Alessandro Matri l'araba fenice rossoblù

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Rinascere come l’araba fenice. Alessandro Matri ieri sera al Bentegodi è risorto dalle ceneri del suo infortunio: era semplicemente questione di tempo il suo inserimento nei meccanismi del gioco di Gian Piero Gasperini. E gol fu: anzi, una doppietta con la maglia del Genoa. Meglio ancora: una “raffica” di Matri che ha messo in difficoltà l’Hellas Verona. Ieri l’attaccante ha fatto vedere di che pasta è fatto, dimostrando di sapersi muovere a suo agio quando ci sono due compagni a fargli da sponde. Ieri i “duetti” con Falque e Lestienne sono stati proficui: già in allenamento col gioiellino belga si era trovato a meraviglia “fraseggiando”, come si dice con un gerundio abusato dalla terminologia calcistica, più di una volta. Il primo gol gli è stato servito su un piatto d’argento da un cross di Marchese: Matri si fa trovare preciso all’appuntamento e centra la porta. Seconda rete realizzata dopo una galoppata verso l’area di rigore. Insomma, un repertorio davvero convincente che ha mandato in visibilio i tifosi genoani presenti nello stadio veronese.
Ricordo che nel calciomercato del 2011 parlai di Matri con un alto dirigente sportivo. Già all’epoca (era il mese di gennaio) c’era un interesse per il centravanti da parte del Grifone che militava nel Cagliari. “Cellino vuole soldi liquidi, ne vuole tra 10 e 15 milioni” mi disse. Il giocatore se lo aggiudicò la Juventus per 15,5 milioni. Il matrimonio tra l’attaccante e il club più antico d’Italia era stato solo rimandato: poco più di tre anni dopo arriva sotto la Lanterna. Ha ricominciato a segnare e sicuramente vorrà farlo domenica prossima nel derby, per diventare un nuovo beniamino dei tifosi. Insomma a 30 anni Matri sta conoscendo una nuova fase della sua carriera: merito dell’elisir di giovinezza che infonde la maglia rossoblù a chi la indossa.
Marco Liguori
Direttore www.Pianetagenoa1893.net