Inter-Samp 3-2: blucerchiati stoppati dagli ex

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Skriniar e Icardi, doppietta, travolgono la Sampdoria che poi fa paura all’Inter con Kownacki e Quagliarella, finisce 3-2.

Poteva essere la rimonta perfetta, ci siamo fermati ad un centimetro dal 3-3. Peccato. A San Siro fa festa l’Inter, la squadra più indigesta di sempre per la Sampdoria – almanacchi alla mano 64 k.o., record negativo -.

Quello che ci portiamo a casa noi è la convinzione di avere giocato alla pari per buona parte della partita (la seconda metà) con la capolista di questa Serie A, sempre più destinata a lottare fino in fondo per lo Scudetto. Ci sono stati degli errori, alcuni da matita rossa e altri da matita blu, ma se sapremo correggerli come fatto nella ripresa potremo dire la nostra alla grande. Questo è poco ma sicuro.

Copione. Bereszynski e Murru si prendono le fasce, Ferrari viene confermato in difesa al fianco di Silvestre. Barreto torna a comporre il centrocampo con Torreira e Praet mentre Ramírez torna a ricoprire il ruolo di rifinitore. Le due punte Quagliarella e Zapata prendono subito la mira; Candreva la aggiusta dalla parte opposta e sfiora il palo di Puggioni. Il tutto nei primi cinque giri d’orologio, sintomo che lo spettacolo non sarà proprio dei più noiosi. E difatti il copione resta vivo e interessante. Al 13′ Perisic si fa largo sulla mancina ma poi calcia debolmente, il numero 1 blucerchiato non fatica a bloccare. Due minuti più tardi ancora Perisic – stavolta dalla destra – serve in area il piatto di D’Ambrosio: fuori di poco.

Ex. L’Inter insiste e Candreva impegna seriamente Puggioni. Dal corner seguente sbuca l’ex Skriniar, impietoso da pochi passi ad anticipare in spaccata l’ex compagno in verde e a mandarci sotto di un gol al 18′. Il Doria accusa il colpo e potrebbero essere due le reti al passivo se Perisic non centrasse il legno dai 35 metri dopo un alleggerimento errato di Puggioni. Il portiere blucerchiato si riscatta intorno alla mezzora a stretto giro prima su Nagatomo poi su colpo di testa di Icardi. Il raddoppio è però nell’aria e lo segna proprio l’altro ex, in bello stile, al volo, a incrociare sul palo più lontano.

Proibitiva. Il palo, sempre Icardi, lo coglie al 40′: assist dalla bandierina di Candreva, stacco imperioso dell’argentino che centra in pieno il montante. Si va all’intervallo con un’occasione non sfruttata da Zapata. Con un Caprari in più (per Ramírez) e con Quagliarella vicino al 2-1 su punizione: la Samp rientra così sul prato milanese ma la buona volontà non basta. Perché alla prima discesa, su suggerimento di Perisic, Icardi la ributta dentro. Sul 3-0 si fa davvero proibitiva. Giampaolo toglie Zapata e inserisce Kownacki. Caprari e Quagliarella ci provano dalla distanza ma senza fortuna.

Fiamma. Fortuna che regge sul fronte blucerchiato: Perisic becca in pieno la traversa ma sul capovolgimento di fronte il Doria colpisce. Caprari e Quagliarella orchestrano il contropiede e il neoentrato polacco colpisce d’astuzia e accorcia. Giampaolo si gioca l’ultima carta richiamando Barreto e inserendo Linetty. Capitan Quaglia potrebbe riaprirla ufficialmente al 22′ ma la sua conclusione di potenza termina sul fondo. I ragazzi non si arrendono e con testa e orgoglio continuano a tessere trame offensive per trovare un’altra scintilla. La fiamma si accende al 40′ spaccato: Praet crossa, Quagliarella stacca e batte Handanovic. 3-2 e adesso ci si crede. Anche perché Puggioni ci tiene in vita murando un contropiede di Icardi. Caprari all’ultimo respiro avrebbe la palla per il 3-3, che sarebbe una meraviglia e che purtroppo resta un sogno. Peccato ma usciamo a testa alta.