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STORIE DI UN CALCIO MINORE
di Riccardo Carovino Nella storia centenaria del Campionato italiano di calcio sicuramente Genova ha avuto un ruolo importante. Preminente in assoluto in un primo periodo, che potremo datare dalla fondazione nel 1898 della Federazione all’inizio della seconda guerra mondiale; meno importante, ma non trascurabile, in una seconda fase, dalla fine del conflitto al compimento del centenario. Ai risultati di vertice, che possiamo sintetizzatre con i nove titoli nazionali ed una Coppa Italia vinti dal Genoa nel primo periodo e dallo scudetto più quattro Coppe Italia conquistati dalla Sampdoria nel secondo, dobbiamo aggiungere la notevole partecipazione di base verificatasi fin dai primi anni, e segnatamete negli anni Venti al termine della prima guerra. Basta citare l’elenco delle società presenti all’Assemblea del 17 giugno 1920, tenutasi nella sede della Ginnastica A. Doria: Spes Immacolata, Fiorente, Molassana, Enotria, Serenitas, Vigor Alimonda, Pro Liguria,La Vita FBC, Fratellanza Artigiana Genovese, Vittoria FBC Genova, Piccoli e Veloci Genova, Miramare FBC Genova, Ardita Juventus Nervi e Giovani Calciatori Genova, oltre naturalmente a Genoa FBC e A. Doria e ad altre società i cui Comuni di appartenenza non erano ancora inseriti nella Grande Genova come accadde dal 1926, ma che, ovviamente, già vivevano la realtà economica, sociale e sportiva della città, come Sampierdarenese, Sestrese e Rivarolese. Scopo di quella riunione era addirittura il tentativo di portare a Genova da Torino la sede della Federazione Calcio; all’uopo venne nominata una commissione composta dai signori Gazzo e Chiapparino (A. Doria), Ghiorzi e Marengo (Genoa FBC), Berti (Spes), Petta (Fiorente), Faroppa (Sampierdarenese), Loero (Enotria), Zurloni (Rivarolese), Sarti (Serenitas) e Bertozzi (Vigor Alimonda). Il tentativo fallì, ma spiega comunque la consistenza del calcio genovese anche al di là dell’importanza e dei risultati di Genoa e A.Doria. Nacque proprio in quei mesi, inoltre, il primo campionato dell’ULIC (Unione Liberi Calciatori).Un’attività a carattere rionale, che per diversi lustri diede vita ad un autentico sport ricreativo di massa. Alla prima edizione (1920/’21) risultano iscritte 19 società, che schierarono 22squadre: Fortidudo e Juventus (2 squadre), Avanti, Pro Manin, S. Giovanni, Vigor (2 squadre), S. Raffaele, Calciatori, Busalla, S. Gottardo, Enotria, Aurora, Audace (2 squadre), Teglia,Juventus Pastore, Esperia, Audace, Sestri, Brignole, Sportiva Sturla, Quarto. Da questo lungo ed incompleto elenco di società praticanti sarà bene indicare quelle che per meriti sportivi hanno avuto l’opportunità, sia pure in certi casi teorica, di aggiudicarsi il titolo di campione avendo partecipato per uno o più anni al massimo campionato nazionale prima e dopo la nascita del girone unico (1929/’30). Oltre al Genoa troviamo la Sampierdarenese, dal 1919 al ’27, e poi, dopo la forzata fusione con l’A. Doria col nome di Dominante (’27/’28 e ’28/’29), nei campionati ’34/’35, ’35/’36, ’36/’37, e col nome di Liguria, ’37/’38, ’38/’39, ’39/’40, ’40/’42.Inoltre, in ordine cronologico, il Liguria FBC (1913/’14 e ’14/’15), il Grifone Giovani Calciatori (1920/’21 e ’21/’22), la Spes (dal 1919 al ’23), la Rivarolese (1920/’21 e 1921/’22), la Sestrese (1920/’21 e ’21/’22). Il proliferare di società e di campionati non aveva fatto altro che inquadrare quella pratica calcistica che già si era diffusa prima della guerra. Se dal 1898 al 1915 nel campionato della Federazione troviamo oltre al Genoa e A. Doria soltanto due partecipazioni del Liguria ’98 (nessuna parentela con il Liguria che nascerà negli anni Trenta, fallito il matrimonio tra Sampierdarenes e A. Doria col nome di Dominante), per altro con due ultimi posti in classifica, la pratica del calcio era ormai diffusa a Genova. Oltre ai soliti incontri con gli equipaggi delle navi inglesi in porto, si svolgono partite tra studenti (il “Secolo XIX” del 2 aprile 1914 dà buon rilievo ad una sfida tra i licei del Colombo e dell’A. Doria sullo Stadium dell’Esposizione vinta “dopo una bella difesa dei doriani dal forte Colombo per 3 a 1”), mentre “Il Calcio”, periodico genovese dell’epoca, annuncia nei primi mesi del 1914 che “...a Genova si sta seriamente lavorando per organizzare, a somiglianza di quanto già da dieci anni si fa in Inghilterra e in Francia, un torneo di Football tra impiegati delle diverse aziende commerciali di Genova.L’idea ha sollevato grande entusiasmo tra gli interessati...”