Sampdoria: dalle stelle alle stalle

0
349
Marco Giampaolo
Marco Giampaolo

La sconfitta con il Benevento apre la crisi della Sampdoria. L’analisi per noi del momento blucerchiato è di Pierluigi Gambino

Dalle stelle alle stalle nel giro di un mese. Questa Sampdoria è irriconoscibile, neppure una lontanissima parente di quella ammirata sino a novembre. Sinceramente, indagare in una sindrome così complessa è compito ben superiore alle qualità del sottoscritto, ma forse anche di specialisti più prestigiosi. Il mister è fitto, qussi inesplorabile, e chiama in causa non una sola componente.

Sampdoria: è (anche) la crisi dei singoli

Chiaro che parecchi individui hanno perso la brillantezza e forse la… salute di un tempo. Troppi sono gli acciaccati, ma ancor più gli appannati. Era anche prevedibile, d’altronde, che non si potesse tenere per un’intera stagione certi ritmi stroncanti: purtroppo, il gioco di Giampaolo, basato sul pressing asfissiante e sul dinamismo sfrenato, è assai dispendioso. Da qui a pensare, però, che tutti o quasi i gioatori accusassero contemporaneamente una flessione così marcata, ce ne passa. Possibile che il serbatoio di benzina si sia svuotato ovunque? E possibile che nel Sannio, dopo un primo tempo dignitoso, concluso in vantaggio, l’intera formazione si sia dimenticata di… tornare in campo facendo risorgere inopinatamente gli ultimi della classe?

Purtroppo questa Samp può essere paragonata a quei macchinari assai sofisticati, che solo in condizioni perfette offrono un rendimento elevatisimo, smettendo però di funzionare appena si brucia un fusibile. Alle prime difficoltà la squadra si è sciolta come neve al sole, senza riuscire ad affrontarle come si doveva. Giampaolo chiama in causa l’immaturità, ma si tratta di un’affermazione troppo generica. Possibile che l’altitudine in classifica, piuttosto che stimolare ulteriormente il gruppo, lo abbia stressato? Il piazzamento Uefa, non certo preventivato ad inizio stagione, invece di creare entusiasmo, ha iniziato forse a trasformarsi in un aggravio di responsabilità, ma si tratta di una labile giutificazione. E, comunque, il trainer deve anch’egli fare un profondo esame di coscienza: chi se on lu avrebbe douto motivare a dovere i ragazzi?

Coperta corta

Indbbio che la Samp sia stata impeccabile sin quando tutti i titolari erano disponibili e in buona condizione. Appena qulche elemento è uscito per infortunio, si sono avvertite le prime crepe: come se si fosse spezzato il sottile filo che teneva assieme il tutto. Certo, ci sono assenze e assenze. Quella di Zapata, preceduta d qualche prova incolore dovuta alla pubalgia, è stata pesantissima, poiché il colombiano nei primi mesi di stgione aveva sesso mascherato i difetti del collettivo con un contributo personale elevatissimo. Senza di lui, è rimasta solo la qualità del gioco, non più la strada della soluzione di forza, che nel nostro campionato, estremamente fisico, è spesso determinante,
In difesa, poi, appena si è arreso agli infortuni Strinic è calata la notte: Murru non ha mantenuto le promesse e Regini ha ribadito gli antichi limiti. Se a ciò si aggiunge l’assurda insistenza di Giampaolo per Sala a scapito di Bereszynski, è ovvio che ci si pongano ulteriori interrogativi.
A centrocampoil guaio fisico occorso a Linetty, tuttora impresentabile, è stato un colpo letale: non sempre, infatti, Barreto lo ha avvicendto a dovere, mentre Praet, dopo due mesi di costanti progressi, è tornato uello di prima, impalpabile e mai decisivo.

I limiti di Giampaolo

L’involuzione à generale e chiama in causa un tecnico inarrivabile come insegnante di calcio, ma non ancora covincente come psicologo. E i suoi detrattori, malignamente, tornano a rammentare che spesso le squadre da lui allenate sono calate cammin facendo sino a crollare.
In un momento così delicato ci si può consolare con una situazione di classifica ancora eccellente (nonostante l’aggancio subìto ad opera dell’Atalanta) e con la speranza che la settimana di sosta consenta di ricaricare le pile e di presentarsi al cospetto della Fiorentina in uno stato di forma decoroso. La squadra viola non è una “big” ma neppure una provinciale, ed è un bene per una Samp che ha bisogno di avversarie stmolanti per rendere al meglio.
Chiudiamo con un doveroso invito all’allenatore: in assenza di Zapata, è l’ora di concedere una chance al giovane Kownacki, che negli spezzoni di match disputati ha quasi sempre lasciato il segno. Siamo così certi che al pari del suo predecessore Schick sappia buttarla dentro solo come subentrante?