Storia dei Mondiali: Francia e Corea non portano bene agli azzurri

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Di Biagio dopo il rigore di Francia '98
Di Biagio dopo il rigore di Francia '98

I mondiali tornano in Francia dopo sessant’anni, voluti fortemente da Michel Platini. Nasce il golden-gol ed il primo atto della manifestazione vede il Brasile superare per 2-1 la Scozia nel nuovo impianto di Saint Denis costato 800 miliardi delle vecchie lire.

L’Italia dopo il flop agli Europei del 1996 si affida nuovamente ad un tecnico federale, quel Cesare Maldini che era stato il braccio destro di Bearzot nella trionfale cavalcata del 1982, ci qualifichiamo vincendo lo spareggio contro la Russia, con l’esordio di Buffon nel gelo di Mosca.

Francia 98: i sogni azzurri si infrangono sulla traversa

Roberto Baggio viene inserito nella lista mondiale solo in extremis e a furor di popolo dopo la strepitosa stagione nel Bologna ed è subito titolare al posto di Del Piero nella partita d’esordio contro il Cile. Soffriamo molto contro la “Roja”, Maldini aveva dovuto impiegare anche Chiesa per il febbricitante Ravanelli e Pagliuca si era ripreso il posto tra i pali per l’infortunato Peruzzi: Cannavaro e Nesta patiscono la verve e la tecnica di Salas e Zamorano ed anche in quell’occasione ci salva Baggio, prima con uno splendido assist per Vieri che ci porta in vantaggio e poi, dopo una doppietta dello scatenato Salas, procurandosi e trasformando un rigore alquanto generoso nel finale.

A Montpellier ci sbarazziamo senza problemi del falloso Cameroun, grazie ai sigilli di Di Biagio ed alla doppietta di “Bobone”, ma Baggio e Di Biagio fanno le spese dei calci degli africani e devono lasciare il campo infortunati.

Nel terzo match a S. Denis vinciamo ancora per 2-1 contro l’Austria, con le reti della coppia Vieri- Baggio ma dobbiamo subire la perdita di Nesta che per un infortunio al ginocchio resterà fuori ben nove mesi.

Una prima fase con poche sorprese, nel gruppo A (quello del Brasile) sorprende positivamente il Marocco che grazie alla classe di Bassir ed Hadda pareggia con la Norvegia e supera largamente la Scozia ma gli africani non fanno i conti con il Brasile che, già qualificato, perde l’ultimo match contro la Norvegia che in rimonta dopo il gol di Bebeto si qualifica grazie ad un rigore al novantesimo.

Francia e Danimarca passeggiano nel gruppo C, nel girone D il grande equilibrio premia Paraguay e Nigeria a scapito della Spagna, cui non basta il 6-1 finale sulla Bulgaria mentre Olanda e Messico hanno la meglio sul Belgio e Germania e Jugoslavia vanno avanti senza fatica nel raggruppamento F.

Vanno avanti anche Romania ed Inghilterra, con Beckam ed Owen sugli scudi, nel gruppo H l’Argentina “italiana” (Batistuta, Zanetti, Veron, Simeone, Sensini…) vince le sue tre partite con sette reti fatte ( quattro di Bati-gol) e nessuna subita con l’esordiente  Croazia di Prosinecki e Suker ad affiancarla negli ottavi.

L’Italia affronta a Marsiglia la Norvegia, che non perde da diciassette partite ed il match si mette subito bene con la rete del solito Vieri lanciato da Di Biagio dopo un dominio incontrastato nella prima frazione. Nella ripresa soffriamo il ritorno dei nordici e Pagliuca è determinante nel finale sul temuto “pennellone” Flo.

Approdiamo al confronto di S.Denis nei quarti dove ci tocca la Francia, che solo ai supplementari grazie al “golden gol” di Laurent Blanc aveva avuto ragione della resistenza del Paraguay. Leggero predominio transalpino ma partita tutto sommato in equilibrio, con Baggio che a venti dalla fine rileva il solito deludente Del Piero.

Cannavaro è un leone , Zidane fa il bello ed il cattivo tempo, si va ai supplementari con Baggio che ci fa trepidare sfiorando il “golden gol” ed i rigori risultano ancora maledetti, dopo Italia 90 ed Usa 94 : gli errori di Albertini e Di Biagio ci eliminano agli ottavi di finale.