. Si fa il nome dell’incaricato dell’organizzazione che è “il signor Ernesto Ghiorzi, impiegato delle Officine Elettriche Generali”, già noto come portiere della squadra di pallanuoto del Genoa Club campione d’Italia e, poi, famoso come segretario della società rossoblu negli anni d’oro e a più riprese dirigente fino al secondo dopo guerra. Nel prosieguo degli anni Venti troviamo nel campionato di seconda divisione, con altre squadre liguri, la Sestrese, la Rivarolese, il Molassana e, poco più tardi, la Corniglianese; in terza divisione, il Pontedecimo, il Grifone Ausonia e la Fiorente, mentre nella massima categoria resistono, oltre al Genoa, Sampierdarenese e A. Doria, fino alla sciagurata fusione del 1927 voluta dall’alto per fare posto nientemeno che alla Roma. L’istituzione del girone unico (molti dei commentatori anche a livello di statistiche lo considerano un punto di partenza del calcio moderno, come se campioni degli anni precedenti al pari di De Vecchi, Baloncieri, Cevenini, De Prà, o squadroni come Genoa, Pro Vercelli, Casale non avessero cittadinanza nella storia e nella evoluzione tecnica del calcio italiano!) lascia spazio nei campionati nazionali di serie A e B soltanto al Genoa (Genova 1893 dal 1929 al ’45) e alla Sampierdarenese (poi Liguria), mentre si trovano nelle serie inferiori nomi importanti del calcio genovese. A. Doria, Sestrese, Rivarolese e Corniglianese militano con risultati alterni nel campionato interregionale della Prima divisione, che nel ’35/’36 darà vita alla serie C, e tante altre affollano i campionati di Seconda e Terza divisione, dove, fuori classifica, partecipano le squadre riserve di Genova 1893 e Sampierdarenese. È pertanto normale per i sostenitori delle formazioni maggiori vedere illustri campioni, come Stabile o Bacigalupo, temporaneamente fuori squadra per infortuni od altro, giostrare la domenica sul campo di Via Guerazzi, dove gioca l’A. Doria prima della costruzione delle piscine di Albaro (1935), o del Torbella a Rivarolo. Ma ormai il calcio a Genova è praticato ovunque, a tutte le età e ad ogni livello.I giornali del lunedì (“Il Piccolo” soprattutto) parlano di campionati ragazzi (con Genova 1893, squadre A e B, Pro Marassi, Grifone Ausonia Quarto, Sampierdarenese, Bel Paese, Serenitas, ecc.), di tornei studenteschi o aziendali tra bancari e altre categorie di lavoratori. Continuano con successo anche i tornei dell’ULIC (i già citati “liberi”), nelle cui classifiche troviamo ad esempio nella stagione ’32/’33 Ponte Carrega, U.S. Staglieno, Portoria,Pro Marassi Dante Alighieri, Risorgimento.Né può mancare, ovviamente, il torneo dei Fasci Giovanili dove militano le squadre dei vari Gruppi Rionali: Rusca, Giordana, Cantore, Corridoni, Tellini e altri. Per chi non riesce a mettere insieme una squadra con undici giocatori ecco frequentatissimi i campi dei Barnabiti, dei Cordigeri o i tanti altri piazzati lungo i torrenti o nell’ambito di qualche parrocchia.Un terreno ideale per il calcio a sette (o giù di lì), oggi nobilitato da regolamenti e sponsorizzazioni. Accanto a questo elenco di nomi e di date, naturalmente, dovrebbero figurare pagine intere ricche di episodi di vita societaria. A Ligorna (1922) potrebbero raccontare di in certo Riva, giocatore-contadino degli anni Trenta, che prima delle partite andava a lavorare nei boschi circostanti ed arrivava sul campo con la legna sulle spalle (una sorta di originale “riscaldamento”); a Molassana (1918) si tramandano i ricordi di trasferte effettuate con i cavalli attaccati ai carri da lavoro, naturalmente per risparmiare, mentre a Rivarolo ancora si ricordano i tentativi, nel campionato 1939/’40, per fare indossare alla squadra, ribattezzata per ordine del regime Littorio, la vecchia e gloriosa maglia rossonera.Piccole storie, di un lungo, suggestivo racconto, quello del calcio a Genova.
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