Sampdoria tra ingenuità ed errori, Udine è da dimenticare

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Il secondo portiere della Sampdoria Puggioni, ha già giocato più di Viviano
Il secondo portiere della Sampdoria Puggioni, ha già giocato più di Viviano
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Le ingenuità di Puggioni e Barreto decidono la sfida con l’Udinese, una vero peccato per la Sampdoria.

A Udine si è registrato un risultato roboante che non si riflette però nell’andamento della partita, vissuta prevalentemente su episodi. Gratta gratta, se Puggioni non compie quel clamooso “raptus”, il match rischia di incanalarsi sullo 0-0 e se Barreto non si fa stoltamente espellere, la Samp va ancora a rischiare di vincere. Il resto è una conseguenza dei due sunnominati episodi, con l’arbitro che ci mette del suo assegnando ai friulani un secondo rigore che grida vendetta e poi un terzo penalty che a norma di regolamento non suona scandaloso ma sul quale si poteva tranquillamente sorvolare.

Sampdoria: quanti errori a Udine

Innegabile ignorare le due ingenuità pagate carissime: inspiegabili tantopiù perché commesse da atleti navigati. Che ci faceva il portiere al limite della propria area su una rimessa laterale? E il mediano, già ammonito (pur con una decisione ingiusta), come ha potuto macchiarsi di quel fallaccio commesso a centrocampo?
Con tutto ciò, la squadra blucerchiata ha sbagliato atteggiamento mentale, fallendo l’esame di maturità cui Gampaolo l’aveva sottoposta e sollecitata. Già, ma è proprio incolpevole il tecnico abruzzese? Secondo noi, no, poiché gli si deve riconoscere un’abilità didattica ed un perfezionismo tattico ineguagliabili, ma non certo una spiccata capacità di caricare psicologicamente ambiente e giocatori. Preparare mentalmente la sfda con una “grande” (o, nel caso del Milan, presunta tale) è un gioco da ragazzi: gli stimoli affiorano naturalmente. Più arduo è mantenere la concentrazione di fronte alle provinciali che non si chiamino Genoa: non è un caso il ko di domenica scorsa, ma neppure lo striminzito pari di Verona e la faticosissima vittoria sul Benevento.

La Sampdoria e il problema trasferta

Altra peculiarità: la Samp garantisce un rendimento quasi sempre elevatissimo a Marassi, nel suo fortino, con il sostegno commovente e incessante della fantastica gradinataSud, mentre in trasferta si smarrisce spesso. E anche questo è un limite caratteriale.
Infine, l’ultima pecca di una formazione che avrebbe altrimenti chances elevate di combattere per una poltrona europea: le difficoltà a concretizzare. Beninteso, con gli innesti di Zapata e Ramirez il quadro è migliorato, ma – anche per una certa mancanza di fantasia dei centrocampisti puri – resta una certa carenza di pericolosità offensiva, emersa già nella scorsa stagione con qualche interprete differente. La conferma è giunta dalla contesa col Milan, contraddistinta – anche a sentire Giampaolo – dalla miglior prova degli ultimi anni: ad onta di un dominio schiacciante nel gioco (praticamente un monologo), se lo Zapata rossonero non offre colpevolmente quel ghiotto assist al cugino doriano, la partita si avvia a chiudersi a reti inviolate.
Tirando le somme, è doveroso affermare che i difetti di cui sopra impediscono, almeno per ora, alla Sampdoria di compiere l’ultimo salto, quello verso il sesto-settimo posto. Chssà che, col tempo, certi peccatucci vengano limati: a quel punto, un piazzamento Uefa, pur improbo, tornerebbe d’attualità, anche valutando con il bilancino la reale caratura, non trascendentale, di Milan, Torino, Atalanta, rivali dirette nella corsa al settimo posto. Tutte squadre, come quella blucerchiata, figlie di progetti stimolanti ma ancora perfettibili.