La Sampdoria non ferma il Napoli

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Primo tempo pirotecnico con cinque gol, ma alla fine la Sampdoria si arrende al Napoli 3-2.

Se sia più il dispiacere per non avere portato a casa punti o l’orgoglio di avere messo all’angolo il Napoli, non lo sapremo mai. Quel che è chiaro è che la Sampdoria gioca alla pari con chiuque: testa alta e palleggio fino. Ma anche concretezza, organizzazione e ritmo. Perfino contro la capolista. Malgrado la sconfitta nel Luna Park del “San Paolo” – dove mai nessuno aveva segnato più di un gol – le indicazioni che ci mettiamo nello zaino sono tante e buone, pronti a riprendere un viaggio impegnativo verso i quartieri bene della Serie A al rientro dopo Natale.

Meraviglia. Nonostante il k.o., Giampaolo ripropone la formazione iniziale di sei giorni fa con il Sassuolo. L’unico cambio è forzato e riguarda il partner offensivo di capitan Quagliarella: gioca Caprari, l’acciaccato Zapata va in panchina. Un minuto e 47 secondi bastano ai nostri ragazzi per sbloccare il pomeriggio. Proprio Caprari conquista una punizione dai 35 metri, Ramírez s’incarica della battuta e fulmina Reina con una sassata mancina sotto l’incrocio. Una meraviglia ad effetto che ci porta in vantaggio. Il Napoli risponde al 9′ con Callejón, il cui destro al volo da posizione defilata viene deviato in angolo da Viviano, e al 12′ dalla distanza con Mertens, palla fuori di poco.

Bomber. I padroni di casa insistono e dopo il quarto d’ora trovano il pari. Massa non ravvisa un fallo su Barreto per mano di Mertens, che crossa per Callejón, Viviano respinge la conclusione dello spagnolo ma Allan la butta in rete da pochi passi. Il VAR conferma il verdetto e si torna in parità. Al 25′, su azione di rimessa, Insigne trova Viviano attento sul secondo palo. Il pericolo corso smuove i ragazzi che, un minuto più tardi, tornano all’attacco con Ramírez, caparbio nel conquistarsi spazio in area e un rigore sacrosanto. Hysaj lo stende sul più bello, Massa lo ammonisce soltanto ma indica il dischetto. Quagliarella si prende una grossa responsabilità e, dritto per dritto, non tradisce. Siamo di nuovo avanti grazie al centro della doppia cifra del nostro bomber, che potrebbe triplicare alla mezzora ma il suo destro scivola a lato.

Ottovolante. Scivola dentro, ahinoi, un destro di un Insigne troppo solo e libero di colpirci – su assist di Mertens – per il 2-2. Sull’ottovolante delle emozioni il Napoli ci sorpassa al 39′. Troppo tenue la resistenza difensiva dei nostri di fronte alla pur tremenda vivacità dei giocolieri azzurri e Hamsik mette sotto la traversa senza troppa difficoltà. Al 43′ Quaglia pareggerebbe di nuovo i conti ma viene fermato in fuorigioco e all’intervallo di un’incredibile prima frazione si va sotto. La seconda, come fisiologico, cala su tutti i fronti: dell’intensità e delle occasioni create. Cresce, invece, la Samp, che prova a rimetterla in piedi ragionando palla a terra.

Assalto. Al 26′ Verre fa rifiatare Barreto, alla mezzora Quagliarella ci prova per l’ultima volta da lontano prima di lasciare il posto a Kownacki tra gli applausi dei suoi ex tifosi. Il polacco fa presto il suo dovere, sgusciando al già ammonito Mario Rui che lo stende e si becca il secondo giallo. L’ultimo quarto d’ora è con l’uomo in più, bisogna crederci. Viviano stoppa in tuffo un piazzato di Mertens e ci tiene in piedi. Zapata rileva Strinic per l’assalto blucerchiato finale. È il Napoli però ad avvicinarsi al poker con Mertens in pieno recupero: Viviano e la traversa dicono 3-2. Già perché all’ultimo giro di lancette c’è Kownacki tutto solo pronto a calciare il porta quando Massa lo stoppa per segnalare un fallo su Koulibaly. Ed è lì che muoiono anche le ultime speranze. Finisce con gli azzurri che gridano allo scampato pericolo. Per noi deve essere motivo per cui gonfiare il petto: è così che si gioca. Oggi il risultato non è arrivato, ma arriverà. Passiamo un Natale sereni, ce lo meritiamo.