9 Settembre 2010 Genova
Banner
Supplemento all'Agenzia giornalistica multimediale LiguriaSport.com
 
 
Ricerca
 

DALLA RADIOBALILLA ALLA "LANTERNA" DOMENICALE

di Cesare Viazzi
 
“Campionato italiano di calcio. Divisione Nazionale - Serie A. Ci colleghiamo con lo stadio di... per trasmettere la radiocronaca diretta della fase finale della partita...”. Così, nei primi anni Quaranta, alle quindici e cinquantacinque minuti (il collegamento era limitato alla parte “finale” della partita) una disciplinatissima voce annunciava la più  popolare trasmissione dell’epoca, la più ascoltata dopo la lettura del “bollettino di guerra” e le notizie del giornale Radio. Gli apparecchi riceventi erano ormai quasi un milione e mezzo, in gran parte del semplice ed economico modello Radiobalilla, comparso nel 1935, ma qualche ascoltatore armeggiava ancora con il congegno a cristallo di galena, i baffi di gatto e gli auricolari a cuffia. Quell’annuncio è uno dei ricordi più nitidi della mia infanzia e il rievocarlo ancora un po’ mi emoziona. Terminava invariabilmente con le parole : “Radiocronista Nicolò Carosio”. La prima volta che, tanti anni dopo, ascoltammo : “Radiocronista Nando Martellini” rimanemmo tutti sorpresi. 
Nicolò Carosio però non è stato il primo radiocronista sportivo. L’URI - l’Unione Radiofonica Italiana, bisavola della nostra RAI -inaugurò i suoi programmi quotidiani il 6 ottobre 1924 e nel luglio del 1926 si cominciarono a sentire le prime notizie sportive, brevi comunicati sulle varie discipline. La storia della radiocronaca sportiva vera e propria non è cominciata neppure con il Calcio: il 14 giugno 1927, infatti, dall’Ippodromo di S. Siro andò in onda quella del Gran Premio di Milano. La prima partita a godere della radiocronaca diretta dai microfoni di quella che nel frattempo era diventata 1’EIAR - Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche - fu Italia-Ungheria 4-3, giocata allo Stadio Flaminio di Roma, per la Coppa Internazionale, 25 marzo 1928. Due i giornalisti, Giuseppe Sabelli Fioretti e Enrico Segantini, ma neanche questi sono stati i primi radiocronisti del calcio. 
Allora chi è stato? Le stazioni dell’URI (Roma, Milano, Napoli, Bolzano, Genova...) non furono in grado di effettuare un regolare servizio di trasmissioni circolari, cioè a diffusione nazionale, sino a quando non vennero collegate tra di loro: irradiavano quindi programmi autonomi ed i loro responsabili non ci misero molto a capire che gli sport, ed in particolare il calcio, avrebbero potuto essere una preziosa materia prima per il nuovo mezzo di comunicazione di massa. Un ingegnere rimasto anonimo ideò e mise personalrnente in pratica un peregrino sistema per far seguire le partite di calcio agli ascoltatori: da una rudimentale postazione microfonica collocata al bordo di un campo, dettate le formazioni delle squadre, illustrava le azioni di gioco indicando gli spostamenti dei calciatori come se andassero disponendosi sul foglio quadrettato delle battaglie navali care a tutti gli scolari. Esempio: “La mezz’ala sinistra rossoblù Catto, in posizione H8, passa la palla all’ala sinistra Levratto, accentratasi in H6.Tiro....”. Il fantasioso ingegnere non ebbe però il successo che sarebbe arriso ai futuri radiocronisti, i quali ebbero proprio a Genova un capostipite: l’indimenticato Renzo Bidone. 
Dopo l’esperimento di Italia-Ungheria del 1928, la radio prestò attenzione ad altre discipline, come il pugilato, ed a manifestazioni come i grandi premi automobilistici. Intanto a Genova era in incubatrice il fenomeno Nicolò Carosio. Nato a Palermo il 15 marzo 1907, Nicolò era nel capoluogo ligure per frequentare l’Università e laurearsi in Legge. Praticava il calcio –  fu un mediocre half nello Spezia – ma, la sua aspirazione era di raccontarlo e per questo si preparava facendo a se stesso cronache di gare vere ed immaginarie. Nel 1932, a Londra, ebbe l’opportunità di ascoltare e di osservare all’opera l’allenatore dell’Arsenal Chapman mentre commentava una partita e poi il giornalista, Smieger della radio austriaca. Divennero i suoi modelli, ma contemporaneamente si ingegnò per tradurre la nomenclatura inglese in italiano: half, goal, corner, cross divennero mediano, rete, calcio d’angolo, traversone... 
