Mihajlovic beffato: "Ci rode ma la squadra c'è"

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L’allenatore della Sampdoria Sinisa Mihajlovic ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD, nel post partita di Sampdoria-Lazio.Più soddisfatto per aver rivitalizzato la Samp o amareggiato per la beffa nel finale?
Quando prendi gol negli ultimi secondi non fa mai piacere. Mi ricordo che la Samp anche in passato, nelle ultime partite, qualche volta ha vinto o anche pareggiato, nelle ultime partite. La ruota gira. Mi dispiace soprattutto per i ragazzi perché hanno dimostrato soprattutto a loro stessi e poi a tutti gli altri, come si gioca e come si combatte quando porti la maglia della Sampdoria. Sarei stato contento anche se avessimo perso perché comunque dopo tre giorni ho visto l’atteggiamento giusto, siamo stati aggressivi, nel primo tempo abbiamo giocato sempre nella metà campo della Lazio, nel secondo tempo, tutto con un uomo in meno, abbiamo sofferto, ma siamo andati in vantaggio. Abbiamo preso un gol su una nostra disattenzione e ci sta con le grandi squadre che ti puniscano. Non dobbiamo però preoccuparci perché se continuiamo ad avere questo atteggiamento e giocheremo anche meglio, sicuramente avremo tante possibilità di raggiungere l’obiettivo.
Abbiamo visto tanti giocatori rilanciati. Erano giocatori che avevano bisogno di una scossa o dovevano giocare in una posizione diversa?
Bisogna fare cose logiche e mettere ogni giocatore nel ruolo dove può dare il massimo. E poi loro vanno in campo e fanno quello che sanno fare. Non c’è bisogno di inventarsi nulla.
Sei tornato in Italia, rinunciando alla panchina della nazionale serba
Sì, ho avuto la proposta di due anni e mezzo di contratto però sono tornato alla Sampdoria perché io, in un momento particolare della mia vita professionale, all’inizio, quando ero ancora ragazzino, loro mi hanno preso, sono stato per quattro anni bellissimi qui alla Samp e quindi per la riconoscenza, e tutto. E poi perché la Samp è una delle squadre in cui ho giocato, sono rimasto sempre in ottimi rapporti e a quel punto ho deciso di tornare perché mi mancava anche un po’ questo lavoro di tutti i giorni, questa pressioni, queste partite in cui si è raggiunti negli ultimi minuti, magari qualche volta vinceremo anche, però questa tensione che mi fa svegliare. Invece in Nazionale è uno stress ed è un altro lavoro, bello, perché anche là abbiamo costruito dei bei giocatori e tutto.
Sarà Stankovic il tuo erede sulla panchina della Serbia?
No, lui è venuto perché voleva starmi vicino in questa prima partita, come tra l’altro tutta la mia famiglia. Sicuramente farà qualcosa in Nazionale ma non credo il Ct perché non penso che abbia il carattere per fare questa cosa. Non è un difetto, è un pregio, perciò lui sicuramente può fare altre cose molto bene, poi saprete al momento opportuno, non credo che farà il Ct.
Nella Federazione Serba? Ci dicono qualcosa in più?
Penso di sì, però questo lo dovete chiedere a lui.
Il Presidente?
Non lo so, dovete chiederlo a lui.