Brasile e Danimarca si erano sbarazzate con l’identico punteggio ( 4-1) di Cile e Nigeria, la Germania in rimonta si era imposta sulla rivelazione Messico grazie ad un gol nel finale dell’eroe di Euro 96 Oliver Bierhoff, entusiasma il match tra Olanda e Jugoslavia con la rete decisiva di Davids nel recupero (2-1 per gli orange il finale).

In una brutta partita avanza anche la Croazia grazie all’acuto di Davor Suker, che con sei reti sarà il capocannoniere della manifestazione mentre l’Argentina s’imporrà ai rigori contro l’Inghilterra, in uno splendido incontro con i due rigori nella fase iniziale trasformati da Batistuta e Shearer e con Zanetti bravo a pareggiare la prodezza del talento Owen.

I quarti di finale propongono un altro grande spettacolo tra Brasile e Danimarca con biancorossi subito avanti dopo un minuto con Jorgensen, in una partita ricca di reti con il pari ed il sorpasso firmati da Bebeto e Rivaldo, imbeccati da uno scatenato Ronaldo ed il nuovo pareggio di Brian Laudrup in avvio di ripresa prima che Rivaldo, sfruttando un errore di Schmeichel, fissasse il 3-2finale.

Dennis Bergkamp fu il protagonista del confronto degli olandesi contro l’Argentina, una sua perla finale qualificò gli eredi di Cruyff mentre la Croazia vinse largo con un secco tre a zero sulla Germania arrivata alla fine di un ciclo, con i centri di Jarni, Vlaovic e Suker.

A Marsiglia nella prima semifinale , dopo una prima frazione di studio, il match si accese dopo ventidue secondi della ripresa grazie al Fenomeno Ronaldo ma Kluivert pareggiò a tre minuti dal termine ed i tiri dal dischetto furono fatali agli olandesi per gli errori di Cocu e Ronald De Boer.

Anche l’altra semifinale fu equilibrata, con il solito Suker che in avvio di ripresa fece sognare l’esordiente squadra croata con la prima rete subita dal portiere transalpino Barthez nella manifestazione ma una doppietta di Thuram, uno che di solito i gol li evitava, proiettò i padroni di casa alla finale di Parigi dove Zidane (autore di una doppietta di testa nella prima frazione) e compagni sollevarono il primo trofeo della loro storia, nel delirio dello Stade de France, con Petit che arrotondò il punteggio: un   inesistente Ronaldo rischiò di non poter scendere in campo per il malore accusato poche ore prime di scendere in campo per l’atto conclusivo.

I primi mondiali in Asia: Corea e Giappone 2002

I mondiali sbarcano per la prima volta in Asia, l’edizione del 2002 si svolge in Corea del Sud e Giappone , il Brasile diventerà “pentacampeon” nel mondiale delle sorprese Turchia e Corea, che arriva in semifinale spinta letteralmente da arbitraggi scandalosi, di cui anche noi pagheremo le conseguenze.

Dopo Euro 2000 e la sconfitta al”golden gol” contro la Francia si dimette Dino Zoff, per le critiche feroci rivoltegli specialmente da Berlusconi e la nostra nazionale si affida a Giovanni Trapattoni. La prima fase ci oppone ad Ecuador, Croazia e Messico, vinciamo facile contro gli ecaudoriani grazie ad una doppietta di Vieri, con il Messico che nell’altro match supera di misura la Croazia.

Slavi che affrontiamo nella seconda partita con Vieri che in avvio spiana la strada ma nella ripresa Olic e Rapaic ci puniscono e diventa decisiva per le nostri sorti la partita contro il Messico che aveva vinto contro l’Ecuador, con la Croazia che deve affrontare i già eliminati sudamericani.

Ma sono i messicani a passare in vantaggio con Borgetti e fortunatamente la Croazia si suicida contro l’Ecuador ed il gol a cinque minuti dalla fine di Del Piero di testa ci qualifica, anche se bisogna rilevare che anche contro i messicani ci vengono annullate due reti apparse regolari così come era avvenuto contro la Croazia.

Nella gara inaugurale il Senegal grazie a Diop batte i campioni del mondo francesi che vengono eliminati al pari dell’Uruguay, con gli africani e la Danimarca che avanzano nel torneo, la Spagna domina il proprio girone e si qualifica insieme al Paraguay guidato da Cesare Maldini.

