La Samp si ferma ancora, il Sassuolo sbanca Marassi

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Il momento-no continua. Dopo la Lazio, anche il Sassuolo espugna quel fortino in cui la Sampdoria aveva costruito la maggior parte dei suoi successi. Al “Ferraris” è un colpo al volo di Matri al 90′ a far pendere la bilancia dalla parte dell’amatissimo ex Iachini, che – contro una formazione blucerchiata parsa stanca e poco lucida – porta a casa l’intera posta in palio.

Sicuro. Giampaolo va sul sicuro schierando l’undici da considerarsi titolare: Viviano tra i pali, difesa con Bereszynski, Silvestre, Ferrari e Strinic, il trio Barreto, Torreira, Praet in mediana, Ramírez dietro le punte Quagliarella e Zapata. Il Sassuolo imbriglia bene la manovra dei ragazzi e non soffre più di tanto. Almeno fino al 18′, quando un tiro-cross di Strinic dalla sinistra per poco non origina un autogol di Lirola. Dal corner seguente svetta Silvestre ma la palla finisce fuori. La reazione neroverde è tutta in una puntata di Politano al 31′, sulla quale Viviano fa buona guardia.

Inchiodati. Sulla sponda opposta i blucerchiati rispondono subito dalla bandierina: Torreira trova Barreto sul primo palo, sponda per Zapata che alza troppo la mira. Niente di fatto, si resta inchiodati sullo 0-0. Anche perché al 40′ tre tiri ravvicinati di Politano, Duncan e Falcinelli vengono neutralizzati da Viviano e compagni. E Politano, sugli sviluppi del corner, non inquadra lo specchio. Meglio così. Esaurito l’exploit ospite, la Samp torna all’attacco: Bereszynski guadagna il fondo e centra per Quagliarella, il cui destro viene smorzato in angolo da Lirola.

Poco. La prima occasione del secondo tempo è del Sassuolo: un bello spunto di Politano scivola sui cartelloni, non lontano dall’angolino alla sinistra di Viviano. Viviano battuto al 9′ da Berardi ma Falcinelli – su cui il portierone aveva effettuato un salvataggio – era partito in fuorigioco. Lo stesso Falcinelli impegna ancora il numero 2 all’11’. Meglio i neroverdi in questo frangente. Giampaolo, allora, effettua il primo cambio: fuori Zapata – acciaccato peraltro -, dentro Caprari. È proprio quest’ultimo ad avvicinarsi al bersaglio grosso al 22′, peccato che la sua punizione dal limite finisca sopra la traversa. Finisce tra le braccia di Consigli un debole colpo di testa di Ferrari. Troppo poco per sbloccarla.

Gelo. Kownacki per Ramírez è la mossa del mister per i dieci minuti finali. Ma un tocco di mano di Ferrari in area sembra complicare ogni tipo di piano. Politano dal dischetto non ha però fatto i conti con un super Viviano che vola alla propria destra e sventa la minaccia. Minaccia che continua perché, sulla ribattuta, tocca a Torreira immolarsi sulla riga. Gli emiliani sostengono ancora con le mani, Gavillucci e il VAR fanno proseguire. Il Doria non approfitta della botta psicologica subita e, anzi, come contro la Lazio e la Fiorentina subisce allo scadere il gol dello svantaggio. Sono i neoentrati Ragusa e Matri a confezionare il regalo natilizio anticipato per i neroverdi, che reggono anche nel cospicuo recupero. Cala il gelo su Marassi. Bisogna rialzarsi e tornare a farla girare.