Chi scrive queste righe, pur essendo innamorato della lingua italiana, non approva i forzati accomodamenti dei gerghi sportivi: ogni disciplina ha il suo gergo, che è quasi sempre quello del Paese d’origine della disciplina stessa e costituisce una specie di blasone. Pur comprendendo che il giovane Carosio viveva in un’“era” nella quale si pretendeva una arbitraria purezza linguistica, è da ritenersi più originale il Carosio dei “fallacci, dei goletti, dei passaggi sprovveduti, dei piazzamenti dissennati”. Sia scusata la divagazione. Il nostro eroe, quando giudicò di essere pronto, si presentò ad un provino bandito dall’EIAR dove improvvisò la radiocronaca di un ipotetico derby Juventus-Torino. Dicono le storie della radio che vinse, fu assunto e che esordì il 1° gennaio 1933 con Italia-Germania. Sarebbe stato un battesimo esaltante, perchè il neo-radiocronista avrebbe avuto modo di raccontare ben quattro reti, prima quella subita dall’Italia, poi quelle di Meazza, Costantino e Schiavio. Se non che questa biografia è una antologia di errori. 
Nick non vinse infatti quella selezione, fu secondo e buon per lui che il prescelto diede inspiegabilmente forfait. Nick non fu assunto che nel 1956, per lungo tempo rimase un collaboratore, certamente molto considerato, tanto da essere impiegato per corse automobilistiche e ciclistiche, incontri di pugilato, gare di atletica leggera e nuoto, partite di pallacanestro. Nick non ebbe un battesimo internazionale: la prudente EIAR gli fece fare un periodo di rodaggio con radiocronache di minore importanza prima di mandarlo, finalmente, allo Stadio del Littorio di Bologna per Italia-Germania. 
Comunque siano andate le cose, certo è che nel 1932 nacque un capo scuola che sarebbe rimasto sulla breccia, o meglio davanti ai microfoni della radio e della televisione per mezzo secolo commentando – non senza qualche svarione che invece di sminuirlo ha contribuito a renderlo leggendario – tremilacinquecento partite, tra le quali quelle di tre Olimpiadi e di otto Campionati del mondo. 
Ci si può chiedere perché tante righe dedicate a Nicolò Carosio : semplicemente perchè l’inventore del “quasi gol” può essere legittimamente considerato un “quasi genovese” per i molti anni trascorsi a Genova e in Liguria e per la sua fede genoana. È morto il 27 settembre 1984, ma non lo hanno scordato i suoi allievi Nando Martellini, Sergio Zavoli, Paolo Valenti e Enrico Ameri. 
Valenti (tra l’altro ideatore nel 1970, con Maurizio Barendson, e conduttore del televisivo “90° minuto”) era un romano che a Genova aveva studiato filosofia e trovato l’anima gemella; Ameri è un lucchese con il vezzo di dire di essere di Busalla o di Voltaggio e che, sino a quando è rimasto in RAI, è riuscito ad imporre alla squadra di calcio rappresentativa dell’azienda le maglie rossoblu (estorte al presidente della società genovese). 
Non lo hanno dimenticato nemmeno i nipotini di “Tutto il calcio minuto per minuto” nelle cronache dei quali ricorrono ancora schegge del capriccioso vocabolario che Carosio è stato capace di inventare. “Tutto il calcio minuto per minuto” prese il via il 10 gennaio 1960. Lo studio Centrale di Milano era presidiato da Roberto Bortoluzzi, un signore napoletano che per tutta la sua vita lavorativa è venuto a trascorrere le pause di riposo a Nervi e che, andato in pensione, ha scelto Nervi come residenza. 
La postazione microfonica dello Stadio “Luigi Ferraris” era occupata da Nico Sapio. Quell’anno il suo fu un compito gratificante quando ebbe da commentare le partite della Sampdoria, interprete di un buon campionato concluso all’ottavo posto, amarissimo quando a Marassi fu di turno il Genoa che finì ultimo in classifica e quindi retrocesse. Sapio, giornalista senza specializzazione, ma esemplare in ogni genere, tanto da diventare uno dei più apprezzati “inviati” della RAI, fu la voce del calcio genovese per sei anni. Cantò l’esaltante ritorno del Genoa in A, purtroppo provvisorio; descrisse le altalenanti stagioni della Sampdoria; commentò sei derbies, sino al tristissimo gennaio 1966. 