Avanzano anche Brasile e Turchia mentre i padroni di casa della Corea del Sud sorprendono fin dall’esordio superando Polonia e Portogallo e pareggiando con gli Usa che passano insieme a loro, dilaga la Germania con l’8-0 sull’Arabia Saudita con Miro Klose sugli scudi e supera il turno insieme all’Irlanda del talento Keane.

Il gruppo F, il girone della morte, vede l’eliminazione di un’altra grande: l’Argentina supera la Nigeria ma la sconfitta contro gli inglesi (rete su rigore di Beckham) ed il pari contro la Svezia non bastano per avanzare a differenza del Giappone che si qualifica insieme al Belgio, con le eliminazioni di Russia e Tunisia.

Gli ottavi sono propizi alla Germania sul Paraguay, l’Inghilterra vince largo (3-0) sulla Danimarca che paga la giornata no del portiere Sorensen mentre il Senegal eguaglia il Cameroun del 1990 ed approda ai quarti con una doppietta in rimonta di Camara contro la Svezia di Ibrahimovic.

Casillas è l’eroe spagnolo e decisivo nella lotteria dei rigori contro l’Irlanda , gli Stati Uniti ottengono la loro prima qualificazione ai quarti con il 2-0 al Messico mentre il Brasile soffre subito contro il Belgio, a segno con Wilmots, per poi rimontare grazie a Rivaldo e Ronaldo.

La rete del turco Umit Duvala manda a casa l’altra organizzatrice , il Giappone, mentre l’Italia affronta a Daejon la Corea del Sud, con un rigore sventato in avvio da Buffon ad Ahn. Il clima è infuocato ma dopo diciotto minuti Bobo Vieri zittisce lo stadio su servizio di Totti, Tommasi fallisce il raddoppio poi nella ripresa i coreani assemblati dal “santone” Hiddink sfruttano un paio di errori sotto porta di Vieri e pareggiano a due minuti dalla fine grazie a Seol che sfrutta un pasticcio tra Di Livio e Panucci. Nei supplementari sale al proscenio l’ineffabile direttore di gara, l’ecuadoriano Byron Moreno, che infligge a Totti il secondo giallo per una presunta simulazione, ancora Tommasi manca il “golden-gol” che arride viceversa ai padroni di casa che al minuto 116 trafiggono Buffon grazie alla rete del “perugino” Ahn. Lo scandaloso arbitro Moreno verrà escluso a partire dall’anno successivo con gravi accuse di corruzione…

Nei quarti l’Inghilterra guidata da Eriksson, fin lì la miglior difesa , affronta l’attacco stellare del Brasile: passano gli albionici con Owen ma prima Rivaldo servito da Ronaldinho e poi lo stesso “Dinho” con una parabola su cui il portiere inglese Seaman si addormenta proiettano i verde-oro alle semifinale, dove troveranno la Turchia che supera di misura il Senegal.

Anche la Spagna fa i conti con un arbitraggio casalingo che spinge i coreani in semifinale: il colpevole è l’egiziano Al-Ghandour che annulla due reti regolari agli iberici e dal dischetto gli asiatici sono infallibili, con Joaquin che fallisce il penalty decisivo.

L’altra semifinalista sarà la Germania pragmatica di Rudi Voller che si affida al golletto di Ballack per vincere il confronto contro gli Usa, fermati a più riprese dal portiere tedesco Kahn.

Il terzo 1-0 consecutivo porta i tedeschi in finale, è ancora Ballack a decidere la sfida contro la Corea questa volta non favorita dagli arbitri, il Brasile fa fuori un ottima Turchia, la straordinaria prestazione dell’estremo turco Rustu non impedisce a Ronaldo, che sarà capocannoniere con otto reti, di siglare il gol partita.

Agli ordini del nostro Collina il Brasile diventa campione per la quinta volta , con i tedeschi che si fanno leggermente preferire in avvio, nella ripresa è prodigioso il portiere brasiliano Marcos a deviare sul palo la velenosa conclusione di Neuville, a poco più di venti minuti dal termine la conclusione da fuori area di Rivaldo trova Kahn, fino a lì il miglior portiere della manifestazione, poco attento e sulla ribattuta è un rapace Ronaldo, che dieci minuti dopo raddoppia per il trionfo carioca.

Nella finale per il terzo posto appannaggio della Turchia Hakan Sukur segna il gol più rapido della storia mondiale dopo undici secondi, nella partita poi vinta 3-2 contro la Corea.