ha pennellato un sinistro nel cuore dell’area , dove André Silva ha trovato il primo acuto della sua deludente stagione infilando con una precisa incornata la sfera nell’angolino sinistro di Perin, vanamente proteso in tuffo. Una sconfitta amara e come detto immeritata, per una squadra che Ballardini ha disegnato con la consueta attenzione, opposta ad avversari più forti. Perin ha ancora una volta dimostrato di essere un numero uno straordinario, sfiorando anche l’impresa di evitare l’incornata vincente di Silva, Spolli si è confermato centrale di difesa di grande mestiere ed affidabilità, immolandosi più volte in maniera decisiva sulle incursioni avversarie. Nella serata qualche imprecisione di troppo da parte di Biraschi, comunque positivo e soprattutto di Zukanovic, sul giudizio del quale pesa anche enormemente la rete fallita sopra descritta. Positiva e continua la prestazione di Lazovic lungo tutta la fascia destra, anche se al giocatore serbo manca sempre lo spunto finale determinante, bene anche Laxalt fino agli ultimi minuti, quando ha concesso troppo spazio a Suso e a Calabria, che con il suo ingresso ha messo in crisi la fascia sinistra difensiva rossoblu, dove Hilijemark in debito d’ossigeno non ha saputo supportare il compagno uruguaiano.

Genoa: i cambi non hanno inciso

Piuttosto gli ingressi di Omeonga, Bessa e Lapadula non hanno inciso anzi hanno penalizzato la squadra di Ballardini, che ha perso la capacità di far salire la squadra propria di Galabinov e soprattutto di Pandev, che tra le linee è stato autore di una grande prestazione. Lapadula ha giocato venti minuti assolutamente inutili ed impalpabili, perdendo tutti i contrasti aerei ed impattando sopra la traversa una buona opportunità prima del gol rossonero. Ieri sera lo stellone del calcio è stato clemente per l’undici meneghino , ma il Genoa non esce certo ridimensionato dalla partita ed anzi deve trovare lo spunto per ripartire e conquistare i punti necessari per una salvezza tranquilla, ampiamente alla portata di Bertolacci e compagni.