Genoa, super Perin: il portiere del “ma come ha fatto?”

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Le ultime prestazioni hanno fatto tornare il portiere del Genoa Mattia Perin sulla cresta dell’onda.

“Ma come ha fatto?”. L’interrogativo, dentro il catino di Marassi, è corso di bocca in bocca, tra sguardi stupefatti, quasi increduli, dopo il prodigio di Mattia Perin su deviazione di Matri: una parata che oscura persino il maiuscolo intervento compiuto una settimana prima a Torino. Vero che i portieri sono lì per parare, ma quanto sta offrendo il capitano rossoblù ha i crismi dell’eccezionalità. Ora possiano dichiararlo escriverlo: il  ragazzo di Latina è tornato ai livelli di tre anni orsono, quando assicurava da solo, in un campionato, almeno sei-sette punti al Grifone.

Perin è meglio di Donnarumma

Se Perin difendesse la porta del Napoli – la sua destinazione futura più probabile – nessuno gli toglierebbe l’eredità di Buffon in Nazionale, ma lo strombazzato Donnarumma, ora come ora, è sempre davanti a lui nelle gerarchie degliaddetti ai lavori: ingiustizia palese. Sinché è qui, comunque, rallegriamoci: le sue prodezze sono una cambiale da riscuotere al banco della salvezza.

Certo, sarebbe rischioso affidarsi solo al numero uno. Consapevole di ciò, Ballardini, esempio preclaro di realismo applicato al calcio, non defletterà dal suo credo sin quando il distacco dal baratro sarà doppio di quello attuale. Ergo, non aspettiamoci dopo la sosta un Genoa frizzante e all’arrembaggio, e non solo perché la prossima avversaria è nientepoodimeno che Madama.

D’altronde, la rosa attuale non autorizza voli pindarici e neppure tuffi nel mare magnum dell’audacia tattica. Con la fatica che si compie per costruire lo straccio di una conclusione, sarà sempre preferibile difendere con le unghie e coi denti il punticino di partenza: sempre meglio di nulla. Così è successo sabato scorso, con i rossoblù che hanno dapprima rischiato di perdere una gara da 0-0 sputato e poi sono riusciti a vincerla, sfruttando il secondo dei due tiri che il subentrato Galabinov – il solo a provarci – ha indirizzato verso la porta di Consigli.

Genoa: Galabinov è importante, meglio non cederlo

Ora siamo tutti ad implorare il Prez di non cedere il bulgaro, che almeno sino a due sere fa era il primo nella lista dei partenti. No, non è improvvisamente diventato Van Basten, ma sfidiamo chiunque a trovare tra i genoani un altro attaccante con le sue caratteristiche: non un cannoniere spietato, ma una “torre” utilissima quando la sola soluzione offensiva è il lancio lungo di Perin o di un difensore versoa la prima linea, per scavalcare il centrocampo. A Lapadula mancano i centimetri per assolvere a questo compito, e . francamente – se la squadra non riesce ad assecondarlo con cross dal fondo e passaggi filltranti in area – non sappamo a cosa possa servire l’ex rossonero, a prescindere dal suo contingente stato di forma. Dunque, lunga vita… genoana a Gala, il solo terrminale raggiungibile quando non si riesce roprio a manovrare nella zona nevralgica.

L’ultima Befana, così ricca di doni per il Grifo (tre punti a Marassi ed en plein di sconfitte per cinque avversarie dirette), ci induce a credere che il discorso retrocessione possa essere presto archiviato, ma è sempre meglio andare cauti, e in quest’ottica ci appelliamo alla dirigenza perché – abbinato ad un indispensabile sfoltimento dei ranghi, in primis caldeggiato dal tecnico – si provveda ad acquisire con qualsiasi formula uno o due centrocampisti dotati di robustezza nei tackle e soprattutto di “gamba”: qualità quest’ultima che i vari Veloso, Bertolacci, Rigoni, Omeonga, Brlek (e chi più ne ha più ne metta) non possiedono assolutamente. E se ne potrà arrivare uno solo, che sia bravo come centromediano metodista oppure, in subordine, tonico e fisicamente prestante come Kucka. Ovvio, servirebbe anche un centrale difensivo da porre in alternativa al monumentale ma fragile Spolli, però – vale ripeterlo – primariamente si pensi alla mediana.

Che scoperta Biraschi

Intanto plaudiamo alla scoperta di Biraschi come uomo di fascia. Anche prima del cross decisivo per Gala, aveva pienamente superato l’esame del ruolo: l’ex avellinese ha fisico, tecnica sufficiente e soprattutto intraprendenza, oltre al pregio – raro nella rosa attuale – di avere 23 anni. Con lui una lacuna è stata finalmente colmata.