A Roma il villaggio RAI di Saxa Rubra ha strade e piazze interne intitolate ai dipendenti morti nello svolgimento dei loro compiti, però non c’è una targa che ricordi Nico Sapio scomparso nella sciagura aerea di Brema insieme agli azzurri del nuoto che ha seguito nell’ultima trasferta. Anche la “Storia della televisione italiana” di Aldo Grasso, che annovera le pur minuscole comparse, non cita il nome di uno dei protagonisti dei più significativi capitoli di questa storia, come per esempio “TV 7”. 
In Italia il servizio regolare di televisione cominciò il 3 gennaio l954. Le trasmissioni a colori presero ufficialmente il via il 1° febbraio 1977, martedì. Cinque giorni dopo, domenica 6 febbraio, il Luigi Ferraris fu il primo stadio a comparire in policromia sui teleschermi in occasione di Genoa-Torino (1-1). A distanza di tanti anni è bello vedere oggi in televisione, anche dalle emittenti private, campioni di ieri trasformati in cronisti, commentatori e conduttori di grande competenza e padroni di uno stile - come Fulvio Collovati e Beppe Dossena - che tanti professionisti di lungo corso non hanno. 
In tre quarti di secolo sono cambiati molto il calcio, il giornalismo sportivo, l’atteggiamento ed il comportamento del pubblico. Superflua la condanna degli eccessi e della violenza, ma è doveroso registrare che negli ultimi anni sono nati programmi radiofonici e televisivi che si impegnano per riportare il mondo del calcio in una atmosfera non tanto avvelenata. Valgano come esempi quelli della Gialappa’s Band; però Gherarducci, Santin e Taranto, i tre goliardici autori ed interpreti di “Mai dire gol” – varato sul circuito radiofonico Sper per approdare agli schermi Mediaset – hanno avuto dei predecessori genovesi: il 3 ottobre 1954 ( Genoa-Spal 1-1, Triestina-Sampdoria 3-1) per la rivista radiofonica regionale della domenica “A Lanterna” Vito Elio Petrucci, autore e regista, diede vita a Ciarli prototipo del tifoso genoano, e a Texo, modello della tifosa sampdoriana. Aveva capito, Petrucci, che le opposte tifoserie avevano bisogno dei loro portavoce e Ciarli e Texo, interpretati da Andrea Salvo e Jole Gardini, per oltre quindici anni bisticciarono spontanei, linguacciuti, irrefrenabili ed irresistibili distributori di insulti, ingiurie, trovate, neologismi, giochi di parole esilaranti. Avrebbero sicuramente avuto successo anche in televisione, ma la RAI cancellò i programmi regionali e poco dopo, negli anni Settanta, Jole Gardini e Andrea Salvo morirono. Le due  maschere però qualche volte ritornano in manifestazioni diverse, spettacoli di piazza, trasmissioni di radiotelevisioni private con altri attori e copioni aggiornati. 
Ora le emittenti radiofoniche e televisive sono innumerevoli, il pubblico ha ampia possibilità di scelta, ma la trasmissione regina rimane “Tutto il calcio minuto per minuto”. In tanti anni la postazione microfonica del Luigi Ferraris ha ospitato una mezza dozzina di radiocronisti della sede genovese della RAI e oggi nello studio centrale di Milano c’è Alfredo Provenzali: partito dalla Sampdoria... scusate!, partito da Sampierdarena, dopo aver fatto esperienza negli stadi di tutta Italia e di tutto il mondo, è succeduto a Roberto Bortoluzzi, il quale, sicuramente ogni domenica, camminando pigro lungo la nerviese passeggiata Anita Garibaldi, radiolina incollata all’orecchio, si compiace di ascoltare il suo degno erede. 

 
AREA RISERVATA

Registrati a GenoaSamp per partecipare alle nostre iniziative, ricevere la newsletter Sportiva e navigare nelle Aree Riservate
Hai perso la psw? | Registrati
Scopri tutti i cimeli all’asta nel 2010


Banner

Banner
 
Banner
 
GenoaSamp.com con tutti i suoi contenuti è proprietà de Lo Sprint S.r.l.
Vietata riproduzione anche parziale senza autorizzazione.
 
GenoaSamp.com - Supplemento all'Agenzia giornalistica multimediale LiguriaSport.com - Reg. Trib. Genova n°42/88 del 21 Luglio '88
Direttore: Michele Corti - Dir. resp.: Gian Luigi Corti - Tel. e Fax 010 3626961 - info@genoasamp.com
Copyright © Lo Sprint P. Iva 00976280107 Credits www.dpsonline.it Powered www.braincube.it
 
